Epicondilite: cos’è il famoso “gomito del tennista”

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By Maria Petrillo

Revisionato dal Medical Board

L’epicondilite o gomito del tennista è una patologia dolorosa dei tendini del gomito da movimenti ripetitivi.

Questo approfondimento spiega in modo chiaro e aggiornato cos’è l’epicondilite, nota come gomito del tennista, le sue cause, i sintomi, la diagnosi e le opzioni di trattamento più efficaci. Risulta utile a chi soffre di dolore al gomito, ad atleti, lavoratori manuali e a chiunque voglia prevenire o gestire questa tendinopatia. Si rivolge a persone interessate alla salute articolare, alla medicina sportiva e alla prevenzione degli infortuni da sovraccarico.

Introduzione

Il gomito del tennista, o epicondilite laterale, rappresenta una delle cause più frequenti di dolore al gomito nell’adulto. Nonostante il nome evochi il tennis, questa condizione colpisce molte persone che non hanno mai impugnato una racchetta. Si tratta di una tendinopatia degenerativa che interessa i tendini estensori dell’avambraccio, in particolare l’estensore radiale breve del carpo, nel punto in cui si inseriscono sull’epicondilo laterale dell’omero.

Il dolore nasce da microtraumi ripetuti che il tessuto non riesce a riparare adeguatamente. Con il tempo si sviluppa una degenerazione del collagene, con disorganizzazione delle fibre e scarsa presenza di cellule infiammatorie classiche. Per questo motivo molti specialisti preferiscono parlare di epicondilalgia o tendinosi piuttosto che di semplice infiammazione. Comprendere cos’è l’epicondilite permette di intervenire precocemente e di evitare la cronicizzazione, che può limitare notevolmente le attività quotidiane e lavorative.

Cos’è l’epicondilite laterale

L’epicondilite è una condizione che interessa l’origine comune dei muscoli estensori del polso e delle dita. Il tendine più coinvolto è quello dell’estensore radiale breve del carpo (ECRB). I movimenti di estensione del polso contro resistenza e di supinazione dell’avambraccio generano tensioni elevate su questa struttura.

Quando lo stress supera la capacità di recupero del tendine, si formano microlesioni. Con il ripetersi del carico, il tessuto degenera: compare angiofibroblastic hyperplasia, collagene disorganizzato e assenza di un vero processo infiammatorio acuto. Questa caratteristica distingue la tendinopatia laterale del gomito dalle classiche tendiniti.

Il gomito del tennista colpisce circa l’1-3% della popolazione adulta ogni anno, con un picco tra i 30 e i 50 anni. Interessa più spesso il braccio dominante e può presentarsi in entrambe le forme, laterale (esterna) e, più raramente, mediale (gomito del golfista).

Anatomia e fisiopatologia coinvolte

L’epicondilo laterale è la sporgenza ossea situata sulla faccia esterna del gomito. Da qui partono i muscoli che estendono il polso e le dita. Il sovraccarico ripetuto crea uno scompenso tra carico e capacità di riparazione. Il risultato è una zona di degenerazione che genera dolore alla palpazione e durante i movimenti resistiti.

Studi istologici dimostrano che non si tratta di un’infiammazione pura, bensì di un processo degenerativo. Questa distinzione è fondamentale per orientare correttamente le terapie.

Cause e fattori di rischio del gomito del tennista

La causa principale dell’epicondilite è il sovraccarico funzionale. Attività che richiedono estensione ripetuta del polso e presa di forza aumentano il rischio. Tra queste:

  • sport con racchetta (tennis, padel, squash)
  • lavori manuali (falegnameria, edilizia, meccanica, estetisti)
  • uso prolungato di mouse e tastiera
  • sollevamento pesi e attività di bricolage

Altri fattori favorenti includono tecnica scorretta, attrezzatura inadeguata, scarsa forza dei muscoli della spalla e del tronco, età e predisposizione individuale. Anche un trauma diretto può innescare il problema, ma nella maggior parte dei casi l’origine è insidiosa e progressiva.

Il gomito del tennista non risparmia chi non pratica sport: impiegati, casalinghe e chi svolge attività ripetitive a bassa intensità possono svilupparlo con la stessa frequenza.

Sintomi tipici dell’epicondilite

I sintomi dell’epicondilite compaiono in modo graduale. Il dolore si localizza sulla parte esterna del gomito e può irradiarsi lungo l’avambraccio fino al polso. Peggiora con:

  • presa di oggetti
  • estensione del polso contro resistenza
  • torsione (aprire un barattolo, girare una chiave)
  • stringere la mano

Nelle fasi avanzate si avverte debolezza della presa, rigidità mattutina e dolore anche a riposo. Il test di Cozen e il test di Maudsley aiutano a confermare la diagnosi clinica: il dolore si riproduce quando si estende il polso o il dito medio contro resistenza.

La maggior parte dei pazienti riferisce difficoltà nelle attività quotidiane, dal sollevare una borsa al digitare al computer. Riconoscere precocemente questi segnali consente di intervenire prima che la tendinopatia del gomito diventi cronica.

Diagnosi del gomito del tennista

La diagnosi di epicondilite è principalmente clinica. L’esame obiettivo valuta la zona dolorosa, la forza e i test provocativi. Radiografie, ecografie o risonanza magnetica vengono richieste in caso di dubbi diagnostici o di mancanza di miglioramento dopo alcune settimane di trattamento conservativo.

È importante escludere altre cause di dolore laterale al gomito, come radicolopatia cervicale, compressione del nervo radiale, artrosi o instabilità articolare. Una valutazione accurata permette di impostare il percorso terapeutico più adatto.

Trattamento conservativo dell’epicondilite

Nella stragrande maggioranza dei casi (80-90%) l’epicondilite risponde bene al trattamento non chirurgico. L’approccio iniziale prevede:

  1. Riposo relativo dalle attività scatenanti
  2. Applicazione di ghiaccio nelle fasi acute
  3. Uso di tutori controforza per ridurre il carico sul tendine
  4. Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) topici o orali per il controllo del dolore
  5. Fisioterapia mirata

La fisioterapia rappresenta il cardine della guarigione. Gli esercizi eccentrici e isometrici degli estensori del polso, associati a stretching e rinforzo globale dell’arto superiore, migliorano la capacità di carico del tendine. Tecniche come laser, onde d’urto, Tecar e mobilizzazioni articolari possono supportare il recupero.

Le infiltrazioni di cortisone offrono sollievo rapido ma non migliorano l’esito a lungo termine e possono addirittura peggiorare la prognosi se ripetute. Il plasma ricco di piastrine (PRP) e altre terapie biologiche mostrano risultati promettenti in alcuni studi, soprattutto nelle forme croniche.

Esercizi e riabilitazione

Un programma riabilitativo progressivo include:

  • esercizi isometrici a basso carico
  • esercizi eccentrici controllati
  • rinforzo dei muscoli stabilizzatori della scapola e della spalla
  • rieducazione del gesto sportivo o lavorativo

La costanza è essenziale: il miglioramento richiede settimane o mesi, a seconda della durata dei sintomi.

Quando considerare l’intervento chirurgico

La chirurgia viene riservata ai casi refrattari dopo 6-12 mesi di trattamento conservativo ben condotto. Le tecniche più utilizzate prevedono la rimozione del tessuto degenerato e la riparazione o il rilascio del tendine. L’approccio può essere a cielo aperto o artroscopico. I risultati sono generalmente buoni, ma la decisione va condivisa con lo specialista dopo un’attenta valutazione.

Prevenzione del gomito del tennista

Prevenire l’epicondilite significa gestire correttamente i carichi. Consigli pratici:

  • alternare le attività ripetitive
  • migliorare la tecnica sportiva e l’ergonomia lavorativa
  • rinforzare i muscoli dell’avambraccio, della spalla e del tronco
  • usare attrezzature adeguate (impugnatura corretta, peso della racchetta)
  • inserire pause e stretching durante le attività prolungate

Queste misure riducono significativamente il rischio di sviluppare il gomito del tennista e di ricadute dopo la guarigione.

Conclusioni

L’epicondilite, o gomito del tennista, è una tendinopatia comune e spesso invalidante se trascurata. Comprendere cos’è l’epicondilite, riconoscerne i sintomi precoci e adottare un approccio conservativo basato su riposo relativo, fisioterapia e gestione dei carichi permette di ottenere la risoluzione nella maggior parte dei casi. La cronicizzazione si evita intervenendo tempestivamente e correggendo i fattori di rischio. Chi pratica sport, svolge lavori manuali o passa molte ore al computer dovrebbe prestare particolare attenzione ai segnali del proprio corpo. Con le giuste strategie, il gomito del tennista non deve diventare un problema permanente.

Domande Frequenti

Chi può sviluppare l’epicondilite o gomito del tennista?
Chiunque esegua movimenti ripetitivi di estensione del polso e presa di forza, dagli sportivi ai lavoratori manuali fino a chi usa intensamente il computer. Consiglio: non sottovalutare i primi segnali di dolore laterale al gomito.

Cosa provoca esattamente il dolore nell’epicondilite?
Si tratta di una degenerazione del tendine estensore, soprattutto dell’estensore radiale breve del carpo, causata da microtraumi ripetuti. Consiglio: privilegiare il riposo relativo delle attività scatenanti nelle fasi iniziali.

Quando è necessario rivolgersi allo specialista?
Quando il dolore persiste oltre 2-3 settimane o interferisce con le attività quotidiane. Consiglio: una valutazione precoce migliora le probabilità di recupero completo.

Come si cura in modo efficace il gomito del tennista?
Con riposo relativo, fisioterapia (esercizi eccentrici e isometrici), tutori e, se necessario, terapie fisiche. Consiglio: seguire un programma riabilitativo personalizzato e progressivo.

Dove si localizza tipicamente il dolore dell’epicondilite?
Sulla parte esterna del gomito, con possibile irradiamento all’avambraccio e al polso. Consiglio: evitare di continuare le attività che aggravano il punto doloroso.

Perché è importante trattare tempestivamente l’epicondilite?
Perché la cronicizzazione rende il recupero più lungo e difficile, con maggiore rischio di limitazioni funzionali. Consiglio: intervenire ai primi sintomi riduce drasticamente i tempi di guarigione.

Fonti

Crediti fotografici

Immagine in evidenza generata con AI – Link

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