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Nella corsa globale alla decarbonizzazione, l’Europa si è posta come leader mondiale, riducendo le emissioni di gas serra e accelerando la transizione verso le energie rinnovabili. Tuttavia, i dati più recenti rivelano un conflitto preoccupante tra le diverse forme di energia “pulita”. Quello che gli scienziati chiamano il “paradosso della mitigazione” sta emergendo con forza: alcune scelte fatte per salvare il clima stanno, in realtà, danneggiando la nostra salute e le nostre foreste. Al centro di questa contraddizione ci sono i rischi biomassa legati all’uso della biomassa solida.
Il peso della biomassa solida
Sebbene sia classificata come fonte rinnovabile, la combustione di biomassa (legna e pellet) per il riscaldamento domestico rappresenta oggi una delle principali minacce alla qualità dell’aria nel nostro continente. Secondo il rapporto Lancet Countdown 2026, nel 2023, la biomassa solida ha costituito ben il 31% del consumo totale di energia rinnovabile in Europa.

Il problema risiede in ciò che esce dai camini. Le emissioni di CO2 del settore residenziale sono diminuite del 30% grazie all’abbandono dei combustibili fossili. Tuttavia, la mortalità attribuibile al particolato fine (PM2.5) derivante dalla biomassa è aumentata del 4% tra il 2000 e il 2022. Questa combustione rilascia PM2.5 e carbonio nero, un inquinante altamente tossico. Il carbonio nero, o black carbon, è una frazione del particolato formata da fuliggine. Esso assorbe la radiazione solare, contribuendo al riscaldamento globale. Una volta inalato, penetra profondamente nei polmoni causando gravi patologie respiratorie e cardiovascolari. Paradossalmente, per unità di energia prodotta, la biomassa rilascia più CO2 dei combustibili fossili. Questa differenza di carbonio viene compensata solo dopo decenni di ricrescita delle foreste.
Rischio biomassa: foreste in ritirata
L’uso massiccio di legna come combustibile sta accelerando la perdita di copertura arborea in Europa a ritmi senza precedenti. Le foreste sono la nostra principale “spugna” di carbonio, eppure la loro distruzione è aumentata dell’80% nel periodo 2014-2023 rispetto al decennio precedente. La silvicoltura è la disciplina che si occupa della gestione dei boschi per produrre legname in modo sostenibile o per fini ecologici. Oggi, la forte domanda di biomassa per scopi energetici sta spingendo questa pratica. È proprio questa attività a essere indicata come il driver principale della perdita di copertura arborea. Negli ultimi vent’anni, solo 22 paesi europei su 53 hanno registrato un guadagno netto di alberi superiore all’1%. Questo dato mette seriamente a rischio gli obiettivi di neutralità climatica fissati per il 2030.

La doppia trappola: caldo e inquinamento
Questo paradosso, amplificato dai rischi biomassa, diventa letale durante le ondate di calore. La guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea un rischio grave. L’inquinamento da PM2.5 agisce insieme alle alte temperature, aumentando drasticamente il rischio di mortalità.
In queste situazioni, i cittadini ricevono consigli contraddittori. Per combattere il calore, si raccomanda di ventilare la casa di notte. Tuttavia, per proteggersi dall’aria inquinata, le finestre dovrebbero restare chiuse.
Questa “doppia esposizione” colpisce duramente le popolazioni più vulnerabili, come gli anziani e i malati cronici. Infatti, queste persone spesso non dispongono di sistemi di filtrazione dell’aria o di condizionamento efficiente.
Verso una vera energia pulita
La soluzione non è tornare ai combustibili fossili, ma accelerare il passaggio a tecnologie rinnovabili che siano veramente pulite, anche per l’aria che respiriamo. Secondo il Lancet Countdown è necessario dare priorità assoluta alle pompe di calore e al solare termico per il riscaldamento residenziale. È necessario, quindi, abbandonare i sistemi basati sulla combustione che alimentano i rischi biomassa.
Le pompe di calore sono sistemi ad alta efficienza che non bruciano combustibili. Queste macchine trasferiscono calore dall’esterno (aria, acqua o terreno) all’interno dell’edificio. Per farlo, utilizzano un ciclo frigorifero e sfruttano l’energia elettrica.
Il solare termico, invece, è una tecnologia diversa. Cattura l’energia solare tramite pannelli collettori per riscaldare un fluido, solitamente acqua, poi utilizzata per il fabbisogno domestico.

Come funziona una pompa di calore?
Immagina la pompa di calore come un “trasportatore di calore”. A differenza di un camino o di una caldaia a gas, la pompa di calore non brucia nulla per creare calore. Invece, “ruba” il calore che è già presente fuori (anche se fa freddo, nell’aria o nel terreno c’è sempre un po’ di energia termica) e lo sposta dentro casa.
Per trasportare il calore usa un meccanismo chiamato ciclo frigorifero.
- All’interno della macchina circola un liquido speciale, chiamato refrigerante, capace di catturare il calore.
- Il liquido assorbe il calore che si trova all’esterno. Poi, grazie a un componente chiamato compressore (che funziona con l’energia elettrica), il liquido è compresso: questo passaggio lo rende caldissimo.
- A questo punto, il liquido trasporta tutto quel calore dentro casa e lo rilascia per scaldare le stanze.
Perché è speciale?
Di solito, in natura, il calore si sposta sempre dal caldo verso il freddo. La pompa di calore fa l’esatto opposto: costringe il calore ad andare controcorrente, cioè dal freddo dell’esterno verso il caldo dell’interno. L’energia elettrica alimenta il compressore, ovvero il “motore” del sistema. Grazie a questo meccanismo, si può forzare il processo di scambio termico. In questo modo, scaldiamo la casa in modo efficiente e senza inquinare l’aria che respiriamo.
Che cos’è il solare termico?
Hai presente quando lasci una bottiglia d’acqua al sole in estate e, dopo un po’, l’acqua diventa caldissima? Ecco, il solare termico funziona esattamente seguendo questo principio naturale, ma in modo super tecnologico ed efficiente.
Non dobbiamo confonderlo con i pannelli fotovoltaici: quelli servono a creare elettricità, mentre i pannelli solari termici servono a produrre acqua calda.
Com’è fatto e come funziona?
Il sistema è composto da tre elementi principali.
- Il Pannello Collettore: è la parte visibile sul tetto. All’interno di questo pannello ci sono dei tubi dove scorre un fluido (acqua o una miscela speciale). Il pannello è progettato per catturare il più possibile i raggi del sole e trasformarli in calore.
- L’Effetto Serra: il pannello è coperto da un vetro speciale che lascia entrare la luce del sole ma non lascia uscire il calore che si è formato all’interno. È lo stesso motivo per cui dentro una macchina parcheggiata al sole fa molto più caldo che fuori!
- Il Serbatoio (o Bollitore): il liquido che si è scaldato nel pannello circola fino a un grande serbatoio situato dentro casa. Qui, il calore viene passato all’acqua che si usa per i vari scopi domestici (fare la doccia, lavare i piatti o scaldare i termosifoni).
Una volta installato l’impianto, il costo per scaldare l’acqua è praticamente nullo. Inoltre, non c’è nessuna combustione (non si bruciano gas, legna o carbone). Questo sistema non emette nemmeno un grammo di CO2 o di fumo inquinante. Anche se il sole è più debole o ci sono delle nuvole, il pannello riesce comunque a raccogliere energia termica. Certo, in inverno sarà meno potente, ma è comunque un aiuto fondamentale per ridurre l’uso della caldaia.
Rischi biomassa: strategie per il futuro
L’estate del 2026 ci sta ricordando che la salute umana e quella planetaria sono indissolubilmente legate. Raggiungere l’obiettivo zero morti da calore promosso dall’OMS richiede non solo di raffrescare le città, ma di smettere di inquinare l’aria che dovrebbe proteggerci.
Per risolvere i rischi biomassa, gli esperti suggeriscono tre interventi chiave.
- Sostituzione tecnologica: transizione dai camini e dalle stufe a biomassa verso sistemi elettrici ad alta efficienza (pompe di calore).
- Efficienza energetica: migliorare l’isolamento termico degli edifici per ridurre drasticamente la domanda complessiva di energia per il riscaldamento.
- Integrazione delle politiche: adottare approcci integrati che considerino simultaneamente la mitigazione climatica e la protezione della salute. Evitare incentivi per sistemi di riscaldamento a combustione nelle aree urbane.
Fonti:
- Kriit, H. K., Chen-Xu, J., Semenza, J. C., et al. (2026). The 2026 Europe report of the Lancet Countdown on health and climate change: narrowing window for decisive health action. The Lancet Public Health, 11(5), e386–407. https://doi.org/10.1016/S2468-2667(26)00025-3.
- Noël, B., Aðalgeirsdóttir, G., Pálsson, F., Wouters, B., Lhermitte, S., Haacker, J. M., & van den Broeke, M. R. (2022). North Atlantic Cooling is Slowing Down Mass Loss of Icelandic Glaciers. Geophysical Research Letters, 49(3), e2021GL095697. https://doi.org/10.1029/2021GL095697.
- World Health Organization (WHO) Regional Office for Europe. (2026). Heat–health action plans: guidance. Second edition. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe. ISBN: 9789289062930.
- Zhang, R., Sun, C., Zhu, J., Zhang, R., & Li, W. (2020). Increased European heat waves in recent decades in response to shrinking Arctic sea ice and Eurasian snow cover. npj Climate and Atmospheric Science, 3(7). https://doi.org/10.1038/s41612-020-0110-8.
Immagini:
- Immagine di copertina: A cura dell’autrice, realizzata sfruttando l’intelligenza artificiale.
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