Virus Chikungunya (CHIKV)

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Caratteristiche

Il Virus Chikungunya, noto anche come CHIKV, è un virus a RNA a singolo filamento a polarità positiva facente parte della famiglia dei Togaviridae, appartenente al genere Alphavirus. Di questo genere ricordiamo altri virus come il Ross River (RRV), i virus dell’encefalite equina orientale (EEEV), occidentale (WEEV) e venezuelana (VEEV), agenti eziologici di importanti malattie che nell’uomo hanno come manifestazione principale, nel caso di CHIKV e RRV, febbre ed artrite, e severa encefalite nei tre virus EEEV, WEEV, VEEV.

Chikungunya è trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, in particolare le specie Aedes aegypti ed Aedes albopictus, conosciute per essere già vettori di altri virus, come Dengue e Zika. Come questi ultimi due, CHIKV è un virus considerato emergente ed è particolarmente diffuso nell’America Centro Meridionale (Fig.1), in Africa ed Asia ma, nel 2007 e nel 2017-2018, ci sono stati importanti focolai da importazione anche in Italia, rispettivamente in Emilia Romagna e nel Lazio.

Come Dengue e Zika, anche Chikungunya rientra tra quelle definite Arbovirosi, ossia zoonosi trasmesse da vettori artropodi come zanzare e zecche. Le Arbovirosi sono attualmente un serio problema di sanità pubblica e per questo è essenziale una corretta attività di sorveglianza speciale, in particolare – oltre ai virus precedentemente menzionati – anche nei confronti di West Nile Virus, Usutu Virus e la TBE (encefalite da zecca).

Epidemiologia di CHIKV
Figura 1 – Epidemiologia di CHIKV

Filogenesi

DominioAcytota
GruppoGruppo IV (ssRNA+)
FamigliaTogaviridae
GenereAlphavirus
SpecieChikungunya virus

Morfologia strutturale

Il virus Chikungunya presenta una forma sferica il cui diametro non supera i 70 nm con un envelope esterno lipidico ed un nucleocapside icosaedrico. Presenta un genoma (Fig.2) a RNA a singolo filamento di circa 11.800 basi caratterizzato da due open reading frame (ORF), separate da una regione non tradotta approssimativamente di 120 nucleotidi.

la prima ORF codifica per diverse proteine non strutturali, costituite da nsP1, nsP2, nsP3 e nsP4 mentre la seconda ORF codifica per proteine strutturali del capside (C), dell’involucro E1, E2 ed E3 e per la proteina 6K. La funzione di quest’ultima è ancora poco chiara, ma recenti studi basati sull’utilizzo della microscopia confocale ed elettronica hanno dimostrato che potrebbe avere un ruolo importante nell’interazione con la cellula ospite, in particolare per quanto riguarda il canale ionico associato alle membrane del reticolo endoplasmatico. A tal proposito questa proteina potrebbe inoltre essere un bersaglio terapeutico per lo sviluppo di nuove specifiche terapie.

Genoma di CHIKV
Figura 2 – Genoma di Chikungunya

Patogenesi

Il periodo di incubazione del virus CHIKV è generalmente tra i 3 ed i 12 giorni. All’inizio, può essere presente una fase di viremia che può avere una sintomatologia simil influenzale, con febbre, mialgia, cefalea e nausea. La febbre ha un caratteristico andamento bifasico: tende ad abbassarsi per poi risalire e può raggiungere anche i 40 °C nei casi più gravi. Manifestazioni cliniche tipiche del virus sono inoltre la comparsa di un esantema cutaneo maculo-papulare (Fig.3) e la comparsa di artralgie estremamente dolorose che colpiscono principalmente le piccole articolazioni con successivo gonfiore, tanto che i pazienti spesso rimangono immobili in posizione antalgica, al fine di limitare qualsiasi movimento che potrebbe aumentare lo stato doloroso.

Esantema caratteristico da CHIKV
Figura 3 – Esantema caratteristico da CHIKV
Sintomatologia di Chikungunya
Figura 4 – Sintomatologia di Chikungunya

La malattia di solito si risolve spontaneamente, i sintomi (Fig.4) hanno una durata variabile da settimane a diversi mesi, mentre le artralgie possono permanere anche per diversi anni. Generalmente le complicanze di natura emorragica – come quelle riscontrate nella febbre emorragica da Dengue – e neurologica sono molto rare.

Nei parametri di laboratorio è presente una leucopenia con linfocitosi relativa ed un aumento dei parametri infiammatori come VES e proteina C reattiva, anche se questi ultimi sono aspecifici.

Metodi di identificazione

La diagnosi può essere sierologica e molecolare. Le tecniche sierologiche prevedono l’utilizzo di saggi immunoenzimatici (ELISA) per la ricerca di IgM specifiche che indicano un’infezione acuta o perlomeno recente. Gli anticorpi IgG permangono per tutta la vita, quindi la loro positività indica una pregressa infezione.

La diagnosi molecolare viene svolta attraverso l’RT-PCR, che si conferma sempre essere una tecnica diretta e precoce.

In alcuni casi è possibile anche l’isolamento del virus attraverso l’utilizzo di colture cellulari specifiche, ed è una pratica assai frequente nel corso di indagini epidemiologiche per comprendere quale ceppo sia implicato in determinate epidemie.

Terapia

Per l’infezione da virus Chikungunya non esistono terapie mirate, né prevenzione vaccinale. Solitamente la terapia è di supporto per quanto riguarda la presenza di mialgie ed artralgie con antidolorifici ed a volte cortisonici.

Le uniche attività di prevenzione da attuare sono quelle finalizzate alla riduzione delle punture delle zanzare, con particolari precauzioni ed accorgimenti da seguire per tutte quelle persone che vogliono recarsi nelle zone in cui il virus è maggiormente presente.

Priscilla Caputi

Fonti

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