La tiroidite di De Quervain è un’infiammazione subacuta della tiroide spesso scatenata da virus delle vie respiratorie.
Indice
Questo articolo approfondisce cause, sintomi, diagnosi e terapie della tiroidite di De Quervain, spiegando il legame con le infezioni virali. È utile a chi ha avuto un’infezione recente e presenta dolore al collo, a pazienti e caregiver interessati alla salute tiroidea, e a professionisti sanitari che vogliono aggiornamenti basati su evidenze.
Introduzione
La tiroidite di De Quervain, nota anche come tiroidite subacuta granulomatosa o tiroidite a cellule giganti, rappresenta una delle principali cause di dolore tiroideo. Descritta nel 1902 dal chirurgo svizzero Fritz de Quervain, questa condizione infiammatoria colpisce prevalentemente donne tra i 30 e i 50 anni e ha un’incidenza stimata intorno a 5 casi ogni 100.000 abitanti all’anno.
Il legame con le infezioni virali è centrale: molti pazienti riferiscono un’infezione delle alte vie respiratorie nelle 2-8 settimane precedenti. Virus come coxsackie, adenovirus, influenza, parotite e, più recentemente, SARS-CoV-2, possono innescare una risposta immunitaria che danneggia i follicoli tiroidei. Non si tratta di un’infezione diretta della ghiandola, ma di un meccanismo post-virale in soggetti geneticamente predisposti, spesso portatori dell’antigene HLA-B35.
Comprendere questa patologia aiuta a evitare confusione con faringiti, otiti o ipertiroidismo autoimmune e a gestire correttamente i sintomi, che nella maggior parte dei casi si risolvono spontaneamente.
Cos’è la tiroidite di De Quervain e perché compare dopo un’infezione
La tiroidite di De Quervain è un processo infiammatorio autolimitante della tiroide. Si distingue dalle forme autoimmuni come Hashimoto e dalle tiroiditi batteriche acute perché non prevede la formazione di ascessi e presenta un decorso trifasico tipico.
Dopo un’infezione virale, le cellule T citotossiche riconoscono antigeni virali e tiroidei presentati in associazione con molecole HLA, provocando la distruzione dei tireociti. Questo rilascio massiccio di ormoni preformati genera una fase di tireotossicosi, seguita spesso da un periodo di ipotiroidismo transitorio e, nella stragrande maggioranza dei casi, dal ritorno alla normalità.
Studi recenti hanno confermato l’associazione con numerosi virus respiratori e con il SARS-CoV-2. Durante la pandemia sono stati descritti numerosi casi di tiroidite subacuta insorti giorni o settimane dopo l’infezione o, più raramente, dopo la vaccinazione. La predisposizione genetica rimane un fattore chiave: fino al 70% dei pazienti è positivo per HLA-B35.
Fattori di rischio e popolazione più colpita
Le donne sono colpite da 2 a 10 volte più degli uomini. L’età tipica è tra i 30 e i 50 anni, anche se casi pediatrici e in gravidanza sono possibili ma rari. Una storia di infezioni respiratorie ricorrenti e la presenza di antigeni HLA specifici aumentano la probabilità di sviluppare la tiroidite granulomatosa.
Sintomi della tiroidite di De Quervain: dal dolore al collo alla disfunzione ormonale
Il sintomo cardine è il dolore intenso nella regione anteriore del collo. Il dolore può irradiarsi alla mandibola, all’orecchio o alla nuca, peggiorando con la deglutizione, la tosse o i movimenti del collo. La tiroide appare ingrossata, dura e molto dolente alla palpazione.
Spesso il quadro è preceduto da sintomi simil-influenzali: febbre di basso grado, malessere, astenia e mialgie. Nella fase iniziale circa la metà dei pazienti sviluppa segni di ipertiroidismo:
- palpitazioni
- ansia e irritabilità
- insonnia
- perdita di peso
- intolleranza al caldo
Successivamente può comparire una fase di ipotiroidismo con stanchezza, intolleranza al freddo e aumento di peso. Nella quasi totalità dei casi la funzione tiroidea torna normale entro 6-12 mesi. Solo una minoranza (circa il 5-15%) sviluppa ipotiroidismo permanente.
Il decorso trifasico tipico
- Fase tireotossica (3-6 settimane): rilascio di ormoni.
- Fase ipotiroidea (fino a 6 mesi): deplezione delle riserve.
- Recupero: ritorno all’eutiroidismo nella maggior parte dei pazienti.
Diagnosi della tiroidite subacuta: come riconoscerla
La diagnosi di tiroidite di De Quervain è principalmente clinica. L’anamnesi di un’infezione recente e la palpazione di una tiroide dolorosa sono già molto indicative.
Gli esami di laboratorio mostrano:
- marcato aumento di VES e PCR (spesso VES >50-100 mm/h)
- TSH soppresso e FT4/FT3 elevati nella fase acuta
- tireoglobulina elevata
- anticorpi antitiroidei assenti o a basso titolo
L’ecografia evidenzia aree ipoecogene a contorni sfumati, a volte migranti da un lobo all’altro. La scintigrafia mostra ridotta o assente captazione di radioiodio, utile per distinguere dalla malattia di Basedow. L’agoaspirato, se eseguito, rivela cellule giganti multinucleate e granulomi.
Diagnosi differenziale
È fondamentale escludere:
- tiroidite batterica acuta
- emorragia in un nodulo
- malattia di Graves
- tiroidite silente postpartum
Trattamento e gestione della tiroidite di De Quervain
La terapia è sintomatica perché la malattia è autolimitante. Per il dolore lieve-moderato si usano FANS (ibuprofene, naprossene). Nei casi più intensi si ricorre ai corticosteroidi, tipicamente prednisone a 0,5 mg/kg/die con riduzione graduale. I beta-bloccanti controllano le palpitazioni nella fase tireotossica. Gli antitiroidei non sono indicati perché non c’è iperproduzione ormonale.
Il recupero è solitamente completo. Il follow-up prevede controlli della funzione tiroidea a 1-3-6 mesi per intercettare eventuali ipotiroidismi residuali.
Consigli pratici durante la fase acuta
- riposo e idratazione
- evitare movimenti bruschi del collo
- monitorare la temperatura e i sintomi sistemici
- non sospendere i cortisonici senza indicazione medica
Conclusioni
La tiroidite di De Quervain è un’infiammazione post-virale della tiroide caratterizzata da dolore intenso, indici di flogosi elevati e un tipico andamento trifasico della funzione ormonale. Riconoscerla precocemente permette di gestire i sintomi in modo efficace e di rassicurare il paziente sulla natura generalmente benigna e autolimitante della condizione. Il legame con le infezioni virali, incluso il SARS-CoV-2, sottolinea l’importanza di considerare questa diagnosi in presenza di dolore cervicale anteriore dopo un episodio infettivo. Con un trattamento appropriato e un adeguato follow-up, la stragrande maggioranza dei pazienti recupera completamente la funzionalità tiroidea.
Domande Frequenti
Chi può sviluppare la tiroidite di De Quervain?
Principalmente donne tra 30 e 50 anni, soprattutto se portatrici di HLA-B35 e dopo un’infezione virale. Consiglio: in caso di dolore al collo dopo un’infezione, consultare tempestivamente un medico.
Cosa provoca la tiroidite di De Quervain?
Una risposta immunitaria post-virale che distrugge i follicoli tiroidei. Consiglio: non assumere antibiotici senza indicazione, perché la causa non è batterica.
Quando compare di solito?
Tipicamente 2-8 settimane dopo un’infezione delle vie respiratorie. Consiglio: annotare la data dell’infezione precedente per facilitare la diagnosi.
Come si cura?
Con FANS o corticosteroidi per il dolore e beta-bloccanti per i sintomi di tireotossicosi. Consiglio: seguire scrupolosamente lo schema di riduzione dei cortisonici.
Dove si localizza il dolore?
Nella regione anteriore del collo, spesso irradiato a mandibola e orecchio. Consiglio: evitare di confonderlo con un’otite o una faringite e richiedere una valutazione endocrinologica.
Perché la tiroide si infiamma dopo un virus?
Per un mimetismo molecolare e attivazione di cellule T in soggetti geneticamente predisposti. Consiglio: mantenere un follow-up della funzione tiroidea anche dopo la risoluzione del dolore.
Fonti
- https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8511511/
- https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1877934410001167
- https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8248578/
- https://www.microbiologiaitalia.it/salute/trattamento-dellinfiammazione-tiroidea/
- https://www.microbiologiaitalia.it/endocrinologia/quali-sono-le-malattie-della-tiroide/
Crediti fotografici
Immagine in evidenza generata con AI – Link
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