Perché è importante lavarsi le mani?

Il lavaggio delle mani è il mezzo più idoneo ed efficace per prevenire la trasmissione delle infezioni. È molto importante quindi che tutti prima e dopo essere stati in ambienti molto frequentati assumano come abitudine quella di lavarsi le mani accuratamente.

Avere le mani pulite è il primo passo per ridurre il rischio di infezioni virali e batteriche: molti studi hanno trovato che il 15-30% delle infezioni che si verificano in ospedale possono essere prevenute con una accurata igiene delle mani. Le mani infatti sono un veicolo di trasmissione perché le cellule più esterne dell’epidermide sono normalmente abitate (colonizzate) da microbi (batteri e funghi) che nell’insieme formano la flora batterica.

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Quelle che vedete sono mani appena lavate. Eppure qualcosa non è andato per il verso giusto: la pulizia non è stata accurata, a giudicare dalle aree ancora piene di microbi (quelle luminose, evidenziate grazie a uno speciale fluido e alla luce ultravioletta). La pratica di igiene delle mani ha l’obiettivo di eliminare rapidamente la flora batterica riducendo così il rischio di trasmissione delle infezioni. Perché il lavaggio sia efficace è necessario rispettare la tecnica corretta avendo l’accortezza di togliere anelli, braccialetti perché comportano un aumento del numero di microrganismi presenti sulle mani.

Secondo gli esperti un’accurata pulizia delle mani può ridurre del 40% la mortalità per diarrea e del 23% l’incidenza della polmonite: due delle principali cause di mortalità dei bambini di età compresa tra gli 0 e i 5 anni. Il tutto con un gesto semplice ed economico. Un gesto che potrebbe sembrare scontato ma che così non è in molti paesi del mondo, dove malattie contagiose come diarrea e infezioni respiratorie continuano a uccidere, soprattutto i bambini.

Ma quando si scoprì l’importanza di lavare le mani?

Pasteur e Koch non erano ancora comparsi sulla scena, ma le conclusioni di un giovane medico contribuirono a salvare la vita a migliaia di donne. “E’ il medico che fa ammalare le pazienti”, fu la conclusione del dottor Ignaz Philipp Semmelweis (Budapest, 1818 – Vienna 1865). Questo medico ostetrico ungherese, durante il periodo in cui esercitava la professione nella clinica ginecologica di Vienna, capì che l’altissima mortalità per febbre puerperale che si registrava tra le partorienti era dovuta a una infezione trasmessa alle pazienti  dalle mani dei medici e degli studenti di medicina che, dalla sala dove praticavano le autopsie, si recavano poi a visitare le gestanti o le puerpere.

Bastò che Semmelweis imponesse agli studenti una scrupolosa pulizia delle mani e  la disinfezione con un antisettico, per far crollare di colpo l’indice di mortalità dovuto a febbre puerperale, nel settore da lui diretto, dal 12,2% allo 0,5%, contro il 33% del reparto viennese diretto dal professor Klein, che all’epoca era ormai tristemente nominato “La Clinica della morte”. Per questo motivo Semmelweis fu soprannominato il “salvatore delle madri”. La sua era un’osservazione empirica ma giusta: a quel tempo infatti i medici e studenti non usavano i guanti e passavano dalla sala delle autopsie alla sala parto senza mai lavarsi le mani.

Infine vi lasciamo la procedura consigliata dall’OMS su come lavarsi le mani quando sono sporche e dopo aver visitato un malato a casa o in ospedale. L’acqua deve essere preferibilmente calda.

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Salvatore Gemmellaro

Fonte: Focus; IPASVI; 7per24

Informazioni su Salvatore Gemmellaro 84 Articoli

Non ho mai fatto della Scienza solo una materia di studio ed una passione personale, ma l’ho sempre ammirata come un’opera d’arte. Riesco a vederne la bellezza. I miei contemporanei probabilmente vedono solamente basi di Rna, gli enzimi. Io vedo Picasso, le più stupende sculture della biologia, vedo i Virus. Sono laureando in Scienze Biologiche, ed intendo dar del mio, in futuro, nel mondo della ricerca scientifica.

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