Microbiota in difficoltà: come riconoscerlo?

L’equilibrio del microbiota nel nostro corpo è chiamato eubiosi.

Un microbiota intestinale eubiotico è caratterizzato da una maggioranza di specie benefiche, mentre le ‘cattive’ devono essere presenti in percentuali molto basse.

Essenzialmente più del 90% di una flora intestinale sana è composta da specie batteriche anaerobiche – che producono acido lattico e acidi grassi a catena corta (flora principale ‘buona’) – mentre i microorganismi restanti non fanno niente o altrimenti sono commensali/patogeni (flora secondaria e residua).

Questi microorganismi, mantenuti pressapoco in tali percentuali, danno all’intestino uno stato di eubiosi; se questo corretto bilanciamento viene interrotto ci troviamo davanti a una condizione conosciuta come disbiosi intestinale.

La disbiosi intestinale è lo squilibrio che si verifica all’interno del microbiota intestinale. Questo non vuol dire solo che vengono a mancare i microorganismi ‘buoni’, ma può significare per esempio una loro scarsa varietà.

Ma quali sono i segni e i sintomi di un microbiota in difficoltà? Come riconoscerlo?

12 sono i principali messaggi che il nostro microbiota, in cerca di aiuto, ci può inviare e sono:

1. Problemi gastrointestinali

Gonfiore, gas, indigestione, bruciore di stomaco, diarrea e costipazione possono essere causati dalla flora intestinale. “Questi tipi di problemi digestivi spesso indicano uno squilibrio microbico nell’intestino“, afferma Frank Lipman, MD, autore di bestseller e fondatore di Be Well e l’Eleven Wellness Center di New York City.

2. Cattivo umore

Se ti senti triste, irritabile, o hai altri problemi psicologici, il tuo microbioma potrebbe essere la causa, secondo l’American Psychological Association. “La maggior parte dei neurotrasmettitori è effettivamente prodotta nell’intestino, quindi la funzione cerebrale è spesso il risultato della salute del nostro intestino“, afferma il Dr. Lipman.

3. Infezioni genito-urinarie

Questi tipi di infezioni possono spesso essere il risultato di un’infezione sistemica da lieviti o di una proliferazione fungina nell’intestino“, afferma il Dr. Lipman. E, continua: “Le infezioni sono abbastanza comuni nella nostra società perché siamo sovraesposti agli antibiotici, alle tossine ambientali, a una dieta a base di carboidrati raffinati e zucchero, stress e mancanza di sonno.

4. Necessità impellenti di zucchero

Si è scoperto che i tuoi batteri intestinali possono influenzare realmente i cibi che desideri. È stato dimostrato che i cambiamenti nella composizione del microbioma inviano segnali al cervello, sia segnali nervosi diretti che segnali biochimici, con conseguente voglie di determinati alimenti.
Un microbioma malsano e amante dello zucchero potrebbe farti desiderare altro zucchero, suggerisce una ricerca dalla Svizzera. In un circolo vizioso, lo zucchero nutre cattivi batteri e lieviti nel corpo, e quindi una dieta ricca di zuccheri e carboidrati raffinati porterà spesso a una crescita eccessiva di batteri e lieviti nocivi, che comprometteranno la funzione intestinale, dice il dott. Lipman.

5. Sei aumentato di peso

Non sorprende che, se si aumenta il consumo di zuccheri o di altri cibi non salutari, si avrà maggiori probabilità di aumentare di peso. Ma in aggiunta, la ricerca ha dimostrato che alcuni batteri nel vostro intestino potrebbero renderti più predisposti all’obesità’.

6. Ti ammali spesso

Una condizione di disbiosi intestinale potrebbe farti ammalare più frequentemente. “Il 70% del sistema immunitario circonda l’intestino“, afferma il dott. Lipman. “Quindi, se il microbioma si trova in uno stato di squilibrio, influenzerà e spesso comprometterà la funzione immunitaria.

7. Hai problemi dermatologici

Uno studio russo ha rilevato che oltre la metà dei pazienti affetti da acne nel loro studio aveva una microflora intestinale compromessa. Inoltre, i problemi della pelle come la psoriasi o la rosacea si sono dimostrati correlati ai cambiamenti di diverse specie batteriche.

8. Presenti sinusite cronica

Uno studio dell’Università San Francisco ha rilevato che le infezioni croniche del seno nasale sono legate alla mancanza di diversità batterica e alla mancanza di alcuni batteri nel microbioma nasale. Si pensa anche che il microbioma dell’intestino influenzi fortemente il microbiota nasale.

9. Hai una malattia autoimmune

A causa delle connessioni intestinali con il sistema immunitario, la malattia autoimmune, cioè una reazione immunitaria contro il tuo stesso corpo, è stata anche collegata a un microbioma malsano. La ricerca ha indicato che la predominanza di ceppi patogeni o la mancanza di batteri “buoni” nel microbiota intestinale siano sospettati di causare o contribuire ad alcune malattie autoimmuni (gli studi hanno dimostrato collegamenti con diabete di tipo 1, sclerosi multipla e lupus).

10. Hai dolori articolari

Il dolore alle articolazioni potrebbe essere influenzato dal tipo di batteri che vivono nell’intestino. La disbiosi dell’intestino è implicata nello sviluppo di malattie infiammatorie croniche che causano dolore alle articolazioni.
Vari cambiamenti specifici nel microbioma sono stati collegati all’artrite reumatoide e alla spondiloartrite così come l’artrite psoriasica.

11. C’è permeabilità intestinale

Alcune specie di batteri intestinali producono composti che aiutano a mantenere le giunzioni tra le cellule della parete intestinale. La permeabilità intestinale è un termine ampio che riflette la perdita di una certa connettività nelle cellule della parete intestinale, lasciando passare composti e talvolta organismi che possono causare problemi nel resto del corpo.

12. Sei soggetto ad allergie

Stanno aumentando il numero di allergie e, anche il numero delle persone che soffrono di allergia. E’ convinzione di tutta la comunità scientifica che questo sia dovuto ad un depauperamento del microbiota ad opera di inquinanti e prodotti chimici ma sopratutto di farmaci e tra questi in misura maggiore di antibiotici. Una ricerca dell’Università San Francisco ha scoperto che microbi specifici nell’intestino dei bambini siano predittori di un rischio triplicato di allergie a 2 anni e di asma all’età di 4 anni.

Per cui, ci conviene ascoltare con attenzione il nostro corpo e, coccolare i nostri #miglioriamici.

Fonti

Informazioni su Francesco Centorrino 63 Articoli
Laureato in biologia ed appassionato di tecnologia, cinema, scienza e fantascienza.

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