Zanzare tigre in terapia “anti-fame”

“La malaria è trasmessa dalle zanzare. Ve ne ho portate alcune, così potete provare di persona. Le lascio ronzare un po’ nella sala. Non c’è motivo per cui questa esperienza debba essere riservata ai poveri.”Bill Gates, TEDx 2009 Con questo provocatorio e sconvolgente espediente comunicativo, il famoso programmatore catturò l’attenzione del mondo dell’economia globale sul … Leggi tutto

Non solo zika provoca malformazioni fetali: scoperte similitudini con altri virus

Il virus zika, appartenente alla famiglia dei Flavivirus, è un virus a RNA famoso per la sua capacità di danneggiare la placenta ed il feto. Deve il suo nome al fatto che fu isolato per la prima volta in un primate nella foresta di Zika. Negli esseri umani provoca la febbre di zika e viene trasmesso tramite vettore, … Leggi tutto

Zika: da nemico ad amico

Il virus Zika, trasmesso da zanzare del genere Aedes,  incubo principalmente delle donne in dolce attesa, per le sue capacità di indurre anomalie cerebrali congenite inclusa la microcefalia al feto, potrebbe cambiare il suo destino. Le capacità distruttive sullo sviluppo cerebrale fetale, del Flavivirus, ha illuminato gli studiosi Diamond and Milan G. Chheda, MD della … Leggi tutto

La guerra è vicina: Google libera 20 milioni di zanzare contro Zika!

Il virus Zika (ZIKV) appartiene alla famiglia dei Flaviviridae e prende il nome dalla foresta dell’Uganda in cui fu isolato per la prima volta, nel 1947. È trasmesso dalle zanzare tropicali e subtropicali Aedes aegypti (le stesse che veicolano dengue e febbre gialla), ma anche, con minore efficacia, dalla zanzara tigre (Aedes albopictus). Dal momento … Leggi tutto

Elementare Watson! CRISPR sbarca nella diagnostica con il “nuovo” Sherlock!

La tecnica di genome editing che sta rivoluzionando l’ingegneria genetica conosciuta come CRISPR-Cas9, non smette di stupire e regala ai suoi fan un nuovo strumento diagnostico, in grado di individurare infezioni o DNA tumorale mutato in modo rapido, economico ed accurato! Il suo nome? Sherlock, acronimo ingegnoso che ricorda il celebre e astuto detective nato … Leggi tutto

Epidemie e Social Network: quando la tecnologia supporta la comunicazione

Durante lo scorso anno e in tempi anche più recenti, si è spesso sentito parlare del virus Zika; l’infezione umana da questo virus è trasmessa dalla puntura di zanzare infette di alcune specie appartenenti al genere Aedes. Zika, infatti, è un Flavivirus, simile al virus della febbre gialla, della dengue, dell’encefalite giapponese e dell’encefalite del … Leggi tutto

Virus Zika: non esistono vaccini ma le nanotecnologie ci danno una mano

Il virus Zika (ZIKV) è un virus a RNA della famiglia Flvaviviridae, isolato per la prima volta nel 1974 su un primate in Uganda, nella Foresta Zika. E’ simile al virus della febbre gialla, della dengue, dell’encefalite giapponese e dell’encefalite del Nilo Occidentale, e nell’uomo causa una malattia definita febbre Zika. Nelle donne gravide si … Leggi tutto

Scoperta a Torino la correlazione tra ZIKA e microcefalia!

Qual è la relazione che lega lo ZIKA virus e la microcefalia? La risposta arriva da un gruppo di studiosi torinesi!

differenza tra un bambino affetto da microcefalia ed un bambino senza questa patologia

Non è mai accaduto nella storia che una puntura di zanzara determinasse una malformazione così devastante”, ha commentato Thomas Frieden, direttore dei Cdc statunitensi.

Sono passati pochi mesi dall’allarme di emergenza sanitaria internazionale lanciato dall’OMS, ed i nuovi dati scientifici non lasciano più alcun dubbio: il virus ZIKA, se contratto da una donna in stato di gravidanza, è in grado di trasmettersi al feto determinando la formazione di microcefalia (New England Journal of Medicine).

Ma cos’è la microcefalia?

bambino affetto da microcefalia

La formazione del cervello è il processo più complesso e delicato a cui va incontro il nostro organismo durante i nove mesi di gestazione: è sufficiente una qualsiasi alterazione, seppure lieve, per provocare effetti disastrosi sia in termini di numero di neuroni che di connessioni (pari a 86 miliardi circa in un soggetto normale).

Queste alterazioni portano ad una patologia detta microcefalia che può avere diversi gradi di severità ed è caratterizzata da una riduzione del volume cerebrale accompagnata, nei casi più severi, da paralisi motoria, epilessia e disabilità intellettuale

Non esiste, in realtà, una sola patologia ascrivibile al termine microcefalia, oltre a diversi gradi di severità la microcefalia può avere infatti differenti origini: nell’1% dei casi ha origine da fattori ambientali (disturbi della circolazione placentare, esposizione a sostanze tossiche come l’alcool ed infezioni batteriche e virali), mentre solo in un caso su 250.000 ha origine genetiche (dati provenienti dallo studio di un gruppo olandese riportato sul quotidiano online Bergamo Salute).

Una importante svolta negli studi di questa rara patologia è arrivata circa un anno fa, quando, allo scoppiare dello ZIKA virus in Sudamerica, si è registrato un aumento consistente dei casi di microcefalia, aprendo la porta all’ipotesi di una correlazione, che non era però ancora stata provata.

Lo ZIKA virus, trasmesso da una zanzara, ha fatto la sua comparsa nel 2015 in Brasile, diffondendosi poi a macchia d’olio in Sudamerica, spaventando tanto da far dichiarare l’allerta internazionale da parte dell’OMS e collezionare, fino ad oggi, 100’000 casi accertati e fino a 400’000 casi sospetti.

Questo micidiale virus non è temuto solo per la potenziale pandemia che potrebbe scatenare ma anche per l’entità delle lesioni: i dati allarmanti arrivano da uno studio condotto in Brasile e pubblicato solo qualche settimana fa sul British Medical Journal, dal quale è emerso che questo virus ha una particolare predizione per le cellule staminali cerebrali e che i danni neurologici di cui è responsabile sono più gravi di quelli che si osservano nelle altre forme di microcefalia legate ad agenti infettivi o ad anomalie genetiche. Questo studio verte sulle analisi eseguite su 23 bambini affetti da microcefalia provenienti dall’epicentro dell’emergenza (Pernambuco), nati tra il luglio ed l’agosto del 2015. I risultati, ottenuti tramite risonanze magnetiche, mostrano:

  •  volume del cervello ridotto
  • depositi di calcio conseguenti alla morte di neuroni in diversi punti della corteccia cerebrale
  • malformazioni in zone responsabili dell’integrazione dei segnali nervosi e del ragionamento
  • anomalie del cervelletto e del tronco encefalico (organi cruciali per il controllo dei movimenti)
  • danni ai nervi tali da pregiudicare la trasmissione degli impulsi

Ma non finisce qui: un altro problema che la sanità dovrà affrontare è la difficoltà di fare stime sui nascituri microcefalici, poiché questo virus si manifesta negli adulti soltanto una volta su tre, rendendo impossibile prevedere in tutti i casi la nascita di neonati affetti da questa patologia.

La correlazione tra la microcefalia ed il virus ZIKA è ancora oggetto di interesse internazionale, ma un importante contributo è stato dato da un gruppo di ricerca torinese guidato da Ferdinando Di Cunto, professore e ricercatore presso il Centro di Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino ed afferente all’Istituto di Neuroscienze di Torino (NIT), che da anni ormai studia le cause ed i meccanismi delle microcefalie genetiche.

relazione causa-effetto tra il virus Zika e microcefalia

Il progetto, finanziato dall’ente Telethon e che ha già visto la pubblicazione di 9 papers, nasce dalla scoperta di un gene chiamato CITK o CRIK, seguita dalla creazione di un modello murino sperimentale in cui la mutazione di questo player porta ad una grave riduzione del volume cerebrale e ad una severa forma di epilessia.
Lo studio, pubblicato a fine ottobre sulla rivista EMBO Reports, ha stabilito la stretta correlazione che intercorre tra il gene CITK ed il gene ASPM, responsabile della forma più diffusa di microcefalia genetica.

Quando sono scoppiati i primi casi di microcefalia causati dall’infezione dello ZIKA virus il gruppo di ricerca, convinto di poter comprendere di più delle microcefalie genetiche grazie allo studio di questa forma virale, si è concentrato sullo studio dei meccanismi comuni mettendo a confronto i profili molecolari di tre diverse microcefalie genetiche (tra cui la quella CITK) con il profilo della microcefalia virale da ZIKA (riprodotta in vitro in cellule staminali umane infettate dal virus); questa analisi molecolare ha evidenziato l’attivazione di alcuni geni comuni appartenenti al pathway di segnalazione intracellulare della proteina P53.

Questa proteina (nota anche come “il guardiano del genoma” in quanto sensibile ai danni al DNA e responsabile della riparazione o, in caso di mancata riparazione, della morte della cellula per apoptosi) è stata scoperta essere una delle protagoniste nello sviluppo della microcefalia, sia in quella di origine genetica che in quella provocata dallo ZIKA virus, essendo responsabile della forte diminuzione della popolazione di cellule staminali cerebrali.

 

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Vaccini con nanoparticelle contro i Flaviviridae

Un passo sempre più in avanti nella ricerca di vaccini efficaci contro infezioni virali. Questo è il caso del virus Dengue (DENV), che è l’agente eziologico della febbre dengue e la febbre dengue emorragica. Attualmente il virus è endemico in oltre 120 paesi, causando oltre 350 milioni di infezioni all’anno. Il virus Il virus Dengue … Leggi tutto

I fantastici quattro: Mayaro, Rift Valley Fever, Crimean-Congo Haemorragic Fever, Usutu. Quale sarà il nuovo Zika?

Il virus ignoto, tremendamente contagioso e mortale è un cliché cinematografico e letterario. Purtroppo, come spesso accade, la realtà supera la fantasia. Il virus Zika è salito recentemente alla ribalta delle cronache per le gravi conseguenze legate alla sua diffusione. Trasmesso da zanzare infette del genere Aedes, Zika appartiene alla famiglia dei Flaviviridae di cui … Leggi tutto