Cancro, una nuova possibile cura grazie a Salmonella typhimurium

Nella ricerca di nuove cure vincenti contro il cancro, una mano ci viene data anche dai batteri. Sì, avete letto bene… La ricerca è anche questo: avventurarsi in territori inesplorati, ricercando e raccogliendo quanto può essere utile e vantaggioso per l’uomo.

La notizia è stata riportata sul Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità di Settembre 2018. Al termine di uno studio condotto nei laboratori del Dipartimento di Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità Pubblica Veterinaria (SANV), in collaborazione con alcuni ricercatori dell’Università Tor Vergata di Roma, sono state individuate le proprietà antitumorali di alcuni ceppi geneticamente modificati di Salmonella typhimurium.

In definitiva, Salmonella può essere considerata un vero e proprio agente antitumorale!

I tumori rappresentano la principale causa di morte nei Paesi in via di sviluppo e il poter individuare nuove strategie terapeutiche a basso costo è una priorità indiscussa per la ricerca.

L’impiego dei batteri rappresenta un approccio promettente e la notizia non è nuova per gli addetti ai lavori, dal momento che in passato si sono studiati con queste finalità Bifidobacterium, Clostridium, Lactococcus, Shigella, Vibrio, Listeria, Escherichia e per finire proprio Salmonella.

Le proprietà antitumorali individuate derivano probabilmente dalle interazioni biologiche che si instaurano tra tumore e batteri nel soggetto ospite. In particolare, nei tessuti tumorali un’evidenza scientifica ormai consolidata è la distribuzione irregolare dei vasi sanguigni.
Nel tessuto, quindi, si determinano regioni ipossiche, necrotiche e/o immunosoppressive, zone che potremmo definire ospitali per la sopravvivenza dei batteri.

Alcuni mutanti del genere Salmonella si sono dimostrati capaci distruggere molti tipi di cellule tumorali in vitro e di replicarsi in diversi tessuti tumorali.

Il ceppo mutante selezionato è stato chiamato STMΔznuABC, carente dell’intero operone znuABC, codificante per il trasportatore ad alta affinità per lo zinco.

Gli studi in vitro sono stati condotti su diverse linee cellulari  – di natura embriologica ed appartenenti a specie diverse. Le linee cellulari di riferimento erano infatti cellule umane e murine.

In tutti i casi sopracitati, si è dimostrata la significativa capacità di STMΔznuABC di penetrare ed inibire la proliferazione delle cellule tumorali.

Dopo pochi giorni dall’impianto tumorale, è stata iniettata una soluzione contenente 103 UFC di STMΔznuABC. Dopo 15 giorni dall’inoculo tumorale, il ceppo mutato era stato in grado di penetrare e replicarsi nella zona peri ed intra tumorale. Infatti, questo ha fatto sì che la massa tumorale a 30 giorni fosse di circa 9 volte inferiore rispetto al gruppo di controllo.

Perché avviene ciò?

Questi risultati suggeriscono che l’effetto antitumorale di STMΔznuABC sia il risultato della combinazione di diversi meccanismi, probabilmente associati ad un significativo accumulo di batteri nei siti tumorali, capaci di coinvolgere l’immunità antitumorale associata ai linfociti T.

Il risultato osservato è la riduzione significativa della crescita tumorale e l’aumento dell’aspettativa di vita nei topi.

Elenco fonti:

  • Chirullo B, Ammendola S, Leonardi L, et al. Attenuated mutant strain of Salmonella Typhimurium lacking the ZnuABC transporter contrasts tumor growth promoting anti-cancer immune response.
  • Pesciaroli M, Ammendola S, Raffatellu M, et al. Attenuated Salmonella enterica serovar Typhimurium lacking ZnuABC transporter (S. Typhimurium SA 186) confers immune-based protection against challenge infections in piglets.
  • Pesciaroli M, Ammendola S, Pistoia C, et al. Attenuated Salmonella enterica serovar Typhimurium lacking ZnuABC transporter (S. Typhimurium SA186) confers immune-based protection against challenge infections in streptomycin pretreated mice.

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