ACE Inibitori

Gli ACE-inibitori sono farmaci che trovano impiego specialmente nella terapia dell’ipertensione arteriosa, del post-infarto del miocardio e dell’insufficienza cardiaca cronica. Questi farmaci sono inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE, ossia Angiotensin Converting Enzyme), che fa parte di una cascata regolatrice della pressione arteriosa (sistema renina-angiotensina-aldosterone).

Antipertensivi: descrizione, principi attivi ed indicazioni terapeutiche

Antipertensivi: generalità, principi attivi, indicazioni ed applicazioni terapeutiche, effetti avversi, controindicazioni e tossicità.

Sulfamidici

I sulfamidici sono farmaci sintetici ad azione antibatterica, sono antibiotici ad ampio spettro batteriostatici. Dal punto di vista chimico, i sulfamidici sono delle solfonammidi derivanti da coloranti azoici. I sulfamidici furono fra i primi antibatterici messi in commercio e utilizzati in terapia. Oggi i sulfamidici vengono usati meno, al loro posto si preferisce utilizzare antibiotici come le penicilline o le cefalosporine.

Chinoloni e fluorochinoloni

I fluorochinoloni sono farmaci ad uso locale e sistemico di origine sintetica introdotti nell’uso clinico dalla fine degli anni cinquanta; un gruppo di ricerca, durante la sintesi della clorochina, isolò un composto chinolonico, avente proprietà antibatterica. Nell’uso comune vengono definiti antibiotici ma, in senso stretto, non potrebbero essere inclusi in questa classe perché non sono molecole di origine naturale ma solo di sintesi, quindi possono essere definiti chemioterapici.

Aminoglicosidi

Gli aminoglicosidi rappresentano una famiglia di farmaci antibatterici dotati di elevatissima efficacia e caratterizzati da una potente azione battericida: nel corso degli anni la sintesi di nuovi composti ha radicalmente diminuito l’incidenza di effetti collaterali che in passato ne aveva limitato l’utilizzo. Impiegati di preferenza in ambito ospedaliero in occasione di infezioni gravi e spesso in associazione con gli antibiotici betalattamici, per l’elevato sinergismo; le molecole più recenti, per la loro efficacia e sicurezza, trovano comunque largo impiego anche nella pratica extra-ospedaliera.

Macrolidi

I macrolidi costituiscono una classe di antibiotici di origine naturale, il capostipite dei quali è l’eritromicina, ottenuta da colture di Streptomyces erythraeus. Essi costituiscono i farmaci di elezione per trattare alcuni tipi d’infezione in pazienti che hanno manifestato reazioni allergiche alle penicilline, poiché possiedono uno spettro d’azione simile.
I macrolidi possiedono attività batteriostatica (cioè inibiscono la crescita batterica), ma a concentrazioni elevate possono diventare anche battericidi (cioè sono in grado di uccidere le cellule batteriche).

Le tetracicline

Le tetracicline sono un vasto gruppo di farmaci antibatterici inibitori della sintesi proteica, efficaci contro i batteri Gram-positivi, Gram-negativi aerobi e anaerobi, contro brucelle e diarree causate da Escherichia coli. Inoltre, esse sono attive nei confronti di alcuni microorganismi resistenti agli antibiotici che agiscono sulla parete cellulare batterica, quali le rickettsie, le clamidie, i micoplasmi e i fitoplasmi. L’azione farmacologica delle tetracicline è di tipo batteriostatico e si esplica attraverso l’inibizione della sintesi proteica dei batteri sensibili tramite il legame specifico e reversibile alla subunità 30Snribosomiale. La conseguenza è il blocco dell’entrata dell’aminoacil t-RNA nel sito acceleratore, presente nel complesso mRNA-ribosoma e, quindi, l’arresto dell’allungamento della catena peptidica.