Intervista con Shamiram Feinglass sul SARS-COV-2

Intervista con Shamiram Feinglass, Global Chief Medical Officer di Beckman Coulter

Cosa possono dirci i test sugli anticorpi? perché sarà utile conoscere lo stato immunitario delle persone?

I test sugli anticorpi, noti anche come test sierologici, ci dicono se una persona ha sviluppato una risposta immunitaria in seguito ad un’infezione. Questi test svolgono un ruolo fondamentale nel capire che livello di risposta immunitaria una persona ha sviluppato contro il virus SARS-CoV-2. Questo tipo di conoscenza potrebbe aiutare ad identificare chi è più a rischio di infezione o quando una persona precedentemente infettata potrà tornare a lavorare in sicurezza. Test su scala più ampia forniranno una panoramica dello stato immunitario della popolazione e saranno potenzialmente d’aiuto nella gestione futura del virus.

Qual è la differenza tra IgM e IgG? quali sono i vantaggi dati dal rilevare entrambi i tipi di anticorpo?

Nei giorni subito successivi all’infezione è possibile rilevare solo il virus. Quello è il momento in cui si moltiplica e può essere trasmesso ad altri. A quel punto, i test diagnostici molecolari basati sulla PCR possono essere utilizzati per individuare il virus. In seguito, il sistema immunitario inizia a rispondere alla carica virale come parte della fase acuta dell’infezione. Questo è il momento in cui vengono prodotti gli anticorpi IgM e aumentano per combattere il virus. Successivamente si raggiunge la fase di convalescenza dell’infezione e vengono prodotte le IgG, mentre le IgM cominciano a diminuire. Si pensa che le IgG forniscano la risposta immunitaria necessaria a ridurre gli effetti di un’infezione futura.

Beckman Coulter sta sviluppando test per identificare gli anticorpi IgM e IgG contro il SARS-CoV-2. Può darci un’idea generale di come funzionano questi test?

Stiamo sviluppando due test separati, uno per le IgG e uno per le IgM. Il test per le IgG verrà lanciato a metà giugno, seguito subito dopo da un test per le IgM. Entrambi i test saranno disponibili su diversi tipi di analizzatori Beckman Coulter, tra cui il DxI 800 ad alta produzione (fino a 200 test/ora) progettato per i grandi laboratori, il DxI 600 (fino a 100 test/ora) per i laboratori di medie dimensioni e gli analizzatori DxCi e Access 2 (fino a 50 test/ora) per i laboratori più piccoli.

Il nostro test Access SARS-CoV-2 IgG rileva gli anticorpi contro il dominio di legame del recettore (RBD) della proteina spike, che può rivelarsi fondamentale per l’immunità. Studi di laboratorio hanno dimostrato che gli anticorpi contro l’RBD hanno capacità di neutralizzazione in vitro, indicandoli come possibile ed efficace misurazione dell’immunità rispetto agli anticorpi contro altre proteine virali. Anche se il coronavirus utilizza molte proteine diverse per replicarsi e invadere le cellule, la proteina spike è la principale proteina di superficie utilizzata per legarsi a un recettore cellulare umano. Dopo che la proteina spike si lega al recettore, la membrana virale si fonde con la membrana cellulare umana, permettendo al genoma del virus di entrare nelle cellule umane e iniziare l’infezione.

Una volta entrati in contatto con il virus, quanto tempo ci mettono i test a identificare gli anticorpi?

L’IgM è il primo tipo di anticorpo che si sviluppa in un’infezione e può essere rilevato circa 4-7 giorni dopo l’insorgere dei sintomi.

Cosa si sa finora sull’immunità umana al SARS-CoV-2?

Una volta che viene contratto un virus, il corpo umano inizia a costruire una risposta immunitaria contro di esso. Tuttavia, la risposta immunitaria non dipende solo dal virus, ma anche dalla persona. In questo momento non sappiamo per quanto tempo gli anticorpi al SARS-CoV-2 rimangano nell’organismo.

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