Perché la milza fa male durante la corsa: spremitura, globuli rossi e funzione dell’organo

Foto dell'autore

By Francesco Centorrino

Revisionato dal Medical Board

La milza si contrae nello sforzo e libera globuli rossi, ma la fitta al fianco ha origini più complesse.

Questo articolo spiega perché molti corridori avvertono un dolore al fianco sinistro, cosa accade davvero alla milza durante la corsa, come funziona la contrazione splenica, quale ruolo hanno i globuli rossi e l’emoglobina, e perché il fegato e il peritoneo entrano in gioco. Serve a runner, nuotatori, ciclisti, studenti di fisiologia e a chi vuole distinguere un disturbo benigno da un segnale da non sottovalutare. È pensato per chi frequenta l’ambito della salute, della microbiologia del sangue e della medicina dello sport.

Introduzione

Molti atleti associano la fitta sotto le costole sinistre alla milza. L’intuizione non è del tutto sbagliata. Durante uno sforzo intenso l’organo può ridursi di volume e immettere in circolo una quota di sangue già presente nella sua rete vascolare.

Non si tratta di globuli rossi appena prodotti. La loro sintesi avviene nel midollo osseo e richiede giorni. La milza rilascia cellule mature già conservate, con un aumento temporaneo di emoglobina e di capacità di trasporto dell’ossigeno.

Il fenomeno è più evidente in apnea, in alta quota e negli esercizi vigorosi. Nell’uomo la riserva è minore rispetto ai mammiferi marini, ma resta un adattamento utile. Capire questa spremitura splenica aiuta a interpretare il dolore alla milza durante la corsa senza allarmismi inutili e senza banalizzare l’organo.

Cos’è la milza e dove si trova

La milza è un organo linfoide situato nell’ipocondrio sinistro, protetto dalle ultime costole, dietro lo stomaco. Pesa in media 150-200 grammi e contiene polpa rossa e polpa bianca.

La polpa rossa filtra il sangue e valuta la deformabilità degli eritrociti. La polpa bianca coordina risposte immunitarie contro antigeni circolanti. Conserva anche piastrine e una piccola riserva di globuli rossi.

Definirla solo “cimitero degli eritrociti” è riduttivo. È un laboratorio di controllo qualità. Lascia passare le cellule elastiche, trattiene quelle rigide e recupera ferro, aminoacidi ed eme.

Nella vita quotidiana questa funzione è più importante della contrazione da sforzo. Nella corsa intensa, però, il sistema simpatico può attivare fibre muscolari lisce della capsula e delle trabecole, riducendo il volume dell’organo.

Perché la milza si contrae durante lo sforzo

La contrazione splenica è mediata dal sistema nervoso simpatico e dalle catecolamine. Adrenalina e noradrenalina stimolano recettori alfa-adrenergici e “spremono” il sangue sequestrato.

Studi su esercizio, apnea e ipossia mostrano riduzioni di volume dal 20% al 35% circa, con incrementi di emoglobina dell’ordine del 3-8%. L’effetto è transitorio: in pochi minuti di recupero il volume torna verso il basale.

L’aumento di emoglobina non equivale a nuova eritropoiesi. È una redistribuzione. Per il corridore significa un piccolo surplus di ossigeno disponibile proprio quando i muscoli ne chiedono di più.

Nei soggetti allenati, soprattutto endurance e apneisti, la milza a riposo può essere più grande e la contrazione più marcata. È un adattamento, non una patologia.

Intensità dell’esercizio e dose-risposta

Più è intenso lo sforzo, più evidente è la riduzione di volume. Test massimali e percentuali alte del VO2max producono contrazioni maggiori rispetto a ritmi blandi.

L’apnea aggiunge un ulteriore stimolo ipossico. Combinare corsa e respiro trattenuto, come in alcuni allenamenti, potenzia la risposta. Questo non significa che si debba provocare il dolore per “allenare” l’organo.

Cosa non fa la milza nello sforzo

Non produce globuli rossi nuovi in pochi secondi. Non è la causa unica della fitta laterale. Non “scoppia” per una semplice corsa, salvo traumi o malattie preesistenti.

Un dolore che scompare rallentando è di solito benigno. Un dolore persistente, post-traumatico o associato a vertigini e pallore richiede valutazione medica.

La fitta al fianco non è sempre la milza

Il dolore alla milza durante la corsa è un’etichetta popolare. In clinica si parla più spesso di dolore addominale transitorio correlato all’esercizio, o ETAP.

L’ETAP può comparire a sinistra o a destra. Può essere puntorio, crampiforme o tirante. A volte si irradia alla spalla per coinvolgimento del nervo frenico.

Le ipotesi più accreditate includono:

  • irritazione del peritoneo parietale
  • trazione sui legamenti che ancorano visceri al diaframma
  • distensione gastrica dopo pasto o bevande ipertoniche
  • movimenti ripetuti del tronco
  • aumento troppo rapido dell’intensità
  • fattori posturali e respiratori

La presenza del dolore anche a destra rende poco credibile l’attribuzione automatica alla sola milza. Il fegato occupa gran parte dell’ipocondrio destro e durante lo sforzo cambia metabolismo, non volume contrattile come la milza.

Quando il dolore è benigno

Se compare solo sotto sforzo, si attenua con respiro profondo o rallentando, e sparisce a riposo, è generalmente innocuo. Ridurre la velocità, alzare le braccia, espirare a fondo e attendere qualche minuto è spesso sufficiente.

Evitare di partire troppo presto dopo un pasto abbondante. Moderare le bevande zuccherine prima della corsa. Graduare il riscaldamento.

Quando serve il medico

Dolore intenso che persiste a riposo, trauma recente al fianco, febbre, nausea, debolezza, dolore alla spalla sinistra o segni di shock richiedono attenzione. In questi casi si valuta una lesione della milza, non una semplice “spremitura”.

Il fegato durante la corsa: carburante, non globuli rossi

Il fegato non spreme eritrociti come la milza. Sotto adrenalina e glucagone demolisce glicogeno e libera glucosio. Se lo sforzo si prolunga, attiva la gluconeogenesi da lattato, glicerolo e aminoacidi.

Partecipa anche all’emocateresi tramite le cellule di Kupffer, che fagocitano eritrociti danneggiati. Nell’adulto, però, non è una riserva contrattile paragonabile alla milza.

La fitta destra è più plausibilmente meccanica: legamenti, peritoneo, diaframma. Non è il glucosio che “esce” a causare il dolore.

Milza e fegato collaborano sul sangue: una seleziona per deformabilità, l’altro metabolizza e ricicla. Due organi diversi, stesso obiettivo: ossigeno, energia e rinnovamento cellulare.

I globuli rossi: una cellula senza nucleo

L’eritrocita maturo non ha nucleo né mitocondri. Lo spazio è occupato dall’emoglobina, proteina che lega l’ossigeno nei polmoni e lo rilascia nei tessuti grazie all’effetto Bohr.

La vita media è di circa 120 giorni. In quel periodo la cellula percorre chilometri e attraversa capillari più stretti del proprio diametro. La forma a disco biconcavo consente di deformarsi.

Con il tempo accumula stress ossidativo, perde membrana e diventa più rigida. Non esiste un unico timer molecolare. Concorrono banda 3, citoscheletro, microvescicole e segnali riconosciuti dai macrofagi.

Nella polpa rossa della milza le cellule devono passare attraverso fessure strettissime. Quelle ancora elastiche rientrano in circolo. Quelle rigide restano e vengono fagocitate.

Il ferro torna al midollo legato alla transferrina. L’eme diventa bilirubina. Gli aminoacidi vengono riutilizzati. È riciclo, non semplice scarto.

Non solo eritrociti: immunità e piastrine

La polpa bianca della milza intercetta antigeni nel sangue e organizza risposte contro batteri incapsulati come pneumococco, meningococco e Haemophilus influenzae.

Conserva piastrine e può sequestrare anche cellule sane se si ingrandisce troppo, contribuendo ad anemia, leucopenia o piastrinopenia.

Si può vivere senza milza perché fegato, midollo e linfonodi compensano in parte. L’assenza aumenta però il rischio di infezioni gravi e fulminanti. Dopo splenectomia servono vaccini mirati e protocolli in caso di febbre.

L’organo non è accessorio. Nella corsa mobilita una piccola riserva. Nella vita quotidiana protegge la qualità del sangue e una fetta dell’immunità sistemica.

Consigli pratici per chi corre

Per ridurre il rischio di fitta:

  1. Non partire a stomaco pieno.
  2. Evitare bevande molto zuccherine o gassate subito prima.
  3. Aumentare l’intensità in modo progressivo.
  4. Curare la respirazione diaframmatica.
  5. Rallentare ai primi sintomi e respirare a fondo.
  6. Non ignorare un dolore atipico o persistente.

Il dolore alla milza durante la corsa va interpretato nel contesto. La contrazione è fisiologica. La fitta è spesso meccanica. Solo i segnali d’allarme meritano diagnostica.

Conclusioni

La milza durante lo sforzo può contrarsi e liberare globuli rossi già maturi, alzando per poco tempo l’emoglobina. È una riserva d’emergenza, non la fabbrica degli eritrociti.

Il classico punto al fianco non coincide automaticamente con questa spremitura. Origine peritoneale, legamentosa, gastrica e respiratoria restano più convincenti, soprattutto quando il dolore è destro.

Conoscere l’emocateresi, l’effetto Bohr, il ruolo del fegato e i limiti della splenectomia restituisce all’organo il suo valore reale. Per il corridore significa gestire la fitta con calma e rispettare i campanelli d’allarme. Per chi studia il sangue significa vedere la milza come filtro, riciclatore e sentinella immunitaria, non come dettaglio anatomico secondario.

Domande Frequenti

Chi può avvertire un dolore attribuibile alla milza durante la corsa? Chiunque pratichi attività con torsione del tronco e impatto ripetuto, in particolare runner meno esperti o chi parte dopo aver mangiato. Anche atleti allenati non sono immuni. Consiglio: valuta età, esperienza e abitudini alimentari prima di allarmarti.

Cosa succede davvero alla milza nello sforzo intenso? Si contrae per azione simpatica e riversa in circolo sangue ricco di eritrociti maturi, con un rialzo transitorio di emoglobina. Non produce cellule nuove in pochi secondi. Consiglio: distingui redistribuzione da vera eritropoiesi.

Quando la fitta è un problema e quando no? Quando scompare rallentando è in genere benigna. Quando persiste, segue un trauma o si associa a pallore e debolezza va indagata. Consiglio: annota durata, lato e sintomi associati.

Come si può ridurre il fastidio mentre si corre? Rallentando, espirando a fondo, alzando le braccia e evitando stomaco pieno o bevande ipertoniche. Un riscaldamento graduale aiuta. Consiglio: interrompi l’accelerazione bruca nei primi minuti.

Dove si localizza il dolore e perché può essere anche a destra? Spesso sotto le costole laterali, ma l’ETAP non è esclusivo del lato sinistro. A destra pesano fegato, legamenti e peritoneo. Consiglio: non usare solo la sede per fare diagnosi da soli.

Perché la milza è importante anche se si può vivere senza? Filtra eritrociti, ricicla ferro e difende da batteri capsulati. Senza di essa il rischio infettivo sale e servono vaccinazioni. Consiglio: dopo splenectomia segui il calendario vaccinale e i protocolli per la febbre.

Fonti

Crediti fotografici

Immagine in evidenza generata con AI – Link