Corpo e digiuno prolungato

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By Nazzareno Silvestri

Il digiuno prolungato (assenza di cibo per oltre 24 ore) è una pratica che suscita interesse sia in campo scientifico che nelle discipline legate al benessere. In condizioni controllate, può stimolare processi utili come l’autofagia e la riduzione dell’infiammazione, ma se eseguito senza supervisione medica può comportare seri rischi per la salute.

Cosa accade al corpo durante il digiuno prolungato

Prime ore (fino a 12-16h)

  • Il corpo utilizza le riserve di glicogeno del fegato e dei muscoli.
  • La glicemia rimane relativamente stabile grazie al rilascio di glucosio dal fegato.

16-24 ore

  • Esaurite le riserve di glicogeno, l’organismo inizia a consumare grassi come fonte energetica.
  • Si producono corpi chetonici, che diventano carburante alternativo per cervello e muscoli.

24-72 ore

  • Aumentano i livelli di chetoni nel sangue.
  • Si attivano processi di autofagia, con cui le cellule eliminano componenti danneggiati e si rigenerano.
  • Il metabolismo rallenta per risparmiare energia.

Dopo 72 ore

  • Si accentua la perdita di massa muscolare (catabolismo proteico).
  • Rischio di scompensi elettrolitici e cali eccessivi di energia.
  • Aumentano i rischi per organi vitali se il digiuno continua troppo a lungo.

Possibili benefici del digiuno controllato

  • Riduzione dell’infiammazione e dello stress ossidativo.
  • Miglioramento della sensibilità insulinica (utile nella prevenzione del diabete di tipo 2).
  • Autofagia, che contribuisce alla salute cellulare.
  • Alcuni studi collegano il digiuno intermittente a benefici cardiovascolari e cognitivi.

Rischi del digiuno prolungato

  • Ipoglicemia (soprattutto nei diabetici o in chi assume farmaci).
  • Debolezza, vertigini, irritabilità.
  • Perdita di massa muscolare.
  • Scompensi elettrolitici (sodio, potassio, magnesio).
  • Compromissione del sistema immunitario se mantenuto troppo a lungo.
  • Nei soggetti vulnerabili (anziani, bambini, donne in gravidanza, malati cronici) può essere molto pericoloso.

Digiuno intermittente vs digiuno prolungato

  • Il digiuno intermittente (es. 16 ore di digiuno e 8 ore di alimentazione) è generalmente più sicuro e sostenibile.
  • Il digiuno prolungato (>48h) dovrebbe essere fatto solo sotto supervisione medica, per monitorare parametri vitali e bilanci nutrizionali.

Quando è sconsigliato

  • Diabete, malattie cardiache, insufficienza renale o epatica.
  • Gravidanza e allattamento.
  • Disturbi del comportamento alimentare.

Conclusione

Il digiuno prolungato innesca profondi cambiamenti metabolici: da una parte favorisce l’utilizzo dei grassi e l’autofagia, dall’altra può diventare pericoloso per la salute se protratto troppo a lungo o fatto senza controllo medico. Una scelta più equilibrata può essere il digiuno intermittente, che garantisce alcuni benefici riducendo i rischi.

Fonti