Bordetella pertussis

Caratteristiche Bordetella pertussis è un coccobacillo Gram (–) appartenente al genere Bordetella. Come suggerito dal nome, questo batterio è l’agente eziologico della pertosse, un’infezione respiratoria acuta caratterizzata da episodi di tosse spasmodica molto grave. E’ inoltre un batterio: Aerobio Catalasi (+) Ureasi (-) Immobile Non producente spore Incapsulato Il genere Bordetella contiene nove specie, tre delle quali (B. … Leggi tutto

Plague inc.: il perché delle infezioni (II parte)

Nella I parte dell’articolo abbiamo posto l’attenzione su tutte quelle che sono le diverse variabili in grado di condizionare il processo di diffusione delle malattie infettive. Riassumendo possiamo dire che, fra tutte, quelle che sicuramente influiscono maggiormente sulla possibilità di un contagio sono la recettività del soggetto infetto, gli attributi dell’agente patogeno e le modalità … Leggi tutto

Plague inc.: il perché delle infezioni (I parte)

Non conosci Plague inc.? Si tratta di un gioco di simulazione (Figura 1) il cui scopo è quello di riuscire a colpire l’intera razza umana con un’epidemia in grado di annientare ogni forma di vita sulla Terra. L’unico mezzo di distruzione a disposizione è un microrganismo patogeno. A seconda del livello di difficoltà ci troveremo … Leggi tutto

I microrganismi patogeni: tutto quello che devi sapere

Gli agenti patogeni hanno generalmente delle caratteristiche principali e determinanti che permettono di penetrare, moltiplicarsi e diffondersi in diverse specie reattive. Questo concetto risulta essere estremamente importante e non da sottovalutare, al fine di incrementare la prevenzione sanitaria in ambienti ove il rischio di contagio è maggiore a causa di fattori quali il sovraffollamento e … Leggi tutto

L’invenzione dei vaccini ed il loro effetto sul sistema immunitario

I vaccini hanno aiutato a rendere la nostra vita più sicura difendendoci da tanti agenti patogeni. Spesso si discute molto sul loro impatto sulla salute suscitando pareri discordanti anche tra gli esperti. In passato si è pensato anche ad una relazione tra l’uso di vaccini e l’insorgenza dell’autismo. A fomentare le errate dicerie sui vaccini … Leggi tutto

Scoperta a Torino la correlazione tra ZIKA e microcefalia!

Qual è la relazione che lega lo ZIKA virus e la microcefalia? La risposta arriva da un gruppo di studiosi torinesi!

differenza tra un bambino affetto da microcefalia ed un bambino senza questa patologia

Non è mai accaduto nella storia che una puntura di zanzara determinasse una malformazione così devastante”, ha commentato Thomas Frieden, direttore dei Cdc statunitensi.

Sono passati pochi mesi dall’allarme di emergenza sanitaria internazionale lanciato dall’OMS, ed i nuovi dati scientifici non lasciano più alcun dubbio: il virus ZIKA, se contratto da una donna in stato di gravidanza, è in grado di trasmettersi al feto determinando la formazione di microcefalia (New England Journal of Medicine).

Ma cos’è la microcefalia?

bambino affetto da microcefalia

La formazione del cervello è il processo più complesso e delicato a cui va incontro il nostro organismo durante i nove mesi di gestazione: è sufficiente una qualsiasi alterazione, seppure lieve, per provocare effetti disastrosi sia in termini di numero di neuroni che di connessioni (pari a 86 miliardi circa in un soggetto normale).

Queste alterazioni portano ad una patologia detta microcefalia che può avere diversi gradi di severità ed è caratterizzata da una riduzione del volume cerebrale accompagnata, nei casi più severi, da paralisi motoria, epilessia e disabilità intellettuale

Non esiste, in realtà, una sola patologia ascrivibile al termine microcefalia, oltre a diversi gradi di severità la microcefalia può avere infatti differenti origini: nell’1% dei casi ha origine da fattori ambientali (disturbi della circolazione placentare, esposizione a sostanze tossiche come l’alcool ed infezioni batteriche e virali), mentre solo in un caso su 250.000 ha origine genetiche (dati provenienti dallo studio di un gruppo olandese riportato sul quotidiano online Bergamo Salute).

Una importante svolta negli studi di questa rara patologia è arrivata circa un anno fa, quando, allo scoppiare dello ZIKA virus in Sudamerica, si è registrato un aumento consistente dei casi di microcefalia, aprendo la porta all’ipotesi di una correlazione, che non era però ancora stata provata.

Lo ZIKA virus, trasmesso da una zanzara, ha fatto la sua comparsa nel 2015 in Brasile, diffondendosi poi a macchia d’olio in Sudamerica, spaventando tanto da far dichiarare l’allerta internazionale da parte dell’OMS e collezionare, fino ad oggi, 100’000 casi accertati e fino a 400’000 casi sospetti.

Questo micidiale virus non è temuto solo per la potenziale pandemia che potrebbe scatenare ma anche per l’entità delle lesioni: i dati allarmanti arrivano da uno studio condotto in Brasile e pubblicato solo qualche settimana fa sul British Medical Journal, dal quale è emerso che questo virus ha una particolare predizione per le cellule staminali cerebrali e che i danni neurologici di cui è responsabile sono più gravi di quelli che si osservano nelle altre forme di microcefalia legate ad agenti infettivi o ad anomalie genetiche. Questo studio verte sulle analisi eseguite su 23 bambini affetti da microcefalia provenienti dall’epicentro dell’emergenza (Pernambuco), nati tra il luglio ed l’agosto del 2015. I risultati, ottenuti tramite risonanze magnetiche, mostrano:

  •  volume del cervello ridotto
  • depositi di calcio conseguenti alla morte di neuroni in diversi punti della corteccia cerebrale
  • malformazioni in zone responsabili dell’integrazione dei segnali nervosi e del ragionamento
  • anomalie del cervelletto e del tronco encefalico (organi cruciali per il controllo dei movimenti)
  • danni ai nervi tali da pregiudicare la trasmissione degli impulsi

Ma non finisce qui: un altro problema che la sanità dovrà affrontare è la difficoltà di fare stime sui nascituri microcefalici, poiché questo virus si manifesta negli adulti soltanto una volta su tre, rendendo impossibile prevedere in tutti i casi la nascita di neonati affetti da questa patologia.

La correlazione tra la microcefalia ed il virus ZIKA è ancora oggetto di interesse internazionale, ma un importante contributo è stato dato da un gruppo di ricerca torinese guidato da Ferdinando Di Cunto, professore e ricercatore presso il Centro di Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino ed afferente all’Istituto di Neuroscienze di Torino (NIT), che da anni ormai studia le cause ed i meccanismi delle microcefalie genetiche.

relazione causa-effetto tra il virus Zika e microcefalia

Il progetto, finanziato dall’ente Telethon e che ha già visto la pubblicazione di 9 papers, nasce dalla scoperta di un gene chiamato CITK o CRIK, seguita dalla creazione di un modello murino sperimentale in cui la mutazione di questo player porta ad una grave riduzione del volume cerebrale e ad una severa forma di epilessia.
Lo studio, pubblicato a fine ottobre sulla rivista EMBO Reports, ha stabilito la stretta correlazione che intercorre tra il gene CITK ed il gene ASPM, responsabile della forma più diffusa di microcefalia genetica.

Quando sono scoppiati i primi casi di microcefalia causati dall’infezione dello ZIKA virus il gruppo di ricerca, convinto di poter comprendere di più delle microcefalie genetiche grazie allo studio di questa forma virale, si è concentrato sullo studio dei meccanismi comuni mettendo a confronto i profili molecolari di tre diverse microcefalie genetiche (tra cui la quella CITK) con il profilo della microcefalia virale da ZIKA (riprodotta in vitro in cellule staminali umane infettate dal virus); questa analisi molecolare ha evidenziato l’attivazione di alcuni geni comuni appartenenti al pathway di segnalazione intracellulare della proteina P53.

Questa proteina (nota anche come “il guardiano del genoma” in quanto sensibile ai danni al DNA e responsabile della riparazione o, in caso di mancata riparazione, della morte della cellula per apoptosi) è stata scoperta essere una delle protagoniste nello sviluppo della microcefalia, sia in quella di origine genetica che in quella provocata dallo ZIKA virus, essendo responsabile della forte diminuzione della popolazione di cellule staminali cerebrali.

 

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