Aminoglicosidi

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Gli aminoglicosidi rappresentano una famiglia di farmaci antibatterici dotati di elevatissima efficacia e caratterizzati da una potente azione battericida: nel corso degli anni la sintesi di nuovi composti ha radicalmente diminuito l’incidenza di effetti collaterali che in passato ne aveva limitato l’utilizzo. Impiegati di preferenza in ambito ospedaliero in occasione di infezioni gravi e spesso in associazione con gli antibiotici betalattamici, per l’elevato sinergismo; le molecole più recenti, per la loro efficacia e sicurezza, trovano comunque largo impiego anche nella pratica extra-ospedaliera.

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Macrolidi

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I macrolidi costituiscono una classe di antibiotici di origine naturale, il capostipite dei quali è l’eritromicina, ottenuta da colture di Streptomyces erythraeus. Essi costituiscono i farmaci di elezione per trattare alcuni tipi d’infezione in pazienti che hanno manifestato reazioni allergiche alle penicilline, poiché possiedono uno spettro d’azione simile.
I macrolidi possiedono attività batteriostatica (cioè inibiscono la crescita batterica), ma a concentrazioni elevate possono diventare anche battericidi (cioè sono in grado di uccidere le cellule batteriche).

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Le tetracicline

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Le tetracicline sono un vasto gruppo di farmaci antibatterici inibitori della sintesi proteica, efficaci contro i batteri Gram-positivi, Gram-negativi aerobi e anaerobi, contro brucelle e diarree causate da Escherichia coli. Inoltre, esse sono attive nei confronti di alcuni microorganismi resistenti agli antibiotici che agiscono sulla parete cellulare batterica, quali le rickettsie, le clamidie, i micoplasmi e i fitoplasmi. L’azione farmacologica delle tetracicline è di tipo batteriostatico e si esplica attraverso l’inibizione della sintesi proteica dei batteri sensibili tramite il legame specifico e reversibile alla subunità 30Snribosomiale. La conseguenza è il blocco dell’entrata dell’aminoacil t-RNA nel sito acceleratore, presente nel complesso mRNA-ribosoma e, quindi, l’arresto dell’allungamento della catena peptidica.

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Glomerulonefrite

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La glomerulonefrite è una malattia di natura infiammatoria che interessa i reni, in particolare i glomeruli renali , cioè i piccoli capillari sanguigni deputati al processo di filtrazione del sangue che avviene nell’organo, compromettendone cosi’ la capacità filtrante. A causa del processo infiammatorio le maglie di questi “setacci” renali si allargano, e i glomeruli si lasciano sfuggire componenti del sangue normalmente trattenute. La terapia dipende dalle cause.

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Peritonite

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La peritonite è un processo infiammatorio che colpisce il “peritoneo”, ovvero la membrana di rivestimento della parete addominale e della maggior parte dei visceri dentro di essa contenuti; la terapia è nella maggior parte dei casi chirurgica e si basa sulla risoluzione delle cause specifiche che hanno portato a un quadro di peritonite, l’infezione correlata viene trattata con antibiotico o farmaci antifungini, a seconda della causa. . La peritonite può essere mortale se non curata immediatamente.

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Apparato genitale femminile: strutture e funzioni

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L’apparato genitale femminile è l’insieme degli organi e delle strutture che permettono la riproduzione e l’accoppiamento negli animali femminili; lo studio delle rispettive patologie associate rientra nel campo della ginecologia. L’apparato genitale femminile interno è composto da: la vagina, l’utero, le tube di Falloppio e le ovaie (Fig.1); la vulva è la terminazione e l’apertura esterna dell’ apparato genitale femminile.

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Apparato genitale maschile: funzioni e caratteristiche

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L’ apparato genitale maschile è l’insieme di organi e di strutture che permettono la riproduzione sessuale negli organismi animali di sesso maschile; lo studio delle rispettive patologie associate rientra nel campo dell’andrologia. L’apparato genitale maschile (Fig.1) si sviluppa parzialmente verso l’esterno con il pene e lo scroto, contenente i testicoli e gli epididimi. Non sono invece visibili gli altri organi, ovvero le vie spermatiche, le vescicole seminali, le ghiandole bulbouretrali e la prostata

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Antrace

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L’antrace, detta anche “carbonchio” (dal greco άνθραξ, che significa “carbone”, dal colore nero delle lesioni cutanee che si sviluppano nelle vittime di questa infezione) è un’infezione acuta causata dal batterio Bacillus anthracis.

Generalmente si manifesta come malattia endemica in animali erbivori selvatici o domestici, quali bovini, pecore, cavalli, capre e suini, ma può anche svilupparsi nell’uomo, per esposizione ad animali infetti, tessuti di animali infetti, inalazione di spore del batterio o ingestione di cibo contaminato da queste. Non sono mai stati registrati casi di trasmissione da uomo a uomo per via aerea. Sono rarissimi i casi di contagio per contatto fra umani.

Dell’antrace esistono diverse forme differenti per diffusione e pericolosità classificate in base alla via d’ingresso: cutanea, la forma più frequente; polmonare, rara; gastrointestinale, rarissima. Se non curata, l’infezione di antrace porta alla morte tra i sette e i dieci giorni, con una letalità del 20%, che cresce notevolmente nelle varianti polmonare e intestinale.

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Pielonefrite

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La pielonefrite è un’infiammazione acuta o cronica dei reni e colpisce prevalentemente le donne. La causa principale della pielonefrite acuta è un’infezione da batteri gram-negativi, il più comune dei quali è l’Escherichia coli; nella maggior parte dei casi i batteri responsabili, che normalmente si trovano nell’intestino crasso, risalgono dall’area genitale e possono raggiungere i reni con un’infezione ascendente dalle basse vie urinarie. Il trattamento prevede la somministrazione di antibiotici o la chirurgia, a seconda delle condizioni.

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