Il calo dell’udito unilaterale può segnalare un tumore del rinofaringe, patologia rara ma importante da riconoscere precocemente.
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Questo articolo spiega perché il calo dell’udito da un solo lato è un campanello d’allarme del tumore del rinofaringe, come si collega all’ostruzione della tuba di Eustachio e all’infezione da EBV, quali altri segni cercare e quando rivolgersi allo specialista. È pensato per lettori attenti alla salute, pazienti, familiari e professionisti interessati a oncologia, otorinolaringoiatria e microbiologia medica, perché una diagnosi tempestiva cambia la prognosi di una malattia ancora poco conosciuta in Occidente.
Introduzione
Il tumore del rinofaringe, o carcinoma nasofaringeo, nasce nella parte alta della faringe, dietro il naso e sopra il palato molle. In Italia colpisce circa 400 persone l’anno, spesso tra i 40 e i 50 anni, con prevalenza maschile.
A differenza di altri tumori della testa e del collo, questa neoplasia è fortemente associata al virus di Epstein-Barr e può esordire in modo subdolo. Il calo dell’udito da un solo lato è uno dei segnali più sottovalutati: deriva dall’ostruzione della tuba di Eustachio e dalla formazione di liquido nell’orecchio medio. Riconoscerlo evita ritardi diagnostici che peggiorano lo stadio di malattia.
Cos’è il tumore del rinofaringe
Il rinofaringe è una nicchia anatomica difficile da ispezionare a occhio nudo. Qui si sviluppano soprattutto carcinomi non cheratinizzanti, spesso legati a EBV. La lesione può infiltrare la mucosa, lo spazio parafaringeo e l’orifizio tubarico prima di diventare evidente.
L’epidemiologia è particolare: è frequente nel Sud-Est asiatico, nel Maghreb e nel bacino del Mediterraneo, meno comune in Europa occidentale, ma l’Italia ha numeri tra i più alti del continente. Fumo, alimenti salati o conservati e predisposizione familiare aumentano il rischio, insieme all’infezione persistente da EBV.
Perché l’udito è coinvolto così presto
La tuba di Eustachio sbocca proprio nel rinofaringe. Una massa anche piccola può chiudere questo condotto, impedendo la ventilazione dell’orecchio medio. Ne consegue otite media sierosa, ovattamento e ipoacusia unilaterale di tipo trasmissivo.
Studi audiometrici su pazienti alla diagnosi mostrano che più della metà presenta già qualche forma di deficit uditivo, con disfunzione tubarica in oltre l’80% delle orecchie valutate. Il calo dell’udito da un solo lato nell’adulto, se persistente, non va quindi attribuito solo a un banale raffreddore.
I sintomi da non sottovalutare
Oltre all’ipoacusia monolaterale, i segnali più ricorrenti sono:
- ostruzione nasale persistente, spesso da un solo lato
- epistassi ripetute e difficili da controllare
- linfonodi del collo ingrossati, anche indolori
- senso di orecchio pieno, acufeni o otalgia riflessa
- voce nasale o secrezioni retronasali
Nelle fasi più avanzate possono comparire diplopia, intorpidimento facciale, cefalea o trisma, segno di estensione verso la base cranica e i nervi cranici.
Il ruolo dell’EBV
Il virus di Epstein-Barr è un herpesvirus ubiquitario. Nella maggior parte delle persone causa mononucleosi o resta latente. In soggetti predisposti può contribuire alla trasformazione delle cellule epiteliali del rinofaringe.
La carica virale nel plasma è usata come marcatore diagnostico e prognostico. Questo nesso virologico rende il carcinoma nasofaringeo un tema di confine tra oncologia e microbiologia, centrale per chi segue le infezioni oncogene.
Diagnosi: dal sospetto alla conferma
Il primo passo è una visita otorinolaringoiatrica con fibroscopia nasale. L’esame permette di vedere la mucosa del rinofaringe e di prelevare tessuto per la biopsia. RM e TC definiscono l’estensione locale, l’interessamento linfonodale e l’eventuale invasione della base cranica.
L’esame audiometrico e la timpanometria documentano l’entità del calo dell’udito da un solo lato e la presenza di versamento. In presenza di otite sierosa dell’adulto senza causa evidente, lo specialista deve sempre escludere una neoplasia nascosta.
Stadiazione e fattori prognostici
La classificazione TNM valuta dimensione del tumore (T), linfonodi (N) e metastasi (M). I tipi non cheratinizzanti e gli stadi iniziali hanno prognosi migliore. La diagnosi precoce, prima dell’invasione ossea o dei nervi, aumenta le chance di controllo locale con radio-chemioterapia.
Trattamento e impatto sull’udito
La terapia standard è la radioterapia a intensità modulata, spesso associata a cisplatino. La chirurgia è riservata a recidive selezionate. Il trattamento è efficace, ma orecchio interno, coclea e tuba ricevono dosi che possono aggravare o rendere permanente il deficit uditivo.
Dopo chemioradioterapia è frequente un’ulteriore perdita, soprattutto alle alte frequenze. Per questo è utile un audiogramma basale prima di iniziare le cure e un follow-up audiologico. Vincoli di dose sulla coclea e strategie di de-escalation nei casi a basso rischio EBV cercano di proteggere l’udito senza compromettere il controllo oncologico.
Qualità di vita dopo le terapie
Bocca secca, difficoltà di deglutizione, alterazioni del gusto e ipoacusia residua pesano sulla vita quotidiana. Un approccio multidisciplinare con oncologo, ORL, audiologo e nutrizionista aiuta a gestire gli effetti tardivi. Il tumore del rinofaringe non è solo una questione di sopravvivenza: è anche conservazione della funzione.
Prevenzione e consapevolezza
Non esiste uno screening di popolazione in Italia. La prevenzione passa da:
- non sottovalutare un calo dell’udito da un solo lato che dura più di due-tre settimane
- smettere di fumare
- valutare sintomi nasali o cervicali persistenti
- conoscere il proprio rischio se si proviene da aree ad alta incidenza o si ha familiarità
Una maggiore alfabetizzazione su questo carcinoma della nasofaringe riduce i ritardi, ancora frequenti perché i primi segni sembrano banali.
Conclusioni
Il calo dell’udito da un solo lato è un sintomo poco noto ma tipico del tumore del rinofaringe. Nasce dall’ostruzione della tuba di Eustachio e può precedere di settimane o mesi linfonodi evidenti o epistassi. In un adulto, un’otite sierosa unilaterale che non risponde alle terapie comuni merita fibroscopia e, se indicato, imaging.
La malattia è rara in Occidente, ma non eccezionale in Italia, e colpisce persone ancora in età lavorativa. EBV, anatomia nascosta e sintomi aspecifici spiegano i ritardi. Informarsi, ascoltare il proprio corpo e rivolgersi allo specialista restano le armi più efficaci per intercettare precocemente questa neoplasia e proteggere sia la sopravvivenza sia l’udito.
Domande Frequenti
Chi può sviluppare un tumore del rinofaringe con calo uditivo unilaterale?
Uomini tra i 40 e i 50 anni, persone con infezione da EBV, fumatori e chi ha origini o familiarità legate ad aree ad alta incidenza. Consiglio: chi nota un orecchio “tappato” da un solo lato per più di due settimane dovrebbe prenotare una visita ORL senza attendere altri sintomi.
Cosa provoca esattamente la perdita di udito da un lato?
L’ostruzione dell’orifizio della tuba di Eustachio da parte della massa, con accumulo di liquido nell’orecchio medio e ipoacusia trasmissiva; in seguito possono aggiungersi danni da radioterapia o chemioterapia. Consiglio: un audiogramma e una timpanometria aiutano a distinguere un problema meccanico da un danno neurosensoriale.
Quando è il momento di preoccuparsi?
Quando il calo dell’udito da un solo lato, l’ovattamento o l’epistassi durano oltre due-tre settimane o si associano a un nodulo al collo. Consiglio: non aspettare che il disturbo diventi bilaterale o doloroso: la monolateralità nell’adulto è già un segnale utile.
Come si arriva alla diagnosi?
Con fibroscopia del rinofaringe, biopsia, RM/TC e test audiologici; il dosaggio di DNA di EBV nel sangue può supportare il quadro. Consiglio: portare in visita l’elenco preciso di quando è iniziato il calo uditivo e se è comparso liquido o acufene.
Dove si origina il problema anatomico?
Nella porzione superiore della faringe, dietro le fosse nasali, in prossimità dello sbocco della tuba di Eustachio e dei linfonodi retrofaringei. Consiglio: spiegare al medico che il fastidio è “dietro il naso” e non solo “all’orecchio” aiuta a orientare l’esame.
Perché questo sintomo viene così spesso ignorato?
Perché assomiglia a un raffreddore, a un’otite banale o a un tappo di cerume e perché il tumore del rinofaringe è poco conosciuto fuori dalle aree endemiche. Consiglio: trattare ogni ipoacusia unilaterale dell’adulto come un campanello d’allarme finché non viene esclusa una causa seria.
Fonti
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39902938/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18922648/
- https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37926330/
- https://www.microbiologiaitalia.it/salute/tumori-testa-collo-in-aumento-i-campanelli-dallarme/
- https://www.microbiologiaitalia.it/oncologia/tipi-di-tumori-alla-gola/
Crediti fotografici
Immagine in evidenza generata con AI – Link

