Meglio Bexsero oggi che Meningococco domani

Neisseria Meningitidis lo sa bene

Il nuovo millennio ha riservato grandi sorprese: dalle inesorabili catastrofi ambientali all’inasprimento dell’antisemitismo, per culminare infine nella magica epopea degli anti-vaccinisti. Stiamo vivendo una progressiva involuzione e Neisseria Meningitidis lo sa bene, dunque, se ne approfitta.

N. meningitidis è un batterio residente (10% della popolazione) nel tratto respiratorio umano. Non ci sono evidenze sulla colonizzazione di altre specie e viene classificato a seconda della sua composizione polisaccaridica capsulare (sierotipizzazione) in A, B, C, Y e W135 ed il gruppo B è tra quelli più aggressivi.

Patogenesi di Neisseria Meningitidis

N. meningitidis è l’agente eziologico della meningite meningococcica e della sepsi: due patologie devastanti che interessano pazienti con incidenza tra i 0.5 e 1000 casi/100000 – variabile a seconda delle aree epidemiologiche.

La meningite è una conseguenza dell’attacco batterico alle meningi (le membrane che separano il cranio dal cervello) e comporta rigidità nucale, febbre e rush cutaneo – talvolta le meningi e il cervello stesso si rigonfiano comportando danni al sistema nervoso centrale.

La sepsi, invece, consiste in un forte “avvelenamento” del sangue ed interessa tutto il corpo. In questo caso le tossine batteriche possono spegnere organi vitali, duplicandosi e diffondendosi nel sangue, il batterio sparge grandi quantità di endotossine che ledono direttamente il cuore ed i vasi sanguigni, con conseguenti emorragie polmonari e renali.

Esiste una terapia?

La cura c’è, ma non è abbastanza efficiente, questo a causa della crescente resistenza batterica al trattamento antibiotico. Ciononostante questo metodo rimane d’elezione per il disfacimento delle infezioni meningococciche.

Infatti, pazienti che soffrono di patologie legate a N. meningitidis vengono trattati con alte dosi di antibiotici i quali, navigando nel torrente circolatorio, uccidono i batteri. Purtroppo, però, quanti più meningococchi vengono eliminati, tante più endotossine vengono rilasciate. Per questo motivo sono necessari molti giorni di terapia prima della completa neutralizzazione.

La percentuale di sopravvivenza resta relativamente bassa in quanto non superiore al 90%. Dunque la profilassi vaccinale diventa ad oggi una scelta imprescindibile.

Prevenire è meglio che curare

Dal momento in cui è stato introdotto un vaccino tetravalente per i sierotipi A, C, Y e W135 il gruppo B è diventato la causa principale di meningite e sepsi. Di conseguenza è finito nel mirino degli scienziati, i quali hanno riscontrato non poche difficoltà nella generazione di un vaccino, data la mancanza di antigeni polisaccaridici immunogenici.

Infatti, il batterio del gruppo B presenta dei polisaccaridi molto simili agli acidi poli-sialici delle glicoproteine umane, quindi il nostro sistema immunitario non li riconosce.

Per ovviare al problema lo scienziato Rino Rappuoli, per mezzo della reverse vaccinology, ha identificato 600 possibili antigeni poi selezionati e analizzati in base alla loro risposta immunogenica.

Un grande lavoro di screening che ha portato all’odierno vaccino (BEXSERO) composto di 4 proteine (figura 1): NHBA (proteina di fusione), NadA, fHbp (proteina di fusione) e PorA, parte delle vescicole della membrana esterna del batterio (OMV).

BEXSERO è un vaccino il cui profilo di sicurezza è stato dimostrato su oltre 37000 soggetti (dai 2 mesi in su), anche se l’efficacia contro ogni ceppo meningococcico di gruppo B non è stata ancora comprovata.

Figura 1: Le quattro componenti immunogeniche di Bexsero. Adattata da https://gskpro.com/en-mt/products/bexsero/mechanism-of-action/#r11

Vaccinatevi!

L’avversione per i vaccini nasce dall’incosapevolezza e dal forte timore di un genitore che vuole tutelare la salute del proprio figlio. L’oggettivitá dei fatti chiarisce ogni dubbio a riguardo.

Il vero problema è legato alla disinformazione pseudo qualificata come quella dei due ricercatori della British Columbia che hanno tentato di associare, con grotteschi esperimenti, la presenza di Sali di alluminio a sintomi dell’autismo nei topi. La terapia antibiotica non assicura la sopravvivenza (-90%) e vaccinarsi resta una condizione necessaria ma NON sufficiente.

A voi la scelta.

Sitografia

Bibliografia

  • Łyczko KŁ, Borger J. Meningococcal Prophylaxis. [Updated 2019 Apr 8]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2019 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK537338/
  • Rouphael, N. G. and D. S. Stephens (2012). “Neisseria meningitidis: biology, microbiology, and epidemiology.” Methods Mol Biol 799: 1-20.
  • Panatto, D., et al. (2011). “Neisseria meningitidis B vaccines.” Expert Rev Vaccines 10(9): 1337-1351.
  • Pizza, M. and R. Rappuoli (2015). “Neisseria meningitidis: pathogenesis and immunity.” Curr Opin Microbiol 23: 68-72.

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