Un cocktail di mirtillo e antibiotico per contrastare l’antibiotico-resistenza

Introduzione

La diffusione globale della resistenza agli antibiotici, dovuta essenzialmente all’uso eccessivo in medicina e agricoltura, sta minando decenni di progressi fatti per combattere le infezioni batteriche. Il rischio più grande è che si possa tornare ad un’era “pre-antibiotica”, in cui infezioni oggi comuni potrebbero diventare nuovamente mortali.

Cosa sta facendo la ricerca?

Per contrastare la crescente perdita di efficacia di differenti antibiotici, si sta pensando di migliorarne le caratteristiche per andare a contrastare gli elementi di che promuovono maggiore resistenza tra i batteri, primo fra tutti la produzione di biofilm.

Fra i vari studi verso cui si sta orientando la ricerca, di grande rilievo sono quelli riguardanti sostanze naturali. Un esempio è dato dal mirtillo rosso (figura 1), che, come ben noto, aiuta a combattere le infezioni del tratto urinario. Sia le proprietà antibatteriche del mirtillo rosso, che la sua importante funzione a livello del tratto urinario, sono stati oggetto di due articoli pubblicati precedentemente nel blog (link nella sitografia).

Figura 1: Immagine raffigurante mirtilli rossi

Quali sono le proprietà del mirtillo rosso?

Come ben noto, la proprietà antibatterica del mirtillo rosso è dovuta ad una molecola: la proantocianidina (cPAC, figura 2), di cui esistono differenti tipi, con differenti funzioni in questo senso:
– ostacolano l’attaccamento dei batteri a superfici cellulari e biomateriali;
– inibiscono la mobilità dei batteri;
– interferiscono con il quorum sensing.

Sicuramente, la caratteristica che rende la cPAC così efficace contro i batteri sta nella mancata attività antimicrobica a sé stante. Questo è un grande vantaggio, poiché le molecole che di per sé non intaccano la vitalità dei microrganismi hanno una probabilità quasi nulla di indurre la resistenza.

Figura 2: Struttura della proantocianidina (cPAC)

Su cosa si è concentrato lo studio?

Il team di ricerca della McGill University ha pensato di utilizzare una frazione purificata di cPAC in aggiunta a dei comuni antibiotici (come, ad esempio, la tetraciclina) contro alcuni microrganismi opportunisti, quali Esherichia coli, Proteus mirabilis, Pseudomonas aeruginosa.

Lo studio ha evidenziato la capacità di cPAC di contrastare l’insorgenza della resistenza alla tetraciclina in E. coli e P. aeruginosa e ha dimostrato come questi antibiotici abbiano ottenuto uno spettro più ampio e un maggiore potenziamento (dimostrato sia in vitro che in vivo) contro numerosi batteri Gram-.

Le analisi hanno, inoltre, dimostrato che l’estratto di mirtillo aumenta la sensibilità batterica agli antibiotici in due modi: rendendo la parete batterica più permeabile all’antibiotico e interferendo con il meccanismo utilizzato dai batteri per pompare fuori l’antibiotico. Questo porta, quindi, l’antibiotico ad essere più efficace a dosi più basse, poiché penetra più facilmente e in maggiore quantità nella cellula batterica e, allo stesso tempo, viene eliminato da essa più lentamente e difficilmente.

Un altro grande vantaggio è che questo cocktail di antibiotico + succo di mirtillo non induce resistenza batterica, neanche dopo un periodo prolungato di trattamento, cosa che invece accade nel caso del trattamento prolungato su batteri con un dato antibiotico.

Cosa succede in vivo?

Per il momento, questo trattamento è stato testato negli insetti, poiché si tratta di modelli animali che hanno un sistema di difesa antimicrobica relativamente evoluto e sono, quindi, spesso utilizzati per generare informazioni rilevanti circa il processo di infezione nei mammiferi.

Nello studio è stata somministrata una dose di cPAC di 50µg/mL che si è dimostrata sufficiente nel potenziare l’attività dell’antibiotico e nell’aumentare il tasso di sopravvivenza degli animali durante l’infezione da P. aeruginosa.

Questi risultati in vivo rappresentano una prospettiva promettente per lo sviluppo futuro di antibiotici contenenti anche la cPAC e il loro utilizzo in ambito umano. In questi casi, però, bisognerà valutare, con altri studi, ulteriori fattori, come la sicurezza del farmaco così creato, la sua biodisponibilità e la clearance.

Emanuela Pasculli

Fonti:

Sitografia:

Informazioni su Emanuela Pasculli 55 Articoli
Laureanda in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche in quel di Bari. Sono una ragazza molto curiosa e mi piace osservare ciò che mi circonda e trovare una risposta alle mie tremila domande. Grazie a questo blog ho unito due passioni: la microbiologia e la scrittura e spero che questo sia solo il punto di partenza.

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