Endometriosi e glutine: la dieta senza glutine funziona davvero?

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By Alessandra Vitale

Il rapporto tra dieta senza glutine e endometriosi è oggi oggetto di crescente interesse scientifico.

L’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica, colpisce circa il 10% delle donne in età fertile ed è caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina (ad esempio a livello ovarico, nel peritoneo e in altri distretti) ed è associata a dolore pelvico persistente, gonfiore addominale, brain fog, affaticamento e altri sintomi che possono compromettere la qualità di vita.

In alcuni casi può essere asintomatica per anni e ritardare quindi anche di 7-10 anni la diagnosi corretta con conseguente peggioramento dello stadio.

Negli ultimi anni, c’ è stata una crescente attenzione verso la dieta senza glutine in varie patologie tra cui l’endometriosi, soprattutto relativamente ai meccanismi infiammatori che caratterizzano la patologia.

Ma esistono davvero basi scientifiche a supporto?

Per approfondimento generale sull’endometriosi, leggi anche il nostro articolo su Alimentazione ed endometriosi

Perchè l’endometriosi è una malattia infiammatoria?

L’endometriosi non è solo la presenza di tessuto endometriale in sedi anomale: è anche una condizione che crea un’infiammazione costante.

donna con mani sull'addome a rappresentare dolore pelvico o endometriosi
Figura 1 – Endometriosi. [Fonte: Unsplash]

Questo significa che l’organismo non è solamente infiammato ma anche sempre teso/in allerta e quindi con meccanismi di difesa che nel tempo possono contribuire al dolore e al peggioramento dei sintomi.

Il nostro corpo infatti lo riconosce come qualcosa “fuori posto”, attiva una risposta infiammatoria, richiama le cellule immunitarie e rilascia sostanze che favoriscono gonfiore e dolore.

Il problema è che questa normale risposta non si spegne mai, rimane costante e si cronicizza.

Qual è il legame tra infiammazione e alimentazione?

Se come abbiamo detto l’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica, è naturale pensare che fattori esterni come l’alimentazione possano influire su questo processo.

L’alimentazione infatti non è solo fonte di nutrimento, ma può essere utilizzata anche come supporto alle terapie ormonali generalmente prescritte in questa patologia.

Che cos’è il glutine?

Il glutine è un complesso proteico presente in diversi cereali come frumento, orzo, segale.

Non si tratta di una sostanza singola, ma di un insieme di proteine che conferiscono elasticitĂ  e struttura a molti impasti.

Dal punto di vista nutrizionale, il glutine non è una proteina “essenziale”, ma non è nemmeno dannosa per la popolazione in generale.

Esistono tuttavia condizioni specifiche in cui il glutine può provocare una risposta avversa, la piĂą nota è la celiachia, una malattia autoimmune in cui l’assunzione di glutine provoca una reazione immunitaria che danneggia la mucosa intestinale.

Perchè si parla così tanto di gluten free?

Negli ultimi anni, il concetto di gluten free si è esteso oltre alla celiachia.

Molte persone senza alcuna diagnosi hanno iniziato ad eliminare il glutine riferendo poi un minore senso di gonfiore, stanchezza e disturbi intestinali.

Questo ha creato l’idea che il glutine sia infiammatorio. Il glutine è diventato una sorta di simbolo del cibo problematico, anche se il discorso è molto più complesso di così.

Il mercato gluten free ha assunto un posizionamento ben chiaro: molti prodotti etichettati come gluten free vengono percepiti come piĂą sani, leggeri e naturali, indipendemente dalla loro reale composizione nutrizionale.

Cosa dice davvero la ricerca clinica?

Un articolo pubblicato su AJOG Global Reports 2024, analizza in modo critico la dieta senza glutine.

Gli autori dello studio hanno analizzato 48 articoli a riguardo ma solo sei sono stati presi in considerazione seguendo dei parametri precisi.

Tra questi solamente nello studio di Marziali et al.(2012), che viene spesso citato a favore della dieta senza glutine ed endometriosi e che non prevedeva però un gruppo di controllo, si può ipotizzare una correlazione.

Non possiamo quindi affermare con certezza che vi siano evidenze cliniche sufficienti per supportare questa tesi.

Va inoltre considerato che molti studi disponibili presentano campioni numericamente limitati e metodologie differenti, rendendo difficile confrontare i risultati e trarre conclusioni definitive.

L’assenza di studi randomizzati controllati rappresenta ancora oggi uno dei principali limiti della letteratura.

I benefici percepiti infatti possono derivare da diversi fattori come per esempio una dieta Low FODMAP, responsabili di gonfiore e disturbi gastrointestinali.

I FODMAP (Fermentable, Oligosaccharide, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols) sono carboidrati a catena corta che sono scarsamente digeribili e assorbiti quindi nell’intestino tenue: possono fermentare causando gonfiore, dolore addominale e disturbi gastrointestinali.

Alcuni esempi di alimenti ricchi di Fodmap: cereali (pane, pizza, pasta), verdure (carciofi, cipolla, funghi), frutta (mele, pere, anguria, ciliegie), latticini (latte vaccino, gelato, formaggi freschi), altri come legumi e dolcificanti industriali.

Una riduzione degli alimenti ad alto contenuto di Fodmap può contribuire ad alleviare alcuni sintomi intestinali, indipendentemente dal glutine.

Come orientarsi tra moda e scienza?

Quando una strategia alimentare diventa popolare è facile che sia percepita come soluzione universale.

Tuttavia nel caso dell’endometriosi, le evidenze scientifiche attuali non consentono di raccomandare l’eliminazione del glutine in modo universale.

Molte donne cercano soluzioni perché vivono con dolore cronico e con una malattia spesso invisibile.

Quando si convive con questo tipo di patologia è normale cercare strumenti concreti per sentirsi più attive nella gestione della propria salute. In questo contesto, la dieta senza glutine può apparire come una soluzione semplice, accessibile ma soprattutto immediata.

Tuttavia è importante distinguere tra ciò che nasce dal bisogno di trovare sollievo e ciò che ha evidenze scientifiche solide.

L’alimentazione può supportare, ma deve essere personalizzata, equilibrata e guidata da professionisti sanitari competenti.

Approccio multidisciplinare per l’endometriosi

L’endometriosi è una patologia complessa e multifattoriale, che raramente può essere gestita da un singolo intervento.

L’approccio più efficace è spesso multidisciplinare: ginecologo per diagnosi e supporto farmacologico, nutrizionista per l’alimentazione, ostetrica/fisioterapista per il controllo del pavimento pelvico, associazioni endometriosi per l’impatto emotivo.

Informarsi sempre con spirito critico può diventare la nostra bussola tra tendenze diffuse e reali evidenze scientifiche.

Ad oggi, l’eliminazione del glutine non può essere considerata una raccomandazione universale, ma può essere valutata caso per caso all’interno di un percorso clinico personalizzato.

La vera consapevolezza nasce dalla conoscenza, non dalla paura.

Fonti

  • Marziali et al., 2012. Gluten-free diet in patients with endometriosis.
  • AJOG Global Reports, 2024 Review on gluten-free diet and endometriosis. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/

Crediti immagini

  • Immagine in evidenza: https://www.clinicaruggiero.com/wp-content/themes/yootheme/cache/ce/Endometriosi-ceddea89.jpeg
  • Figura 1: Helio E. Lopez Vega – Unsplash