Il digiuno prolungato (assenza di cibo per oltre 24 ore) è una pratica che suscita interesse sia in campo scientifico che nelle discipline legate al benessere. In condizioni controllate, può stimolare processi utili come l’autofagia e la riduzione dell’infiammazione, ma se eseguito senza supervisione medica può comportare seri rischi per la salute.
Cosa accade al corpo durante il digiuno prolungato
Prime ore (fino a 12-16h)
- Il corpo utilizza le riserve di glicogeno del fegato e dei muscoli.
- La glicemia rimane relativamente stabile grazie al rilascio di glucosio dal fegato.
16-24 ore
- Esaurite le riserve di glicogeno, l’organismo inizia a consumare grassi come fonte energetica.
- Si producono corpi chetonici, che diventano carburante alternativo per cervello e muscoli.
24-72 ore
- Aumentano i livelli di chetoni nel sangue.
- Si attivano processi di autofagia, con cui le cellule eliminano componenti danneggiati e si rigenerano.
- Il metabolismo rallenta per risparmiare energia.
Dopo 72 ore
- Si accentua la perdita di massa muscolare (catabolismo proteico).
- Rischio di scompensi elettrolitici e cali eccessivi di energia.
- Aumentano i rischi per organi vitali se il digiuno continua troppo a lungo.
Possibili benefici del digiuno controllato
- Riduzione dell’infiammazione e dello stress ossidativo.
- Miglioramento della sensibilità insulinica (utile nella prevenzione del diabete di tipo 2).
- Autofagia, che contribuisce alla salute cellulare.
- Alcuni studi collegano il digiuno intermittente a benefici cardiovascolari e cognitivi.
Rischi del digiuno prolungato
- Ipoglicemia (soprattutto nei diabetici o in chi assume farmaci).
- Debolezza, vertigini, irritabilità.
- Perdita di massa muscolare.
- Scompensi elettrolitici (sodio, potassio, magnesio).
- Compromissione del sistema immunitario se mantenuto troppo a lungo.
- Nei soggetti vulnerabili (anziani, bambini, donne in gravidanza, malati cronici) può essere molto pericoloso.
Digiuno intermittente vs digiuno prolungato
- Il digiuno intermittente (es. 16 ore di digiuno e 8 ore di alimentazione) è generalmente più sicuro e sostenibile.
- Il digiuno prolungato (>48h) dovrebbe essere fatto solo sotto supervisione medica, per monitorare parametri vitali e bilanci nutrizionali.
Quando è sconsigliato
- Diabete, malattie cardiache, insufficienza renale o epatica.
- Gravidanza e allattamento.
- Disturbi del comportamento alimentare.
Conclusione
Il digiuno prolungato innesca profondi cambiamenti metabolici: da una parte favorisce l’utilizzo dei grassi e l’autofagia, dall’altra può diventare pericoloso per la salute se protratto troppo a lungo o fatto senza controllo medico. Una scelta più equilibrata può essere il digiuno intermittente, che garantisce alcuni benefici riducendo i rischi.
Fonti
- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5783752/
- https://www.healthline.com/nutrition/fasting-benefits
- https://www.nhs.uk/live-well/healthy-weight/fasting-diets/