Infezione da Anchilostoma: crea danni o benefici?

Avete mai sentito parlare dell’Anchilostoma? Si tratta di un parassita che colonizza il nostro intestino e che sembra non abbia solo svantaggi, anzi, recenti studi dimostrano come sia un possibile rimedio contro le malattie infiammatorie intestinali.

Anchilostoma: caratteristiche

In Europa è da un po’ di anni che non contagia, ma è ancora molto diffuso nei paesi tropicali dal clima caldo-umido; l’infezione che causa è definita anchilostomiasi, ma i responsabili possono essere principalmente due parassiti: l’Ancylostoma duodenale ed il Nacator americanus, che vivono nell’intestino tenue di mammiferi come l’uomo, il gatto ed il cane.

Come mostrato dalla figura sotto, il loro ciclo vitale inizia quando le loro uova vengono eliminate tramite le feci e, se si trovano in un luogo caldo, si schiudono in circa due giorni, liberando delle larve rabditiformi, che modificano il loro aspetto diventando filariformi in circa 5-10 giorni. È proprio in questo stadio che l’uomo deve stare attento, perché se cammina a piedi nudi nel posto in cui sono presenti queste larve, esse penetrano attraverso la pelle umana, poi raggiungono gli alveoli polmonari tramite il sangue, risalgono fino all’epiglottide e vanno a finire nel tubo digerente, fino a giungere nell’intestino tenue, dove maturano e aderiscono alla parete nutrendosi di sangue e producendo altre uova.

Figura 1. Ciclo vitale dell’Anchilostoma

Sintomi, diagnosi e terapia dell’Anchilostoma

Questo continuo succhiare sangue del parassita ovviamente causa nell’ospite una perdita ematica non indifferente, per cui si possono verificare fenomeni di anemia. Altri sintomi che causa si avvertono durante il contagio: si può verificare un rash cutaneo e prurito nel punto di penetrazione della larva, a livello polmonare può causare tosse, emottisi, eosinofilia, mentre quando si trova nel suo habitat può causare dolori a livello intestinale, flatulenza, diarrea e perdita di peso. Nel caso dovesse manifestarsi anemia a causa della perdita di ferro di cui il parassita si nutre, i sintomi presenti sarebbero pallore, debolezza, tachicardia, dispnea e edema periferico.

Ma come fare a capire se siamo stati infettati dall’Anchilostoma? Basta solo fare un esame parassitologico delle feci, se positivo è perché vi è la presenza di uova. La terapia utilizzata al momento per distruggerlo sono i farmaci vermicidi benzimidazolici, che causano sia modifiche strutturali nell’intestino, bloccando l’assorbimento del glucosio da parte dei parassiti che quindi perdono il loro nutrimento, sia paralizzando i nervi agendo sul blocco neuromuscolare.

Benefici dell’Anchilostoma

Finora abbiamo parlato solo di cose negative e dei svantaggi dell’Anchilostoma, ma diversi studi che ho riportato sotto, hanno visto come questo parassita potrebbe essere utilizzato sia come immunomodulatore che come trattamento delle patologie infiammatorie intestinali, ma anche di quelle autoimmuni e dell’asma.

Le allergie e le malattie autoimmuni, considerate insieme come malattie infiammatorie croniche, sono in aumento nei paesi sviluppati. Una spiegazione proposta è che, man mano che le popolazioni diventano più igieniche con una minore esposizione ai patogeni (compresi i parassiti) durante l’infanzia, vi è un aumento simultaneo dei disordini immunitari con conseguente aumento dell’incidenza di condizioni infiammatorie croniche.

Le infezioni da parassiti, compreso l’Anchilostoma, sono universalmente associate a risposte immunitarie caratterizzate da citochine Th2, alti livelli di IgE, eosinofilia e mastocitosi; è interessante notare che questa stessa impronta immunitaria è presente nelle allergie e nell’asma. Quindi, perché i miliardi di persone infette da parassiti non mostrano i classici segni di ipersensibilità e sviluppano allergie potenzialmente fatali ai loro parassiti? Ancora più sorprendente è l’osservazione di un’associazione inversa tra la prevalenza di alcuni microrganismi e le malattie infiammatorie allergiche e autoimmuni.  L’Anchilostoma è un parassita “ideale” poiché è longevo, molto fecondo, facilmente trasmissibile e di limitata patogenicità. Ciò che si instaura è un rapporto di commensalismo, in cui il parassita causa poco o nessun danno palese al suo ospite, assicurandosi così la sua trasmissione continua.

Come fanno? Detto in termini semplici, quando l’uomo aveva scarsa cura per l’igiene, era costantemente circondato da questi parassiti per cui il nostro sistema immunitario ha imparato a riconoscerli ed a conviverci; infatti, i parassiti sono in grado di regolare la risposta immune grazie alla secrezione di alcune sostanze che proteggono sia noi che loro stessi, un esempio è l’inibitore tissutale dei mammiferi di metalloproteasi (TIMP), che regola la produzione di IL-10 (citochina infiammatoria) e delle cellule B del sistema immunitario (i progenitori degli anticorpi), ed il fattore inibitore dei neutrofili (NIF). Quindi, se i parassiti sopravvivono sopravviviamo anche noi: l’Anchilostoma resiste a qualsiasi attacco perché un tentativo da parte del sistema immunitario di attaccarli, sarebbe rischioso anche per noi dopo aver creato questa simbiosi.

E se vi dicessi che uno studio ha dimostrato come il contagio dell’Anchilostoma di pazienti affetti da celiachia abbia migliorato le condizioni intestinali? La celiachia è una malattia autoimmune in cui si verifica il danneggiamento dei villi intestinali in seguito all’ingestione del glutine. Il trattamento più efficace è la dieta priva di glutine, ma gli studiosi hanno voluto utilizzare i parassiti per creare un’alternativa al classico trattamento.

È stato condotto uno studio di 52 settimane che ha coinvolto 12 adulti con celiachia a dieta controllata. I soggetti sono stati inoculati con 20 larve di Necator americanus con crescente consumo di glutine durante le settimane. Sono state esaminate le popolazioni di cellule T regolatorie e infiammatorie nel sangue e nella mucosa ed è stato visto come sia migliorata la tolleranza al glutine e ridotti gli anticorpi anti-transglutaminasi tipici della malattia.

Un po’ incredulo come trattamento, vero?

 

Rosanna Grosso

Fonti:

  • CDC: Center for Disease Control and Prevention
  • Alex Loukas and Paul Prociv. Immune Responses in Hookworm Infections. Clin Microbiol Rev. 2001 Oct; 14(4): 689–703.
  • Simon Brooker et al. Human Hookworm Infection in the 21st Century. Adv Parasitol. 2004; 58: 197–288.
  • Croese J et al. Experimental hookworm infection and gluten microchallenge promote tolerance in celiac disease. J Allergy Clin Immunol. 2015 Feb;135(2):508-16.
  • Navarro S et al. The hookworm pharmacopoeia for inflammatory diseases. Int J Parasitol. 2013 Mar;43(3-4):225-31.

Laureata in scienze della nutrizione magistrale, abilitata alla professione di biologo nutrizionista. Appassionata di biologia, microbiologia, fisiopatologia ed affascinata dallo studio del microbioma, primo punto sul quale intervenire per la prevenzione di patologie metaboliche.

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