Acari della polvere: un nemico insidioso

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By Michela Cattabriga

Gli acari della polvere domestica che appartengono al genere Dermatophagoides rappresentano un nemico insidioso poiché infestano le case di tutto il mondo, essendo presenti sui materassi, cuscini e sui tappeti e nutrendosi della forfora umana e delle squame della cute. Questo piccolo aracnide è fra i maggiori responsabili della cosiddetta allergia alla polvere. Nei soggetti allergici, questo acaro (anche se morto) può provocare asma, rinite, congiuntivite ed eczema.

  • Caratteristiche e filogenesi
  • Morfologia strutturale ed identificazione
  • Epidemiologia
  • Patogenesi e terapia
Dermatophagoides al microscopio ingrandimento 100x

Caratteristiche e filogenesi

Gli acari della polvere appartengono al genere Dermatophagoides e le specie conosciute sono 2: la D.pteronissinus e la D.farinae, questa nomenclatura binomiale è stata fatta da Bogdanov nel 1864. La famiglia è quella delle Pyroglyphidae e l’ordine è quello degli Acariformes, classe Arachnida sottoclasse Acarina. I Dermatophagoides sono microorganismi appartenenti all’ordine degli Aracnidi, come scorpioni, ragni e zecche, che insieme all’Euroglyphus maynei sono responsabili della maggiorparte dei casi di reazioni allergiche alla polvere in adulti e bambini. Poiché si nutrono prevalentemente di forfora umana, gli acari della polvere sono un nemico insidioso, si trovano prevalentemente nelle lenzuola e sulle federe dei cuscini, ma anche nella moquette e nei tappeti. La loro proliferazione è agevolata da temperature miti e un grado di umidità alto.

Morfologia strutturale ed identificazione

L’osservazione microscopica degli altri richiede il prelievo di polvere con un pezzo di nastro adesivo trasparente direttamente sulla superficie polverosa e poi incollarlo su un vetrino portaoggetti. Si può aspirare la polvere, setacciarla per eliminare i detriti più grossi e osservare la parte più sottile al microscopio. La tecnica della microscopia confocale in vivo (IVMC) è specificatamente utilizzata in medicina per osservare il Demodex direttamente sul margine palpebrale senza prelievi. Gli ingrandimenti più idonei sono quelli tra 100x e 1000x che danno una visualizzazione ottimale. Gli acari della polvere sono aracnidi microscopici (200-400 micron) invisibili a occhio nudo, che infestano materassi, cuscini, tappeti, moquette, nelle stanze della casa e degli uffici. Hanno un corpo traslucido, biancastro, con una struttura simile a piccoli ragni. Hanno 8 zampe e un corpo segmentato, si nutrono di detriti organici come forfora umana e pelle morta umana.

Epidemiologia

Nelle zone a clima temperato l’85% dei soggetti con asma bronchiale si trova una sensibilizzazione al Dermatophagoides pteronyssinus (DP) e al Dermatophagoides farinae (DF). La presenza di acari è solitamente documenta in ambiente domestico, ma ci sono eccezioni. Gli acari si possono ritrovare anche negli ambienti di lavoro, in ambiente scolastico e nei mezzi di trasporto. In uno studio condotto negli USA si è riscontrato che circa la metà delle abitazioni aveva livelli pari o superiori alla soglia di sensibilizzazione allergica (> 2ug/g). L’habitat principale degli acari Dermatophagoides rimane la camera da letto (materassi e cuscini), stanze di uffici (moquette, tappeti).

Il riscaldamento delle stanze nel periodo invernale fa sì che in inverno si raggiungano quei livelli di temperatura ottimali per lo sviluppo degli acari. Nei nostri climi in cui l’umidificazione dell’aria è al 50-70%, molto alta quindi favorevole alla sviluppo degli acari. La loro presenza tende ad aumentare nel periodo da maggio a ottobre, per poi diminuire fra dicembre ed aprile. La concentrazione degli allergeni pare raggiungere il picco massimo tra luglio e dicembre, mantenendosi inferiore tra aprile e maggio. Un fattore ambientale che influenza la presenza quantitativa degli acari è l’altitudine, difatti si è notato che gli acari scompaiono nelle case di alta montagna, dove l’altitudine supera i 1600 metri.

Patogenesi e terapia

Nei soggetti ipersensibili agli acari, specialmente nei bambini, possono instaurarsi reazioni allergiche solitamente blande che colpiscono naso e occhi, e a volte bronchi. Nel caso dell’allergia agli acari della polvere i sintomi prevalenti sono: fastidio a naso e occhi, con prurito frequente e intenso, starnuti, tosse, irritazione alla gola, congiuntivite, asma. Coloro che hanno allergia agli acari non dovrebbero consumare cibi di provenienza marina come gamberi, aragoste, scampi e calamari, per possibilità di reazioni crociate. Per diagnosticare l’allergia agli acari sono 3 gli esami fondamentali: il prick test, il dosaggio IgE, la diagnostica molecolare allergologica. Il trattamento si basa sulla somministrazione di antistaminici e corticosteroidi. Si devono tenere delle misure preventive per ridurre le occasioni di contatto con gli acari:

  • areare bene tutti gli ambienti, in modo da permettere l’assorbimento dell’umidità
  • lavare gli ambienti con prodotti specifici antiacaro
  • cambiare frequentemente le lenzuola e le federe dei cuscini e optare per materiali sintetici anti acaro e specifici tessuti barriera
  • usare aspirapolveri dotate di filtri HEPA
  • non stendere i panni bagnati in casa
  • prevedere una bonifica ambientale periodica

Sulle lenzuola, materassi, tappeti, interni di auto, si possono applicare 5 tipi di prodotti chimici:

  • acaricidi, sostanze chimiche in grado di eliminare gli acari, tra cui spicca il benzoato di benzile, durano 3-6 mesi
  • denaturanti proteici: denaturano le proteine allergeniche degli acari, tra questi spicca l’acido tannico, in grado di neutralizzare gli allergeni della polvere
  • miscele di polifenoli e derivati benzilici, che degradano gli allergeni contenuti nella polvere
  • phirimiphos- metile: composto che agisce per contatto, irritante per mucose
  • miscele di acido benzoico, terpinolo, timolo ed essenze naturali: azione battericida e fungicida, agisce per via indiretta sulla concentrazione degli acari

Bibliografia

  • Pacini medicina
  • Sant’Agostino magazine