La maculopatia è un insieme di condizioni in cui la macula, la zona centrale della retina, subisce un danno progressivo. La macula è responsabile della visione centrale nitida, quella che usiamo per leggere, riconoscere i volti, guidare e vedere i dettagli fini.
Quando la macula si ammala, la persona può mantenere una certa visione periferica, ma perde gradualmente la capacità di mettere a fuoco ciò che guarda direttamente. A livello mondiale, la degenerazione maculare legata all’età (DMLE o AMD) è una delle principali cause di ipovisione e cecità nei Paesi industrializzati, responsabile di circa l’8,7% dei casi di cecità a livello globale. Frontiers+1
Si stima che la maculopatia degenerativa legata all’età interessi oggi circa 200 milioni di persone nel mondo, con una proiezione verso quasi 288 milioni entro il 2040, a causa dell’invecchiamento della popolazione. Taylor & Francis Online+2ResearchGate+2
Parlare di fasi della maculopatia significa descrivere come evolve il danno alla macula nel tempo, dalla forma iniziale quasi silente fino agli stadi avanzati caratterizzati da scotoma centrale (macchia cieca) e grave perdita della visione centrale.
Perché è importante riconoscere le fasi della maculopatia
Comprendere le fasi evolutive della maculopatia è fondamentale perché:
- permette di intervenire precocemente con strategie di prevenzione e trattamento;
- aiuta a prevedere il rischio di progressione verso gli stadi avanzati;
- guida il medico nella scelta di controlli, terapie farmacologiche, integrazioni e supporti visivi.
In molti casi, soprattutto nelle forme iniziali di degenerazione maculare legata all’età, il danno è subdolo e i pazienti riferiscono solo lievi disturbi della visione, o addirittura nessun sintomo. Tuttavia, una volta che le strutture sensibili della macula (fotorecettori, epitelio pigmentato retinico, coriocapillare) sono perse, il danno è in gran parte irreversibile. eyewiki.org+1
Le fasi della degenerazione maculare legata all’età (DMLE / AMD)
Quando si parla di “maculopatia”, nella pratica clinica ci si riferisce molto spesso alla degenerazione maculare legata all’età, una malattia cronica e progressiva che colpisce soprattutto dopo i 55–60 anni.
Le principali società scientifiche e studi come AREDS (Age-Related Eye Disease Study) classificano la DMLE in stadi basati su:
- dimensioni e numero delle drusen (piccoli depositi giallastri sotto la retina);
- alterazioni di pigmento dell’epitelio pigmentato retinico (EPR);
- presenza di atrofia geografica (forma secca avanzata);
- presenza di neovascolarizzazione coroideale (forma umida o essudativa). webeye.ophth.uiowa.edu+2aaojournal.org+2
In modo semplificato, possiamo distinguere tre grandi fasi cliniche:
- Fase iniziale (DMLE precoce)
- Fase intermedia
- Fase avanzata, che comprende:
- forma secca avanzata (atrofica, atrofia geografica)
- forma umida (neovascolare o essudativa) mdfoundation.com.au+1
Fase iniziale: maculopatia precoce e drusen
Nella fase iniziale di degenerazione maculare si osservano:
- drusen di piccole o medie dimensioni sotto la retina (depositi di materiale lipidico e proteico);
- possibili lievi irregolarità di pigmento dell’EPR;
- spesso assenza di sintomi evidenti.
Secondo le classificazioni derivate dagli studi AREDS, la DMLE precoce (early AMD) è definita dalla presenza di piccole drusen (<63 μm) o da poche drusen intermedie (63–125 μm), con minime alterazioni pigmentarie. MDPI+1
In questa fase il paziente può:
- vedere bene in condizioni standard;
- non notare ancora distorsioni (metamorfopsie) o cali marcati di acuità visiva;
- rilevare al massimo una lieve difficoltà in condizioni di bassa illuminazione.
Segni principali della fase iniziale
- Presenza di drusen dure o morbide rilevate all’esame del fondo o all’OCT;
- nessuna o minima riduzione della visione centrale;
- spesso scoperta casuale durante una visita oculistica di routine.
Fase intermedia: drusen più grandi e alterazioni dell’epitelio pigmentato
Nella maculopatia intermedia la quantità e le dimensioni delle drusen aumentano, e compaiono alterazioni più evidenti dell’epitelio pigmentato:
- drusen intermedie numerose o almeno una grande drusa (>125 μm);
- aree di iper- o ipopigmentazione retinica;
- possibili primi segni di sottile atrofia dell’EPR. MDPI+1
In questa fase il paziente può cominciare a notare:
- difficoltà nella lettura dei caratteri piccoli;
- necessità di più luce per leggere;
- lieve distorsione delle linee rette (test di Amsler);
- talvolta zone offuscate al centro del campo visivo.
Questa fase è critica perché rappresenta un punto di svolta: il rischio di progressione verso la maculopatia avanzata aumenta in maniera significativa, soprattutto in presenza di drusen grandi e alterazioni pigmentarie marcate. aaojournal.org+1
Fase avanzata: forma secca (atrofica) – atrofia geografica
La maculopatia avanzata secca è caratterizzata da perdita strutturale irreversibile della macula. Il quadro tipico è la cosiddetta atrofia geografica (geographic atrophy, GA):
- aree ben delimitate di atrofia dell’epitelio pigmentato retinico, dei fotorecettori e della coriocapillare;
- inizialmente queste “isole” di atrofia si localizzano intorno alla fovea e col tempo tendono ad allargarsi e a coinvolgere la zona di massima acuità visiva;
- la malattia ha andamento cronico e progressivo e porta a scotoma centrale permanente. Wikipedia+3eyewiki.org+3PMC+3
Dal punto di vista clinico, la persona riferisce:
- difficoltà importanti nella lettura, anche con occhiali corretti;
- volti che diventano sfocati o deformati;
- presenza di una macchia grigia o scura al centro della visione;
- maggiore difficoltà in condizioni di scarsa luce o contrasto ridotto.
Si stima che la atrofia geografica, forma avanzata di maculopatia secca, colpisca oltre 5 milioni di persone nel mondo, con una prevalenza simile a quella della forma umida avanzata. dryAMD – EN – dryAMD+2Wikipedia+2
Fase avanzata: forma essudativa (neovascolare, “umida”)
La maculopatia avanzata umida o neovascolare è caratterizzata dalla comparsa di nuovi vasi sanguigni anomali (neovascolarizzazione coroideale) sotto o dentro la retina:
- questi vasi sono fragili e permeabili, tendono a perdere siero o sangue;
- il liquido e l’emorragia sollevano e danneggiano gli strati retinici, causando un rapido calo della visione centrale;
- si formano edema, cicatrici fibrose e distorsioni anatomiche importanti. webeye.ophth.uiowa.edu+1
Clinicamente, la forma umida si presenta spesso con:
- calo improvviso o subacuto della visione centrale in giorni o settimane;
- linee che appaiono ondulate o spezzate;
- macchie scure o aree vuote al centro del campo visivo;
- possibile emorragia retinica visibile all’oftalmoscopia.
Gli stadi avanzati (secco con atrofia geografica e umido neovascolare) sono quelli maggiormente responsabili di ipovisione severa e perdita funzionale dell’autonomia. mdfoundation.com.au+1
Le fasi della maculopatia diabetica
Oltre alla DMLE, un’altra grande famiglia di maculopatie è la maculopatia diabetica, legata alle alterazioni vascolari tipiche del diabete mellito.
La macula può essere colpita da:
- edema maculare diabetico (DME), cioè accumulo di liquido nella retina centrale;
- cisti intraretiniche, essudati duri, alterazioni delle strutture retiniche profonde.
Studi recenti e classificazioni basate su OCT (tomografia a coerenza ottica) propongono una suddivisione in stadi morfologici (ESASO, Panozzo e collaboratori):
- maculopatia diabetica precoce,
- maculopatia diabetica avanzata,
- maculopatia diabetica severa,
- maculopatia diabetica atrofica (con assottigliamento e perdita tessutale). eyewiki.org+3PMC+3Flore+3
Dalla retinopatia diabetica al coinvolgimento maculare
Il coinvolgimento maculare può comparire:
- a qualsiasi stadio di retinopatia diabetica (da non proliferante lieve a proliferante), ma è più frequente con la progressione della malattia; eyewiki.org+1
- tanto nei pazienti con diabete di tipo 1 quanto in quelli con diabete di tipo 2.
Stadi della maculopatia diabetica (schema semplificato)
In modo divulgativo, possiamo riassumere le fasi così:
- Fase iniziale (edema lieve)
- piccolo ispessimento della retina centrale;
- modesto accumulo di liquido;
- sintomi lievi o assenti.
- Fase avanzata
- edema più esteso;
- cisti intraretiniche;
- inizio di calo visivo (visioni sfocate, difficoltà di lettura).
- Fase severa
- edema importante, con coinvolgimento diretto della fovea;
- maggior rischio di calo visivo significativo;
- possibile associazione con trazioni vitreomaculari.
- Fase atrofica
- dopo edema cronico, la retina può attenuarsi e andare incontro a atrofia maculare;
- la visione centrale rimane compromessa nonostante il controllo dell’edema.
Sintomi nelle diverse fasi: cosa può percepire il paziente
Sebbene i quadri anatomo-patologici siano diversi, molti sintomi di maculopatia, qualunque sia l’origine, hanno caratteristiche comuni.
Segni e sintomi tipici lungo le fasi
- Fase iniziale
- spesso nessun sintomo;
- talvolta leggera difficoltà a leggere caratteri piccoli;
- necessità di più luce.
- Fase intermedia
- visioni sfocate al centro, soprattutto per vicino;
- metamorfopsie: linee che appaiono ondulate o distorte;
- difficoltà a passare dal chiaro allo scuro (adattamento alla luce più lento).
- Fase avanzata
- comparsa di scotoma centrale (macchia scura o vuota);
- impossibilità di leggere o riconoscere i volti anche con occhiali;
- mantenimento di una certa visione periferica, utile per orientarsi.
Un modello utile per i pazienti è il test di Amsler: un reticolo di linee che permette di evidenziare distorsioni e zone mancanti nella visione centrale, spesso già nelle fasi intermedie.
Diagnosi: come si identificano le fasi della maculopatia
Il riconoscimento delle fasi della maculopatia si basa sulla combinazione di:
- visita oculistica completa,
- valutazione della acuità visiva,
- esame del fondo oculare,
- indagini di imaging retinico.
Esami principali
- Esame del fondo oculare con dilatazione della pupilla
- permette di vedere drusen, alterazioni pigmentarie, emorragie, essudati, aree atrofiche.
- OCT (tomografia a coerenza ottica)
- esame chiave per valutare lo spessore maculare, la presenza di edema, cisti, distacchi dell’EPR, assottigliamenti e aree di atrofia;
- è fondamentale tanto nella DMLE quanto nella maculopatia diabetica.
- Angiografia con fluoresceina o verde indocianina
- utile soprattutto per identificare neovascolarizzazioni coroideali nella forma umida;
- aiuta a distinguere tra edema ed atrofia.
- Fotografia del fundus e autofluorescenza
- permettono di documentare l’evoluzione nel tempo, monitorando la crescita delle aree di atrofia geografica.
Le scale derivate dagli studi AREDS e le linee guida internazionali utilizzano dimensione delle drusen e alterazioni pigmentarie per definire stadio iniziale, intermedio e avanzato della DMLE. aaojournal.org+2eye.hms.harvard.edu+2
Come cambiano prevenzione e terapia nelle diverse fasi
La gestione della maculopatia dipende strettamente dallo stadio.
Nelle fasi iniziali
- Controlli periodici dall’oculista (soprattutto dopo i 55–60 anni);
- Stile di vita protettivo per la retina:
- smettere di fumare;
- controllare pressione arteriosa e colesterolo;
- dieta ricca di frutta, verdura, acidi grassi omega-3;
- in pazienti selezionati con DMLE intermedia, valutazione di integratori specifici (AREDS2), che hanno dimostrato di ridurre il rischio di progressione verso stadi avanzati in alcuni sottogruppi di pazienti. aaojournal.org+1
Fasi intermedie
- monitoraggio più ravvicinato con OCT;
- educazione del paziente a riconoscere variazioni improvvise della visione (es. test di Amsler a casa);
- gestione dei fattori di rischio sistemici (fumo, ipertensione, diabete).
Nelle fasi avanzate
- Forma umida (neovascolare)
- trattamento con iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF, che hanno rivoluzionato la prognosi, rallentando o bloccando la perdita visiva e talvolta migliorandola; ScienceDirect+1
- controlli frequenti e schemi terapeutici personalizzati.
- Forma secca avanzata (atrofia geografica)
- fino a poco tempo fa non esistevano farmaci in grado di modificare il decorso;
- oggi sono in studio e in fase di approvazione nuove terapie mirate al complemento per rallentare l’allargamento delle lesioni; PMC+1
- restano fondamentali ausili visivi, riabilitazione visiva e supporto psicologico.
- Maculopatia diabetica
- il trattamento varia dallo stringente controllo glicemico alle iniezioni intravitreali anti-VEGF o corticosteroidi, oltre alla fotocoagulazione laser in casi selezionati; PMC+1
- l’obiettivo è ridurre l’edema, stabilizzare o migliorare la visione.
Per gli stadi più avanzati di maculopatia degenerativa, sono in sviluppo anche soluzioni protesiche e impianti retinici per tentare di ripristinare parzialmente la visione centrale, con risultati promettenti in studi clinici recenti. Financial Times+1
Conclusione: perché è cruciale parlare di “fasi” nella maculopatia
Le fasi della maculopatia non sono solo una classificazione tecnica: rappresentano un percorso evolutivo che va:
- da una retina ancora funzionalmente valida, ma con piccoli segni di sofferenza,
- fino a una macula ampiamente danneggiata, con perdita stabile della visione centrale.
Punti chiave da ricordare:
- la diagnosi precoce delle fasi iniziali di degenerazione maculare legata all’età e di maculopatia diabetica permette di rallentare la progressione e, in molti casi, di preservare a lungo una buona qualità visiva;
- le forme avanzate (atrofia geografica e neovascolare) sono responsabili della maggior parte dei casi di ipovisione grave, ma oggi esistono terapie e strategie riabilitative in grado di migliorare significativamente la vita delle persone;
- controlli regolari dall’oculista, soprattutto dopo i 55–60 anni o in presenza di diabete, sono essenziali per intercettare le prime fasi di maculopatia, quando il margine di intervento è maggiore.
Se noti visioni distorte, linee ondulate, difficoltà di lettura o macchie al centro del campo visivo, è importante rivolgersi quanto prima a uno specialista in retina per una valutazione approfondita e una definizione precisa dello stadio di maculopatia.
Fonti
- EyeWiki – Age-Related Macular Degeneration
https://eyewiki.org/Age-Related_Macular_Degeneration