Metastasi ossee nel tumore mammario: cosa succede quando il tumore arriva alle ossa

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By Michele Tomanelli

Scopri cosa sono le metastasi ossee nel tumore mammario, perché si formano, quali sintomi possono causare e come trattarle.

Quando il tumore mammario cambia percorso

Ricevere una diagnosi di tumore al seno è un momento che può cambiare profondamente la vita di una persona. Tra le tante domande che possono nascere, una delle più difficili riguarda la possibilità che la malattia possa diffondersi in altre parti del corpo. Quando alcune cellule del tumore mammario riescono a spostarsi dalla sede iniziale e raggiungono altri organi, si parla di metastasi. Una delle aree più frequentemente interessate sono le ossa. Ma cosa significa davvero avere una metastasi ossea? Cosa accade dentro il corpo? E quali sono oggi le possibilità per affrontare questa situazione?

Cosa sono le metastasi ossee

Il nostro organismo è in continuo equilibrio: anche le ossa, che possono sembrare strutture immobili e definitive, sono in realtà tessuti vivi che si rinnovano continuamente. Nel caso del tumore mammario, alcune cellule tumorali possono staccarsi dal tumore originario e viaggiare attraverso il sangue o il sistema linfatico fino a raggiungere il tessuto osseo. Quando queste cellule si insediano nelle ossa, possono interferire con il normale processo di rinnovamento osseo, creando aree più fragili o modificando il modo in cui l’osso si comporta. È importante ricordare un aspetto fondamentale: una metastasi ossea da tumore mammario non è un tumore nato nell’osso, ma una diffusione del tumore della mammella in un’altra parte dell’organismo.

Metastasi ossee
Figura 1 – Metastasi Ossee

Perché le ossa sono una sede frequente delle metastasi del tumore mammario?

Non tutti i tumori si comportano allo stesso modo. Alcune cellule del tumore della mammella hanno caratteristiche che le rendono più capaci di raggiungere determinati tessuti. Le ossa, grazie al loro ambiente ricco di sostanze nutritive e fattori di crescita, possono diventare un luogo in cui queste cellule riescono a stabilirsi e moltiplicarsi.

Le zone più frequentemente coinvolte sono:

  • la colonna vertebrale;
  • il bacino;
  • le coste;
  • il femore e altre ossa lunghe.

In alcuni casi le metastasi ossee possono essere presenti senza dare sintomi evidenti e vengono scoperte durante gli esami di controllo. In altri casi, invece, sono alcuni disturbi a portare il medico ad approfondire la situazione.

Metastasi ossee
Figura 2 – Metastasi tumore mammario

Quali sintomi possono dare le metastasi ossee?

Ogni persona vive questa condizione in modo diverso. Alcune possono avere sintomi lievi, altre possono manifestare disturbi più evidenti. Il segnale più comune è il dolore osseo. Può essere un dolore localizzato, continuo o diverso dal solito dolore muscolare. Spesso può risultare più intenso durante la notte o non migliorare con il riposo. Altri possibili segnali sono:

Dolore e limitazione dei movimenti

Se una metastasi interessa un osso sottoposto a carico, come il femore o la colonna vertebrale, può rendere più difficili alcuni movimenti quotidiani.

Fragilità ossea

Le metastasi possono indebolire la struttura dell’osso aumentando il rischio di fratture.

Disturbi neurologici

Quando sono coinvolte le vertebre, una lesione può esercitare pressione sui nervi o sul midollo spinale, provocando formicolii, debolezza o difficoltà motorie.

Aumento del calcio nel sangue

In alcuni casi il coinvolgimento delle ossa può causare un aumento del calcio circolante, con sintomi come stanchezza, nausea, sete intensa o confusione.

Come si scoprono le metastasi ossee?

La presenza di una metastasi ossea non può essere stabilita solo sulla base dei sintomi. Per questo motivo il medico può richiedere alcuni esami specifici.

Tra quelli più utilizzati ci sono:

  • esami del sangue;
  • radiografie;
  • risonanza magnetica;
  • tomografia computerizzata (TC);
  • esami di medicina nucleare come la scintigrafia ossea o altre tecniche di imaging.

La scelta dipende dalla storia clinica della persona e dalle caratteristiche del tumore.

Come si affrontano le metastasi ossee nel tumore mammario?

Quando il tumore mammario si diffonde alle ossa, l’obiettivo delle cure non è soltanto combattere la malattia, ma anche aiutare la persona a vivere il più possibile bene, controllando i sintomi e prevenendo le complicanze. Oggi esistono diverse possibilità terapeutiche, che vengono scelte in base al tipo di tumore, alle sue caratteristiche biologiche e alla situazione generale della paziente. Tra i trattamenti possibili troviamo:

Terapie che agiscono su tutto il corpo

Sono cure che raggiungono le cellule tumorali in diverse parti dell’organismo, come:

  • terapia ormonale, quando il tumore è sensibile agli ormoni;
  • farmaci a bersaglio molecolare;
  • chemioterapia;
  • immunoterapia in casi selezionati.

Terapie per proteggere le ossa

Esistono farmaci specifici che possono aiutare a ridurre il rischio di problemi legati alla fragilità ossea e a mantenere più stabile la salute dello scheletro.

Radioterapia

Può essere utilizzata soprattutto per ridurre il dolore in una zona precisa o per proteggere un’area ossea particolarmente delicata.

Intervento chirurgico

In alcune situazioni può essere necessario intervenire per rinforzare un osso indebolito o trattare una complicanza.

La vita con metastasi ossee: non solo malattia

La parola “metastasi” può fare paura. È una parola che spesso viene associata immediatamente a pensieri difficili e alla paura del futuro. Tuttavia, negli ultimi anni le terapie oncologiche hanno fatto grandi progressi. Molte persone con metastasi ossee da tumore mammario riescono oggi a convivere con la malattia per periodi anche lunghi, grazie a trattamenti sempre più personalizzati.

Il percorso di cura non riguarda solo i farmaci. Contano molto anche:

  • il controllo del dolore;
  • il mantenimento dell’autonomia;
  • il supporto psicologico;
  • l’attività fisica adattata alle proprie possibilità;
  • il sostegno della famiglia e delle persone vicine.

Prendersi cura della persona nella sua completezza è una parte fondamentale della terapia.

Ascoltare il proprio corpo e parlare con il medico

Dopo una diagnosi di tumore mammario è normale prestare maggiore attenzione ai cambiamenti del proprio corpo. Questo non significa vivere nella paura, ma imparare ad ascoltare segnali nuovi e parlarne con il proprio medico. È importante segnalare sintomi come:

  • dolore osseo persistente;
  • difficoltà nei movimenti;
  • debolezza improvvisa;
  • perdita di sensibilità o formicolii.

Un confronto tempestivo con il team oncologico permette di valutare ogni situazione e intervenire nel modo più adeguato.

Conclusione

Le metastasi ossee nel tumore mammario rappresentano una fase complessa del percorso di cura, ma oggi non sono sinonimo di assenza di possibilità. La ricerca continua a migliorare le terapie e a offrire strumenti sempre più efficaci per controllare la malattia, ridurre i sintomi e preservare la qualità della vita. Informarsi significa conoscere meglio ciò che accade e affrontare il percorso con maggiore consapevolezza, insieme ai professionisti che accompagnano ogni persona nella propria storia di cura.

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