Non tutti i virus vengono per nuocere: Human Virome

Sin dagli albori della microbiologia, i ricercatori hanno focalizzato le loro attenzioni sui microrganismi patogeni capaci di causare patologie nei confronti degli esseri viventi quali piante ed animali. I virus più conosciuti risultano essere di conseguenza solo quelli responsabili dell’insorgenza di sintomi clinici, lasciando così nell’ombra i microrganismi che convivono ed infettano cronicamente l’organismo vivente, senza però causare alterazioni di rilievo eccetto in individui immunodepressi.

Negli ultimi anni, i grandi progressi attuati in ambito delle scienze genomiche hanno permesso ai ricercatori di individuare e studiare numerosi virus presenti sia all’interno che all’esterno dell’organismo umano. L’insieme di questi microrganismi è stato denominato “human virome“. Recenti analisi genetiche di campioni biologici umani hanno rilevato dozzine di virus, precedentemente non riconosciuti, nell’intestino, nei polmoni, sulla pelle e nel sangue degli ospiti.

Alcuni di questi microbi di nuova identificazione potrebbero essere alla base di malattie finora misteriose e inspiegabili, ma è anche possibile che siano innocui per la maggior parte della popolazione e che possano addirittura rivelarsi utili alleati per il nostro sistema immunitario.
Un rappresentante dello human virome è un gruppo di virus raramente studiato, denominati nel loro complesso anellovirus (Fig.1), presenti con più ceppi nella quasi totalità degli organismi umani adulti.

Fig.1 Anelloviridae

A causa della diversità genetica, questi virus possono essere in grado di causare infezioni in più tessuti o organi dell’ospite, ma solo un ceppo è in grado di essere patogeno.

Questa patogenicità, caratteristica propria di ogni microrganismo infettivo, non è però essere deleteria per l’organismo umano in quanto non comporta negli individui positivi sani una sovrastimolazione del sistema immunitario come normalmente accadrebbe durante il corso di un’infezione. Negli organismi debilitati o immunodepressi l’infiammazione può invece causare un’alterazione del sistema immunitario di lieve entità, facilmente associata ad un’infiammazione cronica di basso livello. Nonostante questo potenziale impatto sulla salute, la mancanza di patogenicità acuta degli anellovirus indica una coevoluzione lunga e ben riuscita con gli esseri umani e con altri organismi viventi su cui è stato rilevato, quali scimmie e roditori.

Altra tipologia di microrganismi non patogeni in grado di coesistere con alcuni organismi viventi, tra cui l’uomo, sono i virus commensali capaci di fornire protezione nei confronti di possibili infezioni. Per esempio, è stato registrato che un ceppo virale derivante dalla famiglia del virus dell’epatite C (HCV) attenua le conseguenze dell’infezione da HIV. E’ stimato che questo virus, noto come pegivirus C o GBV-C, è presente in circa 750 milioni di individui nel mondo e che i pazienti con infezione da HIV con pegivirus C tendono a vivere più a lungo dei soggetti con infezione da HIV senza coinfezione.

Human Virome e il sistema immunitario

Le infezioni virali solitamente causano un incremento della funzione protettiva del sistema immunitario e una conseguente alterazione di quest’ultimo. I virus che coesistono con l’organismo vivente e che sono conosciuti per causare lievi infezioni croniche, comportano un beneficio all’organismo stesso poiché mantengono le difese immunitarie in uno stato di allerta non patologico. Tali infezioni attenuate potrebbero fornire una forma di vaccinazione naturale contro infezioni successive con virus correlati o più patogeni. Proprio come il corretto sviluppo dell’intestino umano e del sistema immunitario nei bambini dipende dalla presenza di un microbioma intestinale (batteri commensali), uno studio recente ha rilevato che una precoce infezione virale potrebbe avere un effetto benefico simile nei topi. In particolare nello studio effettuato, il norovirus di topo (parente commensale di un comune agente patogeno umano), è in grado di ristabilizzare a livello morfologico e immunologico un determinato tratto intestinale danneggiato in topi appena nati germ-free o trattati con antibiotici, comportandosi quindi in modo molto simile ai batteri commensali presenti nel nostro intestino.

Gli scienziati aprono quindi le porte ad alcuni microrganismi virali, strappandoli dal ruolo di antagonisti e riconoscendo loro il ruolo di protettori nei confronti di possibili infezioni deleterie per il nostro organismo. La ricerca scientifica, che in questo caso mette energicamente insieme biotecnologi, biologi e genetisti, sembra essersi indirizzata verso la strada giusta, ponendo un nemico come probabile nuovo alleato per il sistema immunitario e procedendo attraverso le tecniche di sequenziamento e di genomica più recenti.

Laure magistrale in Biotecnologie con corso di specializzazione in colture cellulari 3D.
Ho effettuato un tirocinio di 6 mesi presso l’Università Statale di Milano lavorando su colture cellulari renali, purificazione ed estrazione di DNA e RNA ed elettroforesi bidimensionale.

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Laure magistrale in Biotecnologie con corso di specializzazione in colture cellulari 3D. Ho effettuato un tirocinio di 6 mesi presso l'Università Statale di Milano lavorando su colture cellulari renali, purificazione ed estrazione di DNA e RNA ed elettroforesi bidimensionale.

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