Sindrome di Asperger e la storia di Greta Thunberg

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By Francesco Centorrino

Revisionato dal Medical Board

La storia della diagnosi di Asperger di Greta Thunberg rivela aspetti chiave dello spettro autistico oggi.

Questo articolo esplora la diagnosi di Asperger ricevuta da Greta Thunberg, il passaggio allo spettro autistico, le condizioni concomitanti e il dibattito sul significato della neurodivergenza. È utile a famiglie, educatori, professionisti della salute mentale e lettori interessati a comprendere come una etichetta diagnostica non definisca una persona. Il target è chi cerca informazioni chiare su neurodivergenza, autismo ad alto funzionamento e storie pubbliche che riducono lo stigma.

Introduzione

La vicenda di Greta Thunberg ha portato all’attenzione mondiale non solo la crisi climatica, ma anche la sindrome di Asperger. Prima della notorietà, l’attivista svedese attraversò una crisi a 11 anni con depressione, mutismo e grave perdita di peso. Arrivarono poi le diagnosi di Asperger, disturbo ossessivo-compulsivo e mutismo selettivo. Oggi quel termine non è più una categoria separata. Comprendere questo percorso aiuta a distinguere mito e realtà clinica.

Molti ancora definiscono l’autismo una malattia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo descrive invece come un insieme eterogeneo di condizioni dello sviluppo cerebrale. Capacità e bisogno di supporto variano enormemente. La storia di Greta Thunberg invita a non usare la diagnosi né come insulto né come superpotere automatico.

Che cos’è oggi la sindrome di Asperger

Per decenni la sindrome di Asperger indicava persone con tratti autistici, linguaggio funzionale e assenza di disabilità intellettiva. Nel DSM-5 le precedenti categorie di disturbo autistico, Asperger e altri disturbi pervasivi dello sviluppo sono confluite nel disturbo dello spettro autistico. Anche l’ICD-11 dell’OMS adotta lo spettro autistico, distinguendo livelli di supporto e presenza o meno di disabilità intellettiva.

Chi ha ricevuto in passato una diagnosi di Asperger può continuare a riconoscersi in quel termine. Clinicamente, però, non esiste più come etichetta autonoma. Le caratteristiche tipiche includono difficoltà nella reciprocità sociale, interessi intensi e ristretti, bisogno di prevedibilità e risposte sensoriali atipiche.

  • Linguaggio spesso formalmente corretto ma con difficoltà pragmatiche.
  • Attenzione ai dettagli e pensiero letterale.
  • Possibile ipersensibilità o iposensibilità sensoriale.
  • Focalizzazione intensa su temi specifici.

Queste peculiarità non coincidono automaticamente con depressione o disturbi alimentari. Possono coesistere e richiedere valutazioni distinte.

Il cambiamento delle classificazioni diagnostiche

Il passaggio dal DSM-IV al DSM-5 ha generato dibattiti. Alcuni temevano la perdita di identità per chi si riconosceva nell’Asperger. Altri vedevano un’opportunità per una visione dimensionale più accurata. La ricerca conferma l’eterogeneità enorme all’interno dello spettro autistico. Non esiste un unico modo di essere autistici.

Greta Thunberg ha usato pubblicamente il termine Asperger perché era quello ricevuto e perché molte persone lo comprendevano. Ha anche sottolineato che essere diversi, nelle giuste circostanze, può diventare una risorsa. Questa affermazione va contestualizzata: una caratteristica che in un contesto è un punto di forza, in un altro può essere faticosa.

La crisi pre-notorietà di Greta Thunberg

Intorno agli 11 anni Greta Thunberg cadde in una depressione profonda. Smette quasi di parlare e di mangiare, perdendo circa dieci chili in due mesi. La madre Malena Ernman ha descritto quel periodo come una discesa in un’oscurità preoccupante. La famiglia temette un ricovero.

Successivamente arrivarono le valutazioni che portarono alla diagnosi di Asperger, disturbo ossessivo-compulsivo e mutismo selettivo. Il mutismo selettivo è un disturbo d’ansia: la persona parla in alcuni contesti e non riesce in altri. Non è una scelta. Queste condizioni possono presentarsi insieme ma non sono semplici “sintomi dell’Asperger”.

Il recupero coincise con la scoperta di un interesse intenso per la crisi climatica. Quella focalizzazione, tipica di molte persone nello spettro autistico, divenne il motore dell’attivismo. Non significa che ogni persona autistica debba diventare attivista. Significa che interessi ristretti e persistenti possono, in certi casi, dare direzione e senso.

Condizioni concomitanti e diagnosi differenziale

È fondamentale non confondere:

  • Spettro autistico / ex sindrome di Asperger
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Mutismo selettivo
  • Disturbi alimentari e depressione

Ognuna merita una valutazione specifica. La diagnosi di autismo non avviene con un esame del sangue o una risonanza. Si basa su storia dello sviluppo, osservazione del comportamento, comunicazione e interazione sociale, spesso con strumenti standardizzati e colloqui con familiari.

Neurodivergenza come risorsa e come difficoltà

Greta Thunberg ha dichiarato che, date le giuste circostanze, essere diversi è un superpotere. Ha anche ammesso che l’Asperger l’aveva limitata in passato. Questa onestà è preziosa. Ridurre l’autismo a solo talento o solo deficit è fuorviante.

Punti di forza possibili:

  • Capacità di concentrazione prolungata
  • Attenzione ai dettagli e alla coerenza
  • Minore adesione a convenzioni sociali quando queste ostacolano la verità percepita
  • Persistenza su un tema ritenuto importante

Difficoltà frequenti:

  • Sovraccarico sensoriale e sociale
  • Ansia di fronte ai cambiamenti
  • Fatica nelle interazioni non strutturate
  • Rischio di incomprensioni e bullismo

Il supporto va personalizzato. Alcune persone necessitano di adattamenti ambientali minimi, altre di interventi più intensivi.

Il ruolo delle parole e dello stigma

Definire l’autismo una malattia o dire che una persona “soffre di autismo” può rafforzare lo stigma. Molte persone autistiche rifiutano questo linguaggio. Preferiscono “è autistica” o “è nello spettro”. Le parole influenzano come la società guarda la neurodivergenza e come le persone stesse si percepiscono.

La visibilità di Greta Thunberg ha aumentato le ricerche online su Asperger e spettro autistico. Ha anche esposto l’attivista a commenti che usavano la diagnosi per screditarla. Questo doppio effetto merita attenzione: maggiore consapevolezza e, talvolta, strumentalizzazione.

Implicazioni per famiglie, scuola e sanità

La storia familiare Thunberg mostra quanto possa essere isolante una crisi non riconosciuta. Diagnosi tempestive e supporti adeguati cambiano le traiettorie. La scuola dovrebbe formare il personale su neurodivergenza per evitare attribuzioni di colpa al bambino.

Elenco di azioni concrete:

  1. Valutazione multidisciplinare quando compaiono ritiro, mutismo o restrizioni alimentari.
  2. Informazione corretta a genitori e insegnanti sullo spettro autistico.
  3. Adattamenti ambientali (prevedibilità, riduzione del carico sensoriale).
  4. Rispetto dell’identità della persona, senza forzare la “normalizzazione” a ogni costo.
  5. Attenzione alle comorbidità senza fonderle in un’unica etichetta.

Questi passi valgono indipendentemente dalla celebrità del caso.

Ricerca e prospettive future

Studi su biomarcatori, connettività cerebrale e fattori genetici e ambientali continuano. Esistono anche ricerche sul possibile ruolo dell’asse intestino-cervello in alcune condizioni neuropsichiatriche. Resta centrale il principio: la diagnosi serve a comprendere il funzionamento individuale e a offrire supporti, non a assegnare un valore alla persona.

Conclusioni

La diagnosi di Asperger di Greta Thunberg è un capitolo di una storia più ampia: quella di una ragazza che ha trasformato una crisi personale in impegno pubblico, senza che la neurodivergenza spieghi da sola né i suoi limiti né i suoi successi. Oggi parliamo di spettro autistico, un continuum eterogeneo. Evitare gli estremi — insulto o superpotere automatico — è il messaggio più utile. Dietro ogni etichetta c’è una persona con risorse, fatiche e un modo proprio di stare nel mondo. Informarsi con fonti serie riduce lo stigma e migliora i supporti concreti.

Domande Frequenti

Chi riceve oggi una diagnosi simile a quella di Greta Thunberg? Persone di ogni età possono ricevere una valutazione per disturbo dello spettro autistico, spesso dopo segnali in infanzia o adolescenza come difficoltà sociali, interessi intensi o crisi alimentari e dell’umore. Consiglio: rivolgersi a un’équipe specializzata in neuropsichiatria infantile o in autismo dell’adulto invece di autodiagnosi online.

Cosa si intende oggi per sindrome di Asperger? Non è più una categoria diagnostica autonoma: rientra nel disturbo dello spettro autistico, in particolare in profili senza disabilità intellettiva e con linguaggio funzionale. Consiglio: usare il termine con cui la persona stessa si identifica, rispettando sia “Asperger” sia “autistico”.

Quando è stata diagnosticata Greta Thunberg? Le valutazioni e le diagnosi di Asperger, DOC e mutismo selettivo arrivarono dopo la crisi intorno agli 11 anni, prima dell’inizio dell’attivismo climatico visibile. Consiglio: non aspettare che la situazione diventi grave prima di chiedere una valutazione dello sviluppo.

Come si arriva a una diagnosi di spettro autistico? Attraverso anamnesi dello sviluppo, osservazione clinica, interviste a familiari e strumenti standardizzati; non esiste un test unico di laboratorio. Consiglio: preparare una cronologia dei primi segnali e portare documentazione scolastica al colloquio diagnostico.

Dove si può trovare supporto dopo una diagnosi? Nei servizi di neuropsichiatria, nei centri per l’autismo, nelle associazioni di persone autistiche e, in alcuni territori, nei percorsi di abilitazione regionale. Consiglio: verificare le risorse della propria ASL e le associazioni locali riconosciute prima di rivolgersi a percorsi privati non qualificati.

Perché è importante parlare pubblicamente di queste diagnosi? Perché riduce lo stigma, aumenta la ricerca di aiuto e mostra che una diagnosi non definisce il valore o il futuro di una persona. Consiglio: condividere solo ciò che si è pronti a gestire, proteggendo la privacy dei minori e delle famiglie.

Fonti

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