Scopri il concetto di One Health e come salute umana, animale e ambiente siano interconnessi per garantire il benessere.
Questo articolo esplora il concetto di One Health, o salute unica, illustrando perché salute umana, animale e ambiente formano un sistema inseparabile. Spiega le basi scientifiche, i rischi delle zoonosi, la resistenza antimicrobica e le strategie di collaborazione interdisciplinare. Risulta utile a professionisti sanitari, veterinari, ricercatori, policymaker e cittadini interessati alla microbiologia e alla prevenzione. Aiuta a comprendere come azioni integrate riducano pandemie future e promuovano ecosistemi più resilienti.
Introduzione
Il concetto di One Health riconosce che la salute delle persone dipende strettamente da quella degli animali e dell’ambiente condiviso. Non è un’idea nuova, ma è diventata essenziale dopo eventi come la pandemia di COVID-19. Più del 60% delle malattie infettive emergenti proviene da animali selvatici o domestici. L’approccio salute unica mobilita medici, veterinari, ecologi e altri esperti a livello locale, nazionale e globale.
Cambiamenti climatici, urbanizzazione e commercio di animali aumentano i contatti tra specie. Questo facilita spillover di patogeni. One Health offre strumenti per sorveglianza, prevenzione e risposta coordinata. In Italia e in Europa rappresenta una priorità strategica per la sanità pubblica e la microbiologia.
Comprendere questa interconnessione permette di affrontare minacce complesse in modo più efficace e sostenibile.
Cos’è One Health e le sue origini
One Health è un approccio integrato e unificante che mira a bilanciare e ottimizzare in modo sostenibile la salute di persone, animali e ecosistemi. Riconosce che salute umana, animale (domestica e selvatica), vegetale e ambientale sono strettamente interdipendenti.
Le radici storiche risalgono a Rudolf Virchow, che nel XIX secolo coniò il termine zoonosi. Calvin Schwabe negli anni Sessanta parlò di “One Medicine”. Nel 2004 i Principi di Manhattan e successivamente la Quadripartite (WHO, FAO, WOAH, UNEP) hanno formalizzato l’approccio.
La definizione ufficiale del One Health High-Level Expert Panel sottolinea collaborazione multisettoriale e transdisciplinare. Salute unica non riguarda solo malattie infettive, ma anche sicurezza alimentare, resistenza antimicrobica e biodiversità.
Questo modello supera i silos tradizionali della medicina e della veterinaria.
Principi fondamentali dell’approccio
I pilastri di One Health includono:
- Interconnessione tra salute umana, animale e ambientale
- Collaborazione tra settori e discipline
- Prevenzione e preparazione piuttosto che sola risposta
- Equità e sostenibilità
Questi principi guidano azioni concrete contro minacce condivise.
Perché salute umana, animale e ambiente sono inseparabili
Gli esseri umani, gli animali e l’ambiente condividono patogeni, microbiomi e stressor. Il microbioma One Health mostra scambio di ceppi batterici tra domini. Questo può favorire resistenza o, al contrario, resilienza.
Attività umane come deforestazione, intensificazione zootecnica e cambiamento climatico aumentano il rischio di spillover. Habitat frammentati spingono animali selvatici verso aree urbane. Il commercio di fauna selvatica facilita trasmissione di virus.
Esempi concreti includono influenza aviaria, virus del Nilo occidentale e Ebola. Anche la resistenza antimicrobica si diffonde attraverso uso di antibiotici in medicina umana, veterinaria e agricoltura, contaminando suolo e acque.
One Health dimostra che isolare un settore non risolve problemi sistemici. Solo un’azione coordinata riduce i rischi globali.
Zoonosi e malattie emergenti
Oltre il 75% delle malattie emergenti è di origine animale. Zoonosi come rabbia, brucellosi, salmonellosi e Lyme disease illustrano il collegamento diretto.
La sorveglianza integrata permette di rilevare patogeni negli animali prima che colpiscano l’uomo. Uccelli morti per West Nile virus possono segnalare rischio per le persone.
Clima più caldo espande range di vettori come zanzare e zecche. One Health integra dati ambientali, veterinari e clinici per modellare e prevenire epidemie.
Resistenza antimicrobica come problema One Health
La resistenza antimicrobica (AMR) è un esempio paradigmatico. Uso eccessivo di antibiotici in allevamenti seleziona batteri resistenti che raggiungono l’uomo tramite cibo, acqua o contatto diretto.
Plasmidi e geni di resistenza circolano tra ambienti, animali e ospedali. Approcci salute unica promuovono stewardship antimicrobica condivisa, riduzione dell’uso non necessario e sorveglianza multisettoriale.
Senza collaborazione, l’efficacia degli antibiotici diminuisce per tutti.
Applicazioni pratiche e strategie di implementazione
L’approccio One Health si traduce in piani nazionali e internazionali. In Italia il Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza adotta esplicitamente questa visione. A livello globale il One Health Joint Plan of Action 2022-2026 guida le azioni della Quadripartite.
Strumenti chiave comprendono:
- Sistemi di sorveglianza integrata uomo-animale-ambiente
- Laboratori condivisi e sequenziamento genomico
- Formazione interdisciplinare di medici e veterinari
- Coinvolgimento delle comunità locali
- Politiche di uso sostenibile del suolo e biodiversità
Queste misure migliorano preparedness e riducono costi a lungo termine rispetto alle pandemie.
Ruolo del microbioma e degli ecosistemi
Il suolo ospita una vasta diversità microbica che influenza salute di piante, animali e umani. Disbiosi ambientale legata a inquinamento o pratiche agricole intensive può favorire patogeni.
One Health valorizza il microbioma condiviso come risorsa e potenziale minaccia. Proteggere biodiversità microbica aumenta resilienza agli stress climatici e riduce trasmissione di resistenza.
Sfide e opportunità future
Le sfide includono barriere settoriali, finanziamenti insufficienti e disuguaglianze globali. Opportunità derivano da intelligenza artificiale per early warning, genómica e politiche climatiche integrate.
Investire in One Health costa meno della gestione di pandemie e genera co-benefici per sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile.
Conclusioni
One Health dimostra in modo incontrovertibile che salute umana, animale e ambiente formano un unico sistema inseparabile. Ignorare questa interdipendenza espone a pandemie, resistenza antimicrobica e degrado ecosistemico.
L’approccio salute unica offre un framework concreto basato su collaborazione, prevenzione e scienza interdisciplinare. Adottarlo significa rafforzare la sicurezza sanitaria globale, proteggere la biodiversità e costruire società più resilienti.
Per professionisti della microbiologia e cittadini consapevoli, promuovere One Health rappresenta un investimento essenziale per il futuro della salute planetaria.
Domande Frequenti
Chi promuove e implementa l’approccio One Health a livello internazionale e nazionale? La Quadripartite (WHO, FAO, WOAH e UNEP) coordina le azioni globali, mentre in Italia il Ministero della Salute, gli Istituti Zooprofilattici e le agenzie ambientali lavorano insieme attraverso piani come il PNCAR. Consiglio: Collabora con reti interdisciplinari e aggiornati sui documenti ufficiali della Quadripartite.
Cosa comprende esattamente il concetto di One Health oltre alle malattie infettive? One Health include zoonosi, resistenza antimicrobica, sicurezza alimentare, malattie trasmesse da vettori, inquinamento e cambiamenti climatici, riconoscendo i legami tra tutti questi fattori. Consiglio: Valuta sempre l’impatto ambientale e veterinario nelle decisioni di sanità pubblica.
Quando è diventato prioritario l’approccio One Health a livello globale? Ha guadagnato forte impulso dopo SARS, influenza aviaria e soprattutto COVID-19, con formalizzazione accelerata dal 2020-2022 attraverso piani congiunti internazionali. Consiglio: Monitora costantemente i sistemi di early warning per anticipare nuove minacce.
Come si mette in pratica la collaborazione One Health sul campo? Attraverso sorveglianza integrata, laboratori condivisi, formazione congiunta di medici e veterinari, stewards hip antimicrobica e politiche di gestione del territorio e della biodiversità. Consiglio: Partecipa a corsi interdisciplinari e promuovi protocolli di condivisione dati tra settori.
Dove si osservano i maggiori benefici dell’approccio One Health? Nei contesti di interfaccia uomo-animale-ambiente, come zone rurali, mercati di animali vivi, allevamenti intensivi e aree di deforestazione o cambiamento climatico rapido. Consiglio: Concentra risorse di sorveglianza nelle zone ad alto rischio di spillover.
Perché è indispensabile considerare inseparabili salute umana, animale e ambiente? Perché oltre il 60% delle malattie emergenti è zoonotico e patogeni, geni di resistenza e stressor ambientali circolano liberamente tra i tre domini, rendendo inefficaci le azioni isolate. Consiglio: Adotta sempre una visione sistemica nelle strategie di prevenzione e risposta.
Fonti
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39585343/
- https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12548117/
- https://www.nature.com/articles/s41579-022-00779-w
- https://www.microbiologiaitalia.it/virologia/virus-del-nilo-occidentale-epidemiologia-rischi-e-prevenzione-in-italia-nel-2026/
- https://www.microbiologiaitalia.it/virologia/epidemia-di-ebola-bundibugyo-in-congo-la-crisi-piu-rapida-della-storia-recente/
Crediti fotografici
Immagine in evidenza – Link
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