Varicella perché è pericoloso prenderla in età adulta

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By Maria Petrillo

La varicella in età adulta provoca complicanze gravi come polmonite encefalite e rischio elevato di ospedalizzazione.

Questo articolo approfondisce i motivi per cui varicella perché è pericoloso prenderla in età adulta, analizzando i meccanismi del virus varicella-zoster, le complicanze più frequenti e le strategie di prevenzione. È utile a chi non ha contratto l’infezione da bambino, a genitori di adolescenti, a operatori sanitari e a persone immunocompromesse, perché fornisce informazioni basate su evidenze scientifiche per riconoscere i rischi e agire tempestivamente.

Introduzione

La varicella è considerata una malattia tipica dell’infanzia, ma quando si manifesta nell’adulto assume caratteristiche completamente diverse. Il virus varicella-zoster, appartenente alla famiglia degli herpesvirus, provoca un’infezione primaria che nei bambini è generalmente benigna. Negli adulti invece la risposta immunitaria e la maggiore carica virale rendono il decorso più aggressivo. Comprendere varicella perché è pericoloso prenderla in età adulta significa riconoscere che il rischio di polmonite, encefalite e superinfezioni batteriche aumenta in modo significativo dopo i quindici anni. Questo testo illustra cause, sintomi, complicanze e misure preventive rivolgendosi a chi vuole informarsi in ambito microbiologico e di malattie infettive.

Il virus rimane latente nei gangli nervosi dopo l’infezione primaria e può riattivarsi anni dopo come herpes zoster. Negli adulti non immuni la primo-infezione rappresenta però il pericolo maggiore. Studi epidemiologici mostrano che il tasso di ospedalizzazione è circa quattordici volte superiore rispetto ai bambini sani e la mortalità può essere fino a venticinque volte più elevata. Queste cifre spiegano perché la varicella adulta non debba mai essere sottovalutata.

Perché la varicella è più grave negli adulti

Differenze immunologiche e carico virale

Negli adulti il sistema immunitario reagisce in modo più intenso all’ingresso del virus varicella-zoster. La produzione di citochine pro-infiammatorie è maggiore e questo porta a un’infiammazione sistemica più marcata. Di conseguenza le lesioni cutanee sono più numerose, la febbre più alta e prolungata e il malessere generale più intenso. Varicella perché è pericoloso prenderla in età adulta dipende proprio da questa esagerata risposta immunitaria che, invece di contenere l’infezione, può danneggiare organi vitali.

Il periodo di incubazione rimane compreso tra dieci e ventuno giorni, ma il prodromo (febbre, cefalea, mialgie) è più frequente e severo rispetto all’età pediatrica. Le vescicole compaiono in ondate successive e possono interessare anche le mucose della bocca e delle vie respiratorie, facilitando la diffusione virale.

Fattori di rischio specifici

Alcune condizioni aumentano ulteriormente il pericolo:

  • fumo di sigaretta
  • gravidanza
  • immunosoppressione (HIV, chemioterapia, steroidi prolungati)
  • patologie polmonari preesistenti
  • età superiore ai quarant’anni

In queste categorie la probabilità di sviluppare polmonite varicellosa sale fino al 15 % dei casi. La gravidanza rappresenta un momento particolarmente critico perché l’infezione può trasmettersi al feto causando la sindrome della varicella congenita o, se contratta vicino al parto, una forma neonatale potenzialmente letale.

Le principali complicanze della varicella adulta

Polmonite varicellosa

La complicanza più temuta e frequente è la polmonite da varicella. Si manifesta di solito tra il primo e il sesto giorno dopo l’esantema con tosse secca, dispnea, dolore toracico e, nei casi più gravi, emottisi. La radiografia o la TAC mostrano infiltrati nodulari o interstiziali bilaterali. Senza trattamento precoce con antivirali la mortalità può raggiungere il 10-30 %, e nei pazienti che richiedono ventilazione meccanica supera il 40 %. Ecco perché varicella perché è pericoloso prenderla in età adulta è strettamente legato al coinvolgimento polmonare.

Complicanze neurologiche

L’encefalite e la meningite asettica, sebbene meno comuni della polmonite, comportano un rischio elevato di sequele permanenti. L’atassia cerebellare è più frequente nei bambini, mentre negli adulti prevale l’interessamento cerebrale diffuso con possibili convulsioni e alterazioni dello stato di coscienza. Il tasso di letalità dell’encefalite varicellosa si aggira intorno al 5-10 %.

Superinfezioni batteriche e altre sequele

Le lesioni cutanee rappresentano una porta di ingresso per batteri come Staphylococcus aureus e Streptococcus pyogenes. Possono svilupparsi cellulite, ascessi, fascite necrotizzante e, nei casi estremi, sepsi. Altre complicanze meno frequenti ma documentate includono epatite, miocardite, trombocitopenia e sindromi emorragiche.

Rischio in gravidanza e neonati

Se la madre contrae la varicella nei primi due trimestri, il rischio di embriopatia (cicatrici cutanee, ipoplasia degli arti, anomalie oculari e neurologiche) è compreso tra 0,4 % e 2 %. L’infezione perinatale può invece provocare una forma disseminata nel neonato con mortalità fino al 30 % in assenza di immunoglobuline specifiche.

Sintomi e decorso clinico nell’adulto

Il quadro tipico inizia con un prodromo di uno-due giorni di febbre elevata, cefalea e malessere. Segue l’eruzione maculo-papulare che evolve rapidamente in vescicole pruriginose. Negli adulti le lesioni sono più dense e la fase vescicolare più prolungata. La guarigione completa richiede generalmente dieci-quattordici giorni, ma le croste possono lasciare cicatrici più evidenti rispetto all’infanzia.

È fondamentale non assumere acido acetilsalicilico per il rischio di sindrome di Reye e controllare attentamente la comparsa di sintomi respiratori o neurologici. Qualsiasi difficoltà respiratoria o alterazione dello stato mentale impone un accesso immediato al pronto soccorso.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi è prevalentemente clinica, basata sull’aspetto caratteristico delle lesioni in diversi stadi di evoluzione. In casi dubbi o gravi si può ricorrere alla PCR su liquido vescicolare o a test sierologici. Il trattamento di scelta negli adulti è l’aciclovir o i suoi analoghi (valaciclovir, famciclovir) somministrati per via orale o endovenosa entro le prime 24-72 ore dall’esantema. Nei casi complicati è necessaria l’ospedalizzazione e, se presente insufficienza respiratoria, il supporto ventilatorio.

Le misure di supporto includono antipiretici (paracetamolo), antistaminici per il prurito e una scrupolosa igiene delle lesioni per prevenire le superinfezioni.

Prevenzione: il ruolo della vaccinazione

Il vaccino vivo attenuato contro la varicella è altamente efficace. Due dosi conferiscono una protezione superiore al 90 % contro la malattia clinica e quasi completa contro le forme gravi. È raccomandato a tutti gli adulti suscettibili, in particolare a:

  • operatori sanitari
  • personale scolastico
  • donne in età fertile non immuni
  • persone a contatto con soggetti immunocompromessi

Dopo l’esposizione, la vaccinazione entro cinque giorni o la somministrazione di immunoglobuline specifiche (VariZIG) entro dieci giorni possono attenuare o prevenire la malattia. La vaccinazione riduce anche il rischio futuro di herpes zoster, sebbene non lo azzeri completamente.

Conclusioni

Varicella perché è pericoloso prenderla in età adulta trova risposta nei dati epidemiologici e clinici: polmonite, encefalite, superinfezioni e rischio per il feto rendono l’infezione primaria nell’adulto un evento potenzialmente grave. La conoscenza dei fattori di rischio, il riconoscimento precoce dei sintomi e soprattutto la vaccinazione dei soggetti suscettibili sono gli strumenti più efficaci per ridurre morbilità e mortalità. Informarsi e prevenire resta la scelta più razionale per proteggere la propria salute e quella della comunità.

Domande Frequenti

Chi rischia di più di contrarre una forma grave di varicella in età adulta? Gli adulti non immuni, i fumatori, le donne in gravidanza e le persone immunocompromesse presentano il rischio più elevato di complicanze. Consultare il medico per valutare lo stato immunitario e l’eventuale necessità di vaccinazione.

Cosa rende la varicella più pericolosa negli adulti rispetto ai bambini? La maggiore intensità della risposta immunitaria e la tendenza del virus a coinvolgere polmoni e sistema nervoso centrale spiegano la differenza di gravità. Evitare l’automedicazione e rivolgersi tempestivamente a un centro sanitario in presenza di sintomi respiratori.

Quando è più pericoloso contrarre la varicella durante la gravidanza? Il rischio maggiore per il feto si colloca nel primo e secondo trimestre, mentre l’infezione perinatale espone il neonato a forme gravi. Le donne in età fertile non immuni dovrebbero vaccinarsi prima di programmare una gravidanza.

Come si previene la varicella negli adulti suscettibili? La vaccinazione con due dosi di vaccino vivo attenuato è lo strumento più efficace; in caso di esposizione si può ricorrere a vaccino o immunoglobuline. Verificare con il medico curante lo stato vaccinale e l’opportunità di profilassi post-esposizione.

Dove si può contrarre più facilmente l’infezione in età adulta? Ambienti chiusi e affollati, scuole, ospedali e contatti familiari con bambini malati sono i luoghi a maggiore rischio di trasmissione. Mantenere distanze e adottare misure igieniche quando si è a contatto con persone potenzialmente infette.

Perché è importante non sottovalutare la varicella adulta? Perché le complicanze possono richiedere ospedalizzazione, terapie intensive e lasciare sequele permanenti o risultare fatali. Informarsi e vaccinarsi rappresenta l’unico modo concreto per ridurre drasticamente i rischi.

Fonti

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