Gli antibiotici sono senza obiezioni i farmaci più efficaci ed utilizzati in caso di infezione batterica o prevenzione mirata prima di interventi operatori. Nonostante le infezioni batteriche siano un fenomeno frequente in inverno, associate alle temperature fredde e al conseguente organismo debilitato, non ĆØ da escludere la sua presenza anche durante il periodo estivo, momento in cui lāassunzione di un antibiotico risulta essere delicata.
Lāimportanza degli antibiotici contro le infezioni batteriche

Il primo ricercatore che scoprƬ nel 1895 lāeffetto battericida (fig. 1) di alcune muffe fu lāitaliano Vincenzo Tiberio, seguito più di trentāanni dopo da Alexander Fleming con la scoperta della penicillina che diede il via alla nascita degli antibiotici, risultati indispensabili per la vita di molte persone. Lāuso degli antibiotici diventò consuetudine per debellare le infezioni batteriche solo dopo il 1930, momento in cui ci fu lāestrazione e la caratterizzazione della penicillina da parte dei ricercatori Chain e Florey che avviarono le prime sperimentazioni su animali per testare lāefficacia del suo effetto battericida. Visti gli ottimi risultati ottenuti in ricerca, si diede il via alla produzione massiva industriale di antimicrobici ā che portarono successivamente al fenomeno della resistenza batterica – con lāintroduzione anche di nuovi antimicrobici ad ampio spettro e contro batteri gram negativi o gram positivi come cefalosporina, tetraciclina e streptomicina.
Quando si parla di infezione batterica ci si riferisce al passaggio di un microrganismo patogeno da una sorgente infettiva ad un ospite ricettivo e quindi, molto semplicemente, allāintroduzione di un microbo in un organismo umano o animale. La ricezione del patogeno ĆØ naturalmente favorita se lāorganismo ospite ĆØ giĆ debilitato dal punto di vista immunitario, ma non ĆØ esclusa se questāultimo risulta essere pienamente in funzione. Il concetto ĆØ esplicabile per il fatto che i batteri hanno la capacitĆ di destabilizzare le difese immunitarie e di diffondere nellāorganismo per garantirsi due obiettivi essenziali: la sopravvivenza e la riproduzione. La diffusione sistemica o localizzata di un organismo esogeno comporta nella maggior parte dei casi lāinsorgenza di unāinfezione che sarĆ successivamente controllata dalle molecole innate e acquisite del sistema immunitario.
Nel periodo estivo dove le spiagge e il mare fanno da protagonisti della stagione, nonostante non ci siano frequenti influenze date da temperature che ne favoriscano la comparsa, ĆØ comunque possibile andare incontro ad una infezione batterica. La sabbia e lāacqua ormai inquinata dei mari sono un ottimo ricettacolo di batteri o altri microrganismi infettivi, senza escludere il fatto che le spiagge affollate facilitano la possibilitĆ dei patogeni di diffondersi tra ospiti ricettivi che si trovano fisicamente a distanze ravvicinate visto il numero elevato di individui. Il pericolo primario, però, non risultano essere solo le spiagge e i luoghi affollati dal momento in cui anche gli insetti veicolano microbi e non sempre gli antiparassitari riescono ad essere funzionali. Per questi motivi lāassunzione di antibiotici risulta essere probabile anche nel periodo estivo, con una piccola particolaritĆ che non viene considerata: gli effetti collaterali di fototossicitĆ di numerosi antimicrobici.
Sole e antibiotico: la fotosensibilizzazione della pelle

Nonostante gli antibiotici possano essere indispensabili per lāeradicazione e la cura di malattie infettive batteriche, ĆØ necessario assumerli con le dovute precauzioni e soprattutto nei momenti più opportuni, sia a livello fisico dellāindividuo sia a livello stagionale. Molti antimicrobici, infatti, sono noti per causare fotosensibilitĆ della cute esposta ai raggi solari anche per ristretti periodi di tempo. Le manifestazioni cliniche del farmaco associato ai raggi UV (UV-A o UV-B fig. 2) comprendono non solo rossore, facilitĆ di ustione o presenza di eruzioni cutanee ma anche ipopigmentazione o iperpigmentazione focale cutanea, patologie che comportano unāalterazione cromatica dellāepidermide che coinvolge specifici e localizzati punti della superficie cutanea. Inoltre, un recente studio pubblicato sulla rivista āAntimicrobial Agents and Chemotherapyā, ha rilevato unāimportante carenza di vitamina D ā molecola essenziale per diversi processi fisiologici la cui sintesi iniziale avviene per mezzo dei raggi UV – negli individui che hanno utilizzato per un periodo prolungato lāantibiotico doxiciclina e si sono esposti ai raggi solari.
Per tali motivi, può essere utile stilare una lista informativa dei principali antibiotici con proprietĆ fototossiche completa di alcuni effetti collaterali che gli antimicrobici possono procurare ad un individuo esposto al sole durante lāassunzione degli stessi:
- Tetracicline e derivati: sono gli antibiotici che hanno maggiori possibilitĆ di comportare reazioni fototossiche e interessano la sfera dei raggi UV-A. Le manifestazioni cliniche includono scottature, eritema solare con presenza di bolle e iperpigmentazione. Un altro sintomo meno comune ma di importanza non indifferente riguarda lāonicolisi, patologia che può presentarsi successivamente al termine dell’assunzione dell’antibiotico.
- Sulfonamidi e derivati: a differenza delle tetracicline, la fotosensibilitĆ dei sulfonamidi ĆØ causata dai raggi UV-B e il responsabile delle reazioni fototossiche ĆØ lo zolfo contenuto nellāantibiotico. Arrossamenti e scottature sono tra gli effetti collaterali più probabili.
- Fluorochinoloni: hanno diversi range di fototossicitĆ . Attualmente gli antibiotici di ultima generazione che fanno parte di questa famiglia hanno un grado di fototossicitĆ molto basso. Gli effetti collaterali riguardano ipopigmentazione e iperpigmentazione marcata per i fluorochinoloni di vecchia generazione mentre per la nuova classe le patologie cutanee sopracitate sono lievi.
In conclusione, lāesposizione al sole durante lāassunzione di antibiotico può essere deleteria per la cute e per lāorganismo. Molti medici consigliano di attendere almeno 3 giorni dopo il termine della cura per esporsi ai raggi UV e cominciare a mettere le basi per una corretta e invidiabile abbronzatura.
Elisa Mapelli Mozzi
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