Cosa fare in caso di scabbia negli adulti e nei bambini: guida pratica al trattamento

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By Francesco Centorrino

Revisionato dal Medical Board

Scabbia: come riconoscerla e trattarla subito in famiglia con terapie sicure per adulti e bambini.

Questo articolo spiega cosa fare in caso di scabbia negli adulti e nei bambini, dai primi sintomi alle terapie topiche e orali, alle norme igieniche e alla gestione dei conviventi. È utile a genitori, caregiver, insegnanti e chi vive in comunità perché fornisce indicazioni chiare, basate su linee guida, per interrompere il contagio e ridurre il prurito. Il target è chi cerca informazioni affidabili su scabbia, parassitosi cutanea e infestazione da Sarcoptes scabiei in ambito microbiologico e dermatologico.

Introduzione

La scabbia è un’infestazione contagiosa della pelle causata dall’acaro Sarcoptes scabiei var. hominis. L’acaro femmina scava cunicoli nello strato corneo e depone uova, scatenando un prurito intenso, soprattutto notturno. Negli adulti le lesioni si concentrano tra le dita, ai polsi, alle ascelle, all’inguine e sui genitali. Nei bambini, soprattutto sotto i due anni, coinvolge anche volto, cuoio capelluto, palmi e piante dei piedi.

Sapere cosa fare in caso di scabbia significa agire in modo coordinato: trattare il caso indice e tutti i contatti stretti nello stesso momento, applicare correttamente lo scabicida e decontaminare biancheria e ambiente. Un errore frequente è trattare solo chi ha già i sintomi. L’incubazione dura 2-6 settimane al primo contagio; nel frattempo la persona è già infettiva.

Il trattamento della scabbia di prima linea è la permetrina 5% in crema, sicura dai 2 mesi di vita. L’ivermectina orale è un’alternativa o un’integrazione nei casi estesi, crostosi o di scarsa aderenza alla terapia topica, ma non si usa sotto i 15 kg e in gravidanza senza valutazione specialistica.

Cos’è la scabbia e come si riconosce

L’acaro e il ciclo biologico

Sarcoptes scabiei è un parassita obbligato dell’uomo. La femmina misura circa 0,3-0,5 mm e vive 4-6 settimane. Dopo l’accoppiamento scava un cunicolo e depone 2-3 uova al giorno. Le larve emergono in 2-4 giorni e raggiungono lo stadio adulto in circa 10-14 giorni. Per questo i farmaci non sempre ovicidi richiedono una seconda applicazione a 7 giorni.

Il prurito da scabbia è una reazione di ipersensibilità agli acari, alle uova e agli escrementi. Alla prima infestazione i sintomi compaiono dopo settimane; in caso di reinfezione anche in 1-4 giorni.

Sintomi negli adulti e nei bambini

Negli adulti i segni tipici sono:

  • prurito notturno intenso
  • papule e vescicole
  • cunicoli sottili grigiastri
  • lesioni da grattamento tra dita, polsi, gomiti, ombelico e genitali

Nei bambini il quadro è più esteso: volto, cuoio capelluto, palmi e piante. Possono comparire vescicole, pustole e, per il grattamento, sovrainfezioni batteriche come impetigine.

Consiglio: non aspettare i cunicoli visibili; il prurito notturno in più conviventi è già un segnale d’allarme.

Cosa fare subito: i primi passi

Quando si sospetta la scabbia occorre:

  1. consultare il medico o il pediatra per la conferma
  2. non applicare creme “fai da te” prima della visita
  3. informare conviventi, partner e, se necessario, scuola o asilo
  4. preparare biancheria e vestiti degli ultimi 3 giorni per il lavaggio a 60 °C

L’allontanamento da scuola o lavoro dura in genere fino al giorno successivo all’inizio della terapia corretta. Non servono insetticidi ambientali: l’acaro sopravvive poco fuori dall’ospite.

Trattamento della scabbia negli adulti

Permetrina 5% crema

La permetrina 5% è il farmaco di prima scelta. Si applica su tutta la cute dal collo in giù, con attenzione a spazi interdigitali, unghie, pieghe, genitali e glutei. Si lascia in posa 8-12 ore (di solito durante la notte) e si risciacqua. Si ripete dopo 7 giorni.

Un adulto può richiedere 30-60 g per applicazione. Non fare un bagno molto caldo prima: aumenta l’assorbimento e l’irritazione. Se si lavano le mani prima delle 8 ore, si riapplica la crema.

Ivermectina orale

L’ivermectina si somministra a 200 µg/kg, spesso con il cibo per migliorare l’assorbimento, e si ripete dopo 7-14 giorni. È utile in chi non riesce ad applicare bene la crema, in focolai familiari e nella scabbia crostosa.

Alternative

Il benzoato di benzile 25% si usa per 2-3 giorni consecutivi. Può irritare. Lo zolfo 5-10% è un’opzione in gravidanza o nei neonati, ma è meno gradevole.

Trattamento della scabbia nei bambini

Bambini sopra i 2 mesi

La permetrina 5% è autorizzata dai 2 mesi. Nei piccoli si applica anche su testa, viso (evitando occhi e bocca) e cuoio capelluto. La quantità dipende dal peso: pochi grammi nei lattanti, fino a metà tubo nei bambini più grandi.

Si lascia agire 8-12 ore e si ripete a 7 giorni. I guanti o le calze possono evitare che il bambino porti la crema alla bocca.

Neonati sotto i 2 mesi

Sotto i 2 mesi si valuta lo specialista. Si può usare zolfo o benzoato diluito secondo protocollo. L’ivermectina non è indicata sotto i 15 kg.

Errori da evitare nei bambini

  • trattare solo il piccolo sintomatico
  • dimenticare cuoio capelluto e piante dei piedi
  • interrompere la posa troppo presto
  • non lavare peluche e lenzuola

Consiglio: tratta tutti i conviventi lo stesso giorno, anche se asintomatici.

Scabbia crostosa e casi speciali

La scabbia crostosa (norvegese) colpisce immunocompromessi e anziani. Ci sono migliaia di acari e croste spesse. Serve terapia combinata: permetrina ripetuta, cheratolitici e più dosi di ivermectina. Il paziente è altamente contagioso e richiede isolamento da contatto.

In gravidanza e allattamento la permetrina è generalmente considerata accettabile. L’ivermectina si valuta solo se il beneficio supera i rischi.

Igiene della casa e prevenzione delle recidive

Oltre al farmaco è essenziale:

  • lavare a 60 °C lenzuola, asciugami, biancheria e vestiti usati nei 3 giorni precedenti
  • mettere in sacchetti chiusi per almeno 3-7 giorni ciò che non si lava
  • aspirare materassi e divani
  • non condividere asciugamani e vestiti durante il trattamento

Il prurito può durare 2-4 settimane dopo la morte degli acari: è una reazione immunitaria, non necessariamente fallimento. Se compaiono nuovi cunicoli dopo 4 settimane si rivaluta la terapia.

Gestione del prurito e delle complicanze

Antistaminici orali e emollienti aiutano. Se ci sono lesioni impetiginizzate servono antibiotici. Evitare corticosteroidi topici potenti prima della diagnosi: possono mascherare il quadro.

Conclusioni

Cosa fare in caso di scabbia negli adulti e nei bambini si riassume in tre azioni simultanee: terapia scabicida corretta e ripetuta, trattamento di tutti i contatti stretti e decontaminazione di biancheria e ambiente. La permetrina 5% resta il pilastro per la maggior parte dei casi; l’ivermectina completa lo schema nelle situazioni complesse. Intervenire presto riduce prurito, sovrainfezioni e diffusione in famiglia e a scuola. Consultare sempre il medico per posologia e follow-up.

Domande Frequenti

Chi deve essere trattato in caso di scabbia? Tutti i conviventi e i contatti pelle-a-pelle prolungati, anche asintomatici, perché l’incubazione è lunga e l’acaro si trasmette prima dei sintomi evidenti. Consiglio: sincronizza il giorno del trattamento di tutta la famiglia.

Cosa causa la scabbia e quali farmaci si usano? L’infestazione da Sarcoptes scabiei; i farmaci di riferimento sono permetrina 5% topica e, quando indicato, ivermectina orale. Consiglio: non sostituire lo scabicida con rimedi empirici.

Quando si può tornare a scuola o al lavoro? Di solito dal giorno successivo all’inizio della terapia correttamente applicata, coprendo eventuali ferite aperte. Consiglio: avvisa la struttura solo se richiesto dal protocollo locale.

Come si applica la crema nei bambini piccoli? Su tutto il corpo, incluso cuoio capelluto e viso (evitando occhi e bocca), per 8-12 ore, con ripetizione a 7 giorni. Consiglio: fai applicare la crema da un adulto e proteggi le mani del bambino.

Dove si localizzano le lesioni tipiche? Negli adulti tra dita, polsi, ascelle e genitali; nei bambini anche volto, palmi e piante. Consiglio: ispeziona le pieghe alla luce buona.

Perché il prurito continua dopo la cura? Perché la reazione allergica agli antigeni dell’acaro persiste anche dopo l’eradicazione. Consiglio: se dopo 4 settimane compaiono nuovi cunicoli, rivolgiti di nuovo al medico.

Fonti

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