Cyclospora cayetanensis – scheda parassitologica ed approfondimenti

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By Adriano De Astis

Caratteristiche

Cyclospora cayetanensis รจ un organismo parassita appartenente al numeroso gruppo dei protozoi, organismi unicellulari comparsi oltre un miliardo di anni fa. Specificatamente, C. cayetanensis appartiene alla sottoclasse Coccidia, genere Cyclospora. Inoltre, รจ interessante notare che il suo nome specifico deriva dal nome dellโ€™Universitร  Cayetano Heredia di Lima (Perรน), dove la specie รจ stata studiata per la prima volta (Upton, 2001). Per quanto riguarda la sua descrizione, essa รจ stata fatta per la prima volta nel 1994 (Ortega et al., 1994), successivamente a tre casi di infezione umana registrati in Papua Nuova Guinea nel 1977 e 1978 (Ashford, 1979). Nellโ€™essere umano, che rappresenta l’unico ospite per C. cayetanensis, la presenza del protozoo parassita a livello intestinale provoca unโ€™infezione nota come ciclosporiasi (figura 1).

Oocisti di Cyclospora cayetanensis in un campione di feci.
Figura 1 – Oocisti di Cyclospora cayetanensis in un campione di feci [da Kaminsky et al., 2016].

Filogenesi

RegnoEukaryota
SuperphylumAlveolata
PhylumApicomplexa
ClasseCoccidia
OrdineEucoccidiorida
SottordineEimeriorina
FamigliaEimeriidae
GenereCyclospora
SpecieC. cayetanensis
Tabella 1 – Filogenesi di Cyclospora cayetanensis [da Encyclopedia of Food Safety (Second Edition), 2024].

Morfologia strutturale di Cyclospora cayetanensis

Gli studi sulla morfologia strutturale di C. cayetanensis hanno dimostrato la caratteristica coccidica del parassita (Cama & Ortega, 2024), evidenziata dal fatto che il protozoo parassita, ancorato alle cellule epiteliali dell’intestino tenue, al termine del suo ciclo vitale produce oocisti immature. Queste ultime sono cisti in cui, dopo un certo tempo esternamente all’ospite, si sviluppa la maturazione dello zigote. Inoltre, le oocisti sono di forma sferica, con diametro variabile tra 7,7 e 9,9 ฮผm (micrometri, unitร  di misura derivata corrispondente ad un milionesimo di metro), e sono circondate da una parete spessa meno di 1 ฮผm (Almeria et al., 2019). In particolare, le osservazioni a luce ultravioletta hanno mostrato l’emissione di un colore azzurro brillante delle pareti delle oocisti (figura 2).

Oocisti di Cyclospora cayetanensis osservate al microscopio con diverse tipologie di contrasti e colorazioni. Nell'immagine E si evidenzia la fluorescenza ultravioletta.
Figura 2 – Oocisti di Cyclospora cayetanensis osservate al microscopio con diverse tipologie di contrasti e colorazioni. Nell’immagine E si evidenzia la fluorescenza ultravioletta [da Almeria et al., 2019].

Ciclo vitale

Il ciclo vitale del protozoo inizia con lโ€™ingestione di oocisti mature (figura 3), all’interno delle quali sono presenti 4 sporozoiti, cellule infettive che, una volta fuoriuscite dalle oocisti attraverso il processo di excistazione, penetrano nelle cellule epiteliali dellโ€™intestino tenue. Successivamente, gli sporozoiti vanno incontro ad un ciclo costituito da una fase asessuata ed una sessuata. In particolare, nella fase asessuata gli sporozoiti si trasformano in trofozoiti, cellule che si dividono dando origine a due tipi di schizonti. Si sviluppano, quindi, due generazioni: lo schizonte di tipo I produce da 8 a 12 cellule dette merozoiti di dimensioni modeste (3-4 ฮผm di lunghezza); lo schizonte di tipo II produce 4 merozoiti di lunghezza maggiore (12-15 ฮผm) (Ortega et al., 1997a).

Successivamente i merozoiti formano due tipologie di gameti, microgamete e macrogamete, segnando il passaggio alla fase sessuata. Conseguentemente, la fusione tra i gameti genera lo zigote, attorno al quale viene deposta una parete cellulare con funzionalitร  protettiva, determinando la sviluppo della oocisti che verrร  eliminata con le feci.

Ciclo vitale di Cyclospora cayetanensis.
Figura 3 – Ciclo vitale di Cyclospora cayetanensis [da Almeira et al., 2019].

Patogenesi

Lo sviluppo della ciclosporiasi, quindi la trasmissione di Cyclospora cayetanensis, avviene per via oro-fecale tramite cibi o acqua contaminati. Successivamente all’ingestione di oocisti sporulate, queste vengono liberate nel tratto gastrointestinale, rilasciando gli sporozoiti che si dirigono verso le cellule epiteliali dell’intestino tenue, in particolare digiuno eย duodeno (Almeriaย et al., 2019), dove, provocando un’infezione, giungeranno a maturazione. Nel dettaglio, i sintomi di infezione si registrano circa una settimana dopo l’assunzione di cibi o acqua contaminati e sono causati da atrofia villosa, ovvero una riduzione dei villi intestinali che provoca una riduzione della capacitร  di assorbire nutrienti dal cibo, nonchรจ iperplasia delle cripte, un aumento del numero e delle dimensioni delle cripte intestinali (cripte di Lieberkรผhn), ovvero le ghiandole deputate alla rigenerazione della mucosa intestinale.

Oltre a questo, una peculiare caratteristica delle oocisti diย C. cayetanensisย รจ relativa alla loro non infettivitร  al momento dellโ€™escrezione. Affinchรฉ le oocisti diventino infettive รจ necessario un periodo di diversi giorni, da 7 a 14, allโ€™esterno dellโ€™ospite ad una temperatura compresa tra 22ยฐC e 30ยฐC (Smithย et al., 1997) (figura 4). Specificatamente, tale tratto distintivo di questo protozoo parassita influisce sulla sua epidemiologia. รˆ, infatti, improbabile una trasmissione diretta da persona a persona, come ad esempio รจ inverosimile che uno chefย affetto da ciclosporiasi, maneggiando alimenti, possa contaminare il cibo (Herwaldt, 2000).

Differenza tra oocisti immature e oocisti mature.
Figura 4 – Differenza tra oocisti immature e oocisti mature [da Bernieri et al., 2001].

Sintomatologia

Successivamente all’ingestione di oocisti mature, i sintomi di infezione da Cyclospora cayetanensis sono vari e comprendono nausea, diarrea acquosa, crampi addominali, febbre, affaticamento e perdita di peso (Marie & Petri, 2022). In particolare, essi si manifestano circa una settimana dopo lโ€™infezione e posso perdurare anche per un mese. Tuttavia, questo periodo puรฒ prolungarsi ulteriormente se ad infettarsi รจ una persona con sistema immunitario giร  compromesso da altre infezioni. Inoltre, le cause di infezione daย C. cayetanensisย sono dovute allโ€™ingestione di cibo o acqua contaminata dalle oocisti sporulate. Oltretutto, in alcuni casi si possono registrare lievi infezioni, i cui sintomi si manifestano solo per pochi giorni.

Metodi di identificazione di Cyclospora cayetanensis

Per quanto riguarda la diagnosi di infezione da Cyclospora cayetanensis, essa consiste nellโ€™individuare la presenza delle oocisti esaminando campioni di feci al microscopio. Tuttavia, nel caso in cui questo esame non rilevi la presenza del parassita, alcuni laboratori ricorrono a un’ulteriore procedura. In particolare, prelevano dal paziente, attraverso una sonda, un campione di tessuto da esaminare al microscopio. Nel dettaglio, questo procedimento, chiamato biopsia, consente infatti di analizzare il DNA delle oocisti e, di conseguenza, identificare il DNA del parassita utilizzando tecniche molecolari.

Terapia

In caso di infezione il trattamento รจ di tipo antibiotico con trimetoprim associato a sulfametoxazolo (Marie & Petri, 2022) per 7-10 giorni. Da un punto di vista sintomatologico, tale trattamento blocca i dolori addominali e la diarrea in circa 3 giorni (Cama & Ortega, 2024) e similmente l’espulsione del parassita attraverso le feci si arresta entro il quinto giorno (Pape et al., 1994). Al contrario, per pazienti allergici agli antibiotici trimetoprim-sulfametoxazolo รจ stato testato con ottimi risultati il trattamento con due antibiotici: ciprofloxacina (Madico et al., 1997; Verdier et al., 2000) e nitazoxanide (Zimmer et al., 2007).

Metodi di prevenzione

Per quanto riguarda la prevenzione, รจ possibile prevenire un’infezione daย Cyclospora cayetanensisย evitando il consumo di alimenti crudi, tra cui anche verdure, in particolare non pelate, in aree dove lโ€™infezione รจ comune, come quelle tropicali e subtropicali, o procedere ad un accurato lavaggio, sebbene uno studio ha dimostrato come questโ€™ultimo metodo non sempre sia in grado di rimuovere il 100% delle oocisti (Ortegaย et al., 1997b).

Fonti

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