Canna: avamposto di ripristino per le zone umide.

Canna: avamposto di ripristino, per zone umide.

Resistenza, forza, sicurezza sono ancora esattamente i talenti vagliati su tale specie elòfita; oggi, affondando lo sguardo fin nella rizosfera della lacustre Canna, Arundo phragmites L., e più dentro, nel suo locale microbiota. Per rintracciare quella proverbiale olimpica stabilità, che fa pieno e moderno onore all’epica tenacia, viva e vivificante, dell’oscillante decana.

Gasseri: il sol dell'avvenire, sulla pelle. Lactobacillus ceppo BNR17, anti-melanoma.

Gasseri. Sol dell’avvenire. Il BNR17, anti-melanoma.

La melanogenesi, nei melanociti, genera pigmentazione di superficie, difensiva, piuttosto che abbellente. Genesi laboriosa, indotta da stress fotonico, ed a sua volta minacciosamente pro-ossidante; fautrice di stress ossidativo; stimolo d’insorgenza del melanoma.
Lactobacillus gasseri, in forma di surnatante di probiotico privo di cellule, potrebbe assurgere presto all’olimpo della skincare.

Essere. Essenza. Olii essenziali. Filosofia antibatterica.

Essere, essenza, olii essenziali. Filosofia antibatterica.

Concentrato. Essenza. Essere. Quello stagiritico « essere in quanto essere » da cui gòcciola sostanza, materica οὐσία; distillato Vero, con cui far fronte al reale. E le taciturne piante, metafisicamente così sussistono: con scorte inducibili di umori fenolici; pronte a respingere eterne proteiformi ostilità. Essenziali olii, dal potenziale appena dischiuso.

Litio:da farmaco d'artista ad anti-stress di cerevisiae.

Litio: da “farmaco d’artista” ad antistress di cerevisiae.

“Farmaco d’artista” secondo l’illustre Prof. Pancheri, se applicato con scernente cognizione di causa-effetto. Ma l’ultimo studio, fa presagire altre qualità cellulari insperate, del litio; per il momento, correlate al lievito di birra: Saccharomyces cerevisiae. Qualità, che promettono ben più di un effetto antistress, in condizioni di iperosmolarità. Molto di più. Si ventila un allungamento della vita cellulare.

Apis mellifera potrebbe degradare il pesticida clotianidina. Grazie a ceppi probiorici del suo microbiota enterico.

Clotianidina: il pesticida degradato dall’Apis mellifera.

Non vi è mente umana, infatti, che non contempli l’astratto allarme di scomparsa dell’Apis mellifera, per avvelenamento secondario da pesticidi. E pur pesticida ubiquitario, la clotianidina, potrebbe essere molecola alla portata dei lenti ma efficaci processi di degradazione, delle care api.
Alleanze microbiche, qui, volte alla sana sopravvivenza dell’ospite, anche negli imenotteri, non mancano. Un microbiota d’ape, che può far la differenza tra la vita e l’estinzione, di massa.