Eikenella corrodens

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Caratteristiche

Eikenella corrodens (fig. 1) è un batterio gram negativo, anaerobio facoltativo, asporigeno, non mobile caratterizzato da forma bastoncellare. Fu identificato per la prima volta nel 1958 da M. Eiken che lo chiamò Bacteroides corrodens.

Facciamo riferimento ad un microorganismo commensale della cavità orale umana, del tratto respiratorio superiore e di quello urogenitale, facente parte degli organismi Hacek e, pertanto, responsabile dell’insorgenza del 5 – 10% dei casi di endocardite infettiva. Specificamente, in quanto patogeno opportunistico, è spesso associato ad altri patogeni batterici nel causare infezioni batteriche miste, specialmente della regione oro-faringeo e del tratto respiratorio.

Inoltre, E. corrodens si caratterizza per essere costituito da un contenuto di GC nel suo DNA genomico pari a 56 – 58 % ed è biochimicamente inattivo. Non fermenta il glucosio e altri carboidrati né produce acido. È negativo per catalasi, ureasi, arginina deidrogenasi e indolo, ma è positivo per la riduzione dei nitrati, così come per la lisina decarbossilasi e l’ossidasi. Questa caratteristica è importante perché gli consente di generare energia attraverso la deaminazione ossidativa della prolina sita nella cavità orale.

Filogenesi

DominioProkaryota
RegnoBacteria
PhylumProteobacteria
ClasseBetaproteobacteria
OrdineNeisseriales
FamigliaNeisseriaceae
GenereEikenella
SpecieCorrodens

Morfologia delle colonie

E. corrodens è un bacillo pleomorfo che, delle volte, si presenta sotto forma di coccobacillo. Si distingue per essere caratterizzato da dimensioni pari a 1,5 – 4 μm in lunghezza e 0,3 – 0,4 μm in larghezza. Il diametro della colonia varia da 0,2  mm a 0,5 mm (dopo 24 ore di coltura) o da 0,5 mm a 1.0 mm (dopo 48 h di coltura).

Eikenella corrodens al microscopio ottico Eikenella corrodens
Figura 1 – E. corrodens al microscopio ottico

Le colonie sono piccole e grigiastre, producono una colorazione verdastra dell’agar in cui crescono ed a livello del quale determinano la produzione di una tipica depressione (o “fossa”) ed hanno un debole odore di candeggina. Esse sono dotate di un bordo ruvido e rifrangente.

Eikenella corrodens su agar cioccolato
Figura 2 – E. corrodens su agar cioccolato

Patogenesi

E. corrodens è un parodontopatogeno responsabile dell’insorgenza di endocarditi infettive. Tali infezioni sono solitamente il risultato di una scarsa igiene orale, di un’infezione parodontale, di infezioni da ferite da morso (in particolare “morso inverso“, “morso da combattimento” o ” ferite a pugno chiuso “) ed infezioni ginecologiche.

Queste infezioni sono più comuni nei pazienti con tumori della testa e del collo, nei diabetici insulino dipendenti e nei tossicodipendenti per via endovenosa che leccano gli aghi (“osteomielite da leccata di aghi“). Esse sono tipicamente indolenti e maleodoranti imitando quelle anaerobiche.

Metodi di identificazione

Cresce in condizioni aerobiche (per cui richiede emina) e anaerobiche, ma necessita di un’atmosfera potenziata dal 3–10% di anidride carbonica, una temperatura ottimale di 35°C – 37°C ed un pH corrispondente a 7,3 . Parliamo di una specie non emolitica.

Eikenella corrodens su agar sangue
Eikenella corrodens
Figura 3 – E. corrodens su agar sangue

Dopo Incubazione notturna su agar sangue le colonie sono molto piccole o possono non essere visibili per alcuni giorni. Esse sono umide, con centro chiaro e caratterizzate da crescita piatta talvolta diffondente. Inoltre, nelle colture più vecchie si può manifestare colorazione gialla per addensamento cellulare.

Terapia

E. corrodens può essere trattato con penicillinacefalosporine o tetracicline . È intrinsecamente resistente ai macrolidi (come l’eritromicina), la clindamicina ed il metronidazolo. Inoltre, risulta essere suscettibile ai fluorochinoloni in vitro, ma a tal proposito non sono disponibili prove cliniche.

Giovanna Spinosa

Fonti

  • https://www.sciencedirect.com/topics/medicine-and-dentistry/eikenella-corrodens;
  • https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/malattie-infettive/bacilli-gram-negativi/infezioni-da-microrganismi-hacek;
  • https://bmcinfectdis.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12879-019-4256-0;
  • http://www.apsi.it/public/ufiles/smi/id12_2_3_rev_it_140311%20It.pdf.
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