La Tarantola Brachypelma smithi, nota anche come “tarantola messicana dalle ginocchia rosse”, è una delle specie più amate dagli appassionati di aracnidi. In questo articolo scopriremo la sua biologia, le curiosità che la rendono unica e la mia personale esperienza di allevamento in terrario.

Autore: Danusia Alina Banu
Indice
- Introduzione alle tarantole
- Brachypelma smithi: identikit
- Alimentazione e comportamento predatorio
- Ciclo di vita e riproduzione
- Terrario e cure in cattività
- Status normativo e CITES
- La mia esperienza personale
- Curiosità finali
Introduzione alle tarantole
Le tarantole appartengono alla famiglia Theraphosidae e comprendono oltre mille specie diffuse soprattutto in aree tropicali e subtropicali. Nonostante l’aspetto imponente, molte specie sono tranquille e crepuscolari. In particolare, la tarantola Brachypelma smithi (nota come “tarantola messicana dalle ginocchia rosse”) è apprezzata dagli appassionati per i colori vivaci e il temperamento docile.
Brachypelma smithi: identikit
Originaria del Messico, la Brachypelma smithi vive in ambienti semi-aridi. Il corpo è bruno scuro, mentre le articolazioni delle zampe mostrano le tipiche ginocchia rosso-arancio. Si tratta di una specie terricola: preferisce il rifugio a eventuali conflitti e, solo se disturbata, può lanciare setole urticanti come meccanismo difensivo.
Alimentazione e comportamento predatorio
La tarantola Brachypelma smithi è carnivora e si nutre di insetti vivi proporzionati alla sua taglia (grilli, blatte, camole). Generalmente caccia al crepuscolo: si avvicina con movimenti lenti e, quindi, scatta improvvisamente immobilizzando la preda. Inoltre, la frequenza dei pasti varia con l’età: i giovani si nutrono più spesso, mentre gli adulti possono restare a digiuno per settimane, soprattutto in prossimità della muta.
Ciclo di vita e riproduzione
Il maschio ha una vita relativamente breve (circa 4–5 anni), mentre la femmina può raggiungere i 20–25 anni. La crescita procede tramite mute, durante le quali l’animale sostituisce l’esoscheletro per aumentare di dimensione. Per questo motivo, un’umidità corretta favorisce un’esuviazione completa. Infine, il dimorfismo sessuale è evidente: la femmina è più robusta e longeva, il maschio presenta pedipalpi modificati e un corpo più snello.
Terrario e cure in cattività
- Dimensioni minime: 40 × 40 × 30 cm, con pareti lisce e chiusura sicura.
- Substrato: fibra di cocco o torba leggermente umida (8–10 cm) per consentire lo scavo.
- Nascondiglio: mezzo tronco di sughero, corteccia o grotta artificiale.
- Temperatura: 22–28 °C di giorno con lieve calo notturno; umidità 60–70%.
- Acqua: ciotola bassa sempre disponibile e pulita.
- Alimentazione: insetti vivi ben nutriti, somministrati con moderazione.
Grazie a queste attenzioni, la tarantola Brachypelma smithi mantiene un comportamento stabile e una buona longevità in cattività.
Status normativo e CITES
La specie è inserita nell’Allegato CITES B. Di conseguenza, commercio e detenzione sono regolamentati: è necessario un Certificato di Origine (COA) che attesti la provenienza da allevamento e non da prelievi in natura, contribuendo così alla tutela della biodiversità.
La mia esperienza personale
Ho allevato una coppia di Brachypelma smithi per diversi anni. La prima muta della femmina è stata indimenticabile: un vero spettacolo biologico che, di fatto, ne segnava la crescita. Mi colpiva il suo modo di “lavarsi” con calma, quasi come un gatto. Con il tempo, inoltre, sembrava riconoscere la mia presenza: rimaneva tranquilla quando percepiva suoni familiari, mentre preferiva ritirarsi nel rifugio in caso di estranei.
Tra i momenti più curiosi, ricordo il legame speciale che si era creato tra la mia tarantola Miki e la mia gatta. Pur separate dal vetro del terrario, sembravano comunicare tra loro: la gatta bussava delicatamente con la zampina, e Miki, come per rispondere, si arrampicava sul vetro con eleganza. È stato un esempio sorprendente di come anche animali così diversi possano suscitare curiosità e rispetto reciproco, dimostrando che la natura sa sempre stupirci.
Curiosità finali
Per la combinazione tra docilità, colorazione e facilità di gestione, la Brachypelma smithi è una delle tarantole più consigliate ai principianti. Allo stesso tempo, ricordiamo che si tratta di un animale esotico: il rispetto delle norme CITES e il benessere in terrario sono fondamentali per un allevamento responsabile.
La mia esperienza personale
Ho allevato una coppia di Brachypelma smithi per diversi anni. La prima muta della femmina è stata indimenticabile: un vero spettacolo biologico che, di fatto, ne segnava la crescita. Mi colpiva il suo modo di “lavarsi” con calma, quasi come un gatto. Con il tempo, inoltre, sembrava riconoscere la mia presenza: rimaneva tranquilla quando percepiva suoni familiari, mentre preferiva ritirarsi nel rifugio in caso di estranei.
Curiosità finali
Per la combinazione tra docilità, colorazione e facilità di gestione, la Brachypelma smithi è una delle tarantole più consigliate ai principianti. Allo stesso tempo, ricordiamo che si tratta di un animale esotico: il rispetto delle norme CITES e il benessere in terrario sono fondamentali per un allevamento responsabile.
Crediti immagini
Immagine in evidenza ottenuta da https://it.wikipedia.org/wiki/Brachypelma_smithi

