Malattie climatiche in Europa: l’allarme

Foto dell'autore

By Elisabetta Cretella

Revisionato dal Medical Board

L’estate del 2026 ha mostrato il volto più immediato della crisi climatica. Temperature vicine ai 45 °C in Francia e crisi infrastrutturali in Italia hanno generato afa e blackout. Tuttavia, mentre noi cerchiamo rifugio all’ombra, un pericolo più sottile e silenzioso si sta facendo strada nel nostro continente. L’Europa si riscalda a una velocità doppia rispetto alla media globale. Questa impennata termica non sta solo cambiando il paesaggio, ma sta riscrivendo la geografia biologica dei patogeni. Aree un tempo sicure diventano habitat ideali per le malattie climatiche prima confinate ai tropici.

Il rapporto The Lancet Countdown 2026 e le nuove linee guida dell’OMS lanciano un allarme chiaro. Con l’aumento drastico dell’idoneità climatica registrato nell’ultimo decennio, i patogeni stanno estendendo il loro raggio d’azione, spingendo la minaccia delle malattie climatiche ben oltre i confini tropicali e direttamente fino alle nostre latitudini.

La riscossa dei vettori delle malattie climatiche

Uno degli effetti più evidenti del riscaldamento è l’espansione dei cosiddetti arbovirus, virus trasmessi da insetti vettori come le zanzare. Le temperature più elevate accorciano inoltre il tempo necessario affinché si verifichi il primo focolaio dopo che il vettore si è stabilito in un’area.

Primo piano ravvicinato di una zanzara tigre, con l'addome visibilmente pieno di sangue, appoggiata sulla pelle umana, simbolo della crescente minaccia dei vettori e delle malattie climatiche..
Figura 1 – Primo piano di una zanzara tigre su pelle umana, simbolo della crescente minaccia dei vettori di malattie climatiche.[Fonte: Pixabay.com]

Virus della Dengue

L’idoneità annuale per la trasmissione della Dengue in Europa è cresciuta del 297% tra il 2015 e il 2024. Il confronto è fatto con la media storica 1981-2010. La frequenza dei focolai autoctoni legati a queste malattie climatiche aumenta in media di 1,24 volte ogni anno e la Francia registra il numero più alto di casi. Il rischio di importazione del virus è alimentato dai viaggi aerei internazionali e ciò dimostra la presenza diffusa della malattia nel mondo.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fa una stima precisa. Tra il 2030 e il 2050, la dengue, insieme a malaria, malattie diarroiche, esposizione al calore e denutrizione, contribuirà a circa 250.000 decessi supplementari ogni anno a causa dei cambiamenti climatici.

Virus West Nile (WNV)

Questo patogeno può causare gravi malattie neurologiche. Nell’ultimo decennio, il rischio di focolaio in Europa occidentale è esploso del 473%. Solo nel 2025, il continente ha registrato oltre 1100 casi di infezione acquisita localmente. Questa cifra supera nettamente la media storica, confermando l’espansione delle malattie climatiche nel territorio.

Virus Chikungunya e virus Zika

Anche per questi virus, i trend di crescita sono simili a quelli della Dengue. Anche essi risentono delle alterazioni degli ecosistemi provocate dal riscaldamento globale.

Le zecche e l’allungamento della stagione: Malattia di Lyme e Febbre di Crimea-Congo

Il clima sta influenzando profondamente il ciclo di vita, la distribuzione geografica e l’abbondanza delle specie ospiti e dei vettori, come le zecche, intensificando la diffusione delle malattie climatiche.

Malattia di Lyme

La sua diffusione è favorita dal riscaldamento dei mesi invernali, che permette alle zecche di sopravvivere in territori precedentemente inospitali. I modelli previsionali suggeriscono un’espansione del raggio d’azione, ad esempio dal nord-est degli Stati Uniti verso il Canada. Inoltre, l’alterazione degli ecosistemi e la nuova distribuzione dei vertebrati ospiti facilitano la circolazione del patogeno.

La Febbre di Crimea-Congo e le zecche del genere Hyalomma

Questo tipo di zecche si è adattato ad ambienti caldi e secchi e agisce come vettore della febbre emorragica di Crimea-Congo. In Europa meridionale, la sua stagione di attività ha visto un allungamento dell’11,9%. Di conseguenza, il periodo di vulnerabilità alle punture per l’uomo si sta pericolosamente espandendo verso i mesi primaverili e autunnali.

Precauzioni specifiche

  • Abbigliamento protettivo: durante le attività all’aperto, è consigliabile indossare abiti di colori chiari — che rendono più semplice individuare visivamente le zecche —, leggeri, traspiranti e che coprano interamente la pelle, come pantaloni e maglie a maniche lunghe, per difendersi dai rischi associati a queste malattie climatiche.
  • Controllo e monitoraggio: è fondamentale restare sempre informati sulle allerte sanitarie locali e monitorare attentamente il proprio corpo dopo ogni escursione in aree a rischio, così da prevenire tempestivamente le punture e la diffusione dei patogeni.

Malattie climatiche: un mare più caldo e il caso dei batteri Vibrio

Il pericolo non corre solo sulle ali delle zanzare, ma nuota anche nelle nostre acque. L’aumento della temperatura della superficie del mare e delle emissioni di CO2 sta espandendo le aree costiere favorevoli alla proliferazione dei batteri del genere Vibrio non colerici, responsabili di infezioni tramite il consumo di pesce crudo o il contatto con ferite, alimentando così la diffusione delle malattie climatiche.

Nord Europa e Mar Baltico

Queste zone hanno registrato un incremento del 50% dei chilometri di costa con condizioni favorevoli alla proliferazione di questi batteri nell’ultimo decennio (2015-2024).

Bacino del Mediterraneo (Italia e Francia)

Nonostante l’elevata salinità sia stata storicamente un fattore limitante, questi paesi hanno visto un aumento del 31,6% della linea costiera idonea alla proliferazione di Vibrio, confermando la progressione delle malattie climatiche anche nei mari del sud.

Il riscaldamento delle acque marine favorisce la proliferazione di patogeni come il batterio Vibrio, ponendo nuove sfide per la sicurezza balneare e alimentare in Europa.
Figura 2 – Il riscaldamento delle acque marine favorisce la proliferazione di patogeni come il batterio Vibrio, ponendo nuove sfide per la sicurezza balneare e alimentare in Europa.[Fonte: Pixabay.com]

Eventi estremi e patogeni idrici: il rischio Colera

Le variazioni climatiche e i cicli dell’acqua influenzano direttamente i patogeni idrici, aggravando l’impatto globale delle malattie climatiche.

L’aumento di piogge pesanti e inondazioni sovraccarica i sistemi fognari obsoleti e/o gli impianti di trattamento. Questo fenomeno provoca lo sversamento di acque reflue non trattate direttamente nei corpi idrici superficiali, favorendo la contaminazione.

Le zone più colpite includono l’Asia Meridionale (con Bangladesh, Nepal e India alle prese con cicloni e inondazioni), l’Africa Orientale e il Sud-est Asiatico. In generale, il pericolo di queste malattie climatiche è altissimo per i paesi a basso reddito e le popolazioni emarginate, che dispongono di infrastrutture sanitarie fragili e inadeguate a gestire i cambiamenti ambientali.

I pollini: impatti indiretti sulla salute respiratoria

Il cambiamento climatico ha modificato i tempi di fioritura delle piante, con conseguenze dirette sulla salute respiratoria della popolazione europea (dove la rinite allergica ha una prevalenza tra il 4% e il 32%).

  • Prolungamento ed esordio precoce: la stagione dei pollini si è allungata di 1-2 settimane e inizia mediamente prima rispetto al periodo 1991-2000.
  • Aumento dell’intensità: per alberi allergenici come la betulla e l’ontano, si è osservato un aumento della gravità stagionale del 15-20% in Europa orientale, nel sud delle isole britanniche e nelle zone settentrionali di Francia e Germania. Di conseguenza, peggiorano i sintomi di rinite, asma e rino-congiuntivite.

Protezione dei bambini nelle scuole e nelle strutture per l’infanzia

Le scuole sono considerate punti critici di intervento per ridurre l’esposizione dei minori a zanzare e zecche, un aspetto cruciale nella prevenzione e nella gestione delle malattie climatiche.

Gestione ambientale

Le autorità devono assicurarsi che le infrastrutture “verdi e blu” (come i giardini scolastici o i piccoli specchi d’acqua) siano pianificate e gestite correttamente, così da evitare la creazione di habitat favorevoli alla riproduzione dei vettori.

Formazione del personale

È fondamentale formare infermieri scolastici, operatori sanitari e personale docente affinché sappiano riconoscere tempestivamente i sintomi delle malattie climatiche e conoscano i corretti percorsi di segnalazione e assistenza.

Educazione e sensibilizzazione

Le scuole dovrebbero integrare lezioni adatte all’età sui rischi associati alle malattie climatiche, insegnando ai bambini come proteggersi attivamente. Ne è un esempio l’uso di un abbigliamento idoneo o la pronta segnalazione di eventuali punture.

Adattamento delle attività

Durante i periodi di allerta o nelle aree a rischio, le autorità scolastiche dovrebbero modificare i calendari, i codici di abbigliamento (permettendo vestiti leggeri ma protettivi) e le attività all’aperto. L’obiettivo è quello di minimizzare il contatto con i vettori nelle ore di massima attività.

Sistemi di allerta precoce delle malattie climatiche

I sistemi di allerta precoce (Early Warning Systems) per le malattie climatiche funzionano integrando dati ambientali e sanitari:

  • Utilizzo dei dati ambientali per monitorare clima e ambiente e tracciare la distribuzione e l’ecologia dei vettori.
  • Utilizzo dimodelli predittivi per anticipare i picchi di trasmissione, fornendo alle autorità sanitarie il “tempo critico” necessario per dispiegare misure proattive prima di un aumento massiccio dei casi.
  • Creazione di reti di sorveglianza costante sia dei dati ambientali che di salute pubblica.

Strategie di risposta: i Piani d’Azione Caldo-Salute dell’OMS

Di fronte a questa invasione di vettori e patogeni, la nuova guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sui Piani d’Azione Caldo-Salute (HHAP) richiede modifiche strutturali urgenti per contrastare l’avanzata delle malattie climatiche e raggiungere l’obiettivo “zero morti da calore”.

Figura 3 - Biologi ambientali campionano l'acqua di un laghetto di un parco pubblico in città alla ricerca di possibili vettori di malattie climatiche.
Figura 3 – Biologi ambientali campionano l’acqua di un laghetto di un parco pubblico cittadino alla ricerca di possibili vettori di malattie climatiche. [Fonte: immagine a cura dell’autrice]
  • È necessario cambiare radicalmente quando e dove vengono attuate le misure di controllo — come le disinfestazioni mirate o la gestione dei ristagni d’acqua — per rispondere in modo efficace ai nuovi modelli di diffusione termica e di inondazione legati alle malattie climatiche.
  • È essenziale unire i dati meteorologici con il monitoraggio costante dei vettori e dei casi clinici in tempo reale, così da anticipare i focolai.
  • È importante educare attivamente il pubblico non solo a proteggersi dal sole, ma anche a prevenire le punture di insetti e a riconoscere tempestivamente i sintomi precoci delle malattie climatiche.
  • È indispensabile ripensare e progettare gli spazi verdi urbani affinché offrano riparo e ombra, senza però trasformarsi in zone di riproduzione ideale per le zanzare e altri vettori.

L’avanzata silenziosa delle malattie climatiche dimostra come la crisi ambientale non sia più una questione confinata all’aumento di temperature o ai ghiacciai che si sciolgono, ma una sfida biologica concreta che bussa alle porte delle nostre città. Proteggere la salute pubblica richiede un cambio di passo immediato, fondato su una forte resilienza dei sistemi sanitari, prevenzione mirata e una rigorosa gestione del territorio. Solo anticipando le mosse di questi nuovi “ospiti” invisibili potremo difendere il nostro futuro e salvaguardare il benessere delle comunità europee.

Fonti:

Immagini:

  • Immagine di copertina: https://pixabay.com/it/photos/zanzara-insetto-pelle-6396370/
  • Immagine 1 : https://pixabay.com/it/photos/zanzara-femmina-aedes-albopictus-1332382/
  • Immagine 2 : https://pixabay.com/it/photos/cadice-spagna-natura-tesoro-acqua-189287/
  • Immagine 3 : generata sfruttando l’intelligenza artificiale su indicazione dell’autrice.