Soia inaffondabile, più del Sultana, ed altri transatlantici, grazie a biochar e Rhodobacter spp.

Soia «inaffondabile», con biochar e Rhodobacter spp.

C’è stato un lungo tratto, a cavallo tra XIX e XX secolo, in cui il positivismo spinto, si è pagato con memorabili stragi d’affondamento. Tributi, alla divina nemesi, o, più razionalmente, errori. Somma di errori, che, come oggi in campo ecologico, è ripiovuta, e ripiove, copiosa, su ogni produzione umana. Il global warming, per esempio, porta con sé, come chirale riflesso, alluvioni, inondazioni, sommersioni delle colture. Tra queste, i legumi, con l’altera, allotria, soia, soffrono, più di altre, l’eccesso di irrorazione. Quindi, finchè non saremo in grado di invertire la rotta, attendendo poi un perdono atmosferico, ci resta solo l’irrobustimento delle attitudini organiche. A questo guarda, il nuovo studio sul connubio microbico-minerale, Rhodobacter sphaeroides-biochar.

Come le Parche, permafrost, sostanza organica e funghi, tengono in mano il filo del nostro esistere.

Permafrost, sostanza organica e funghi: le tre Parche

Il permafrost crea le condizioni; la sostanza organica, in esso contenuta, è latente garanzia, e minaccia, alla nostra durata; i funghi, soffrendo a fondo le variazioni ecosistemiche nei suoli, sono il coperchio sul vaso di Pandora. O sul tracollo ambientale, se si preferisce. Come altri infiniti, e ignorati, agenti biologici. Loro sì, padroni del mondo.