Carie del legno (seconda parte)

Cavità con carie del legno al castello di un albero di gelso (Morus nigra), rilevate nel corso di analisi di stabilità. Alcune cavità e ferite sono state cementate, pratica errata che usava alcuni anni orsono (photo: Vanessa Vitali).

Esistono tre tipologie di carie del legno: bianca, bruna e soffice. Il continuo avanzamento in campo tecnologico consente oggi di svolgere una serie di approfondimenti, verificare la presenza di alterazione e di identificare la specie fungina che ne è la causa. Vediamo insieme i principali metodi di prevenzione, controllo e lotta.

Trametes versicolor

Trametes versicolor

Il Trametes versicolor è un fungo saprofita e medicinale dotato di multiple proprietà benefiche per l’organismo. Da esso è possibile ricavare il farmaco Krestin, usato in Giappone per la terapia dei tumori

Carie del legno (prima parte)

Ceppaia in cui sono visibili le attività di diversi funghi agenti di carie del legno, tra cui Ganoderma sp., visibile in foto [photo: Vanessa Vitali].

Gli alberi possono essere soggetti all’attacco di funghi agenti di carie del legno. Esistono tre tipi di carie: bianca, bruna e soffice. Scopriamole insieme!

Ganoderma lucidum

Ganoderma lucidum

Il Ganoderma lucidum o Reishi è un micete saprofita contenente una miriade di composti bioattivi che lo rendono un eccellente fungo medicinale. Può essere usato come integratore ed è molto conosciuto in Cina e in Giappone, dove è considerato il fungo dell’immortalità

Marciume radicale fibroso

Micelio di Armillaria sp., causa del marciume radicale fibroso, trovato su pioppo nero.

Il marciume radicale fibroso è una delle fitopatie fungine che portano maggior preoccupazione per le piante arboree, causato da Armillaria sp.

I licheni

licheni

I licheni sono organismi cosmopoliti e si sviluppano negli ambienti più diversificati in relazione a specifiche caratteristiche. Sono l’espressione di una simbiosi di grande successo tra il micobionte ed il fotobionte. Sono longevi, possono essere plurisecolari e la loro crescita è condizionata da specifiche caratteristiche chimiche e fisiche del substrato. Sono considerati dei veri e propri indicatori della qualità biologica perché la loro assenza è indice di degrado.