Rischi della mastoplastica

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By Nazzareno Silvestri

La mastoplastica — sia essa additiva, riduttiva o ricostruttiva — è uno degli interventi di chirurgia estetica e plastica più eseguiti al mondo.
Sebbene la procedura possa migliorare l’aspetto fisico e l’autostima, è importante ricordare che si tratta di un’operazione chirurgica vera e propria, con rischi e possibili complicanze.
Capire quali siano i rischi della mastoplastica e come prevenirli permette di affrontare l’intervento in modo consapevole e sicuro.


Tipi di mastoplastica

Prima di analizzare i rischi, è utile distinguere le principali tipologie di intervento:

  • Mastoplastica additiva: consiste nell’aumento del volume del seno tramite protesi o, più raramente, lipofilling (innesto di grasso autologo).
  • Mastoplastica riduttiva: mira a ridurre il volume mammario e a rimodellare il seno in caso di ipertrofia o problemi posturali.
  • Mastopessi: serve a sollevare e rassodare il seno cadente (ptosi mammaria).
  • Mastoplastica ricostruttiva: ricostruisce il seno dopo interventi oncologici o traumi.

Ogni tipo comporta rischi specifici legati alla tecnica chirurgica, alla durata dell’intervento, ai materiali impiegati e alla condizione clinica della paziente.


Rischi generali della mastoplastica

Come ogni intervento chirurgico, anche la mastoplastica presenta rischi comuni, indipendentemente dal tipo di procedura.

1. Infezioni post-operatorie

Le infezioni possono comparire nei giorni successivi all’intervento e, se non trattate, richiedere la rimozione della protesi o ulteriori interventi.
Per ridurre il rischio, è fondamentale:

  • Seguire scrupolosamente le indicazioni igieniche del chirurgo;
  • Evitare di toccare o comprimere la zona operata;
  • Assumere antibiotici profilattici se prescritti.

2. Ematomi e sieromi

Dopo l’intervento può verificarsi un accumulo di sangue (ematoma) o di liquido linfatico (sieroma) nella zona operata.
Questi possono causare dolore, gonfiore e, nei casi più gravi, compromettere la guarigione.

3. Dolore e alterazioni della sensibilità

Molte pazienti sperimentano dolore toracico o alterazioni della sensibilità (aumento o riduzione) a livello del capezzolo o dell’areola.
Generalmente si tratta di disturbi temporanei, ma in rari casi possono diventare permanenti.

4. Cicatrici evidenti

Anche se il chirurgo cerca di posizionare le incisioni in zone discrete (come il solco sottomammario o l’areola), la formazione di cicatrici ipertrofiche o cheloidi è possibile, soprattutto in soggetti predisposti.

5. Reazioni all’anestesia

Come per qualsiasi intervento chirurgico, esiste un rischio (seppur basso) di reazioni allergiche o complicazioni legate all’anestesia generale, che vanno discusse con l’anestesista prima dell’operazione.


Rischi specifici della mastoplastica additiva

L’inserimento di protesi mammarie comporta rischi peculiari che richiedono attenzione e monitoraggio nel tempo.

1. Contrattura capsulare

È la complicanza più frequente dopo la mastoplastica additiva.
Si verifica quando il corpo forma una capsula di tessuto fibroso attorno alla protesi, che può irrigidirsi e deformare il seno.
I sintomi includono:

  • Durezza e dolore;
  • Alterazione della forma del seno;
  • Dislocazione o spostamento della protesi.

2. Rottura o perdita di integrità della protesi

Le protesi mammarie non sono eterne: col tempo possono rompersi o perdere coesione, soprattutto dopo traumi o compressioni.
Il gel di silicone moderno tende a rimanere localizzato, ma può essere necessario un intervento di sostituzione.

3. Malposizionamento o rotazione della protesi

In alcuni casi la protesi può spostarsi, ruotare o salire troppo in alto, causando asimmetrie o deformità visive.

4. Interferenze con la mammografia

Le protesi possono rendere più difficile l’esecuzione e l’interpretazione della mammografia.
Per questo, le pazienti devono informare sempre il tecnico radiologo della presenza dell’impianto.

5. Rischio di linfoma anaplastico a grandi cellule (BIA-ALCL)

Raramente, è stato osservato un linfoma associato a protesi testurizzate, noto come BIA-ALCL.
Si tratta di una complicanza estremamente rara (1 caso su 30.000 circa), ma richiede sorveglianza clinica regolare e immediata valutazione in presenza di gonfiore o sieroma tardivo.


Rischi specifici della mastoplastica riduttiva o mastopessi

  • Perdita di sensibilità del capezzolo: dovuta al danneggiamento dei nervi durante la chirurgia;
  • Difficoltà di allattamento: possibile se vengono rimossi o sezionati dotti galattofori;
  • Necrosi del tessuto mammario o del complesso areola-capezzolo, specialmente nei fumatori o diabetici;
  • Asimmetria residua, nonostante l’intervento correttivo.

Fattori di rischio individuali

Alcune condizioni possono aumentare la probabilità di complicanze:

  • Fumo (rallenta la cicatrizzazione e aumenta il rischio di necrosi);
  • Obesità o diabete;
  • Disturbi della coagulazione;
  • Precedenti infezioni cutanee o mastiti;
  • Impianti protesici preesistenti o interventi ripetuti.

Come ridurre i rischi

  • Scegliere un chirurgo plastico qualificato e iscritto all’albo SICPRE (Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica);
  • Effettuare esami preoperatori accurati, inclusa valutazione cardiologica e mammaria;
  • Sospendere fumo e alcol almeno due settimane prima dell’intervento;
  • Seguire scrupolosamente le indicazioni post-operatorie, evitando sforzi fisici e traumi nella zona operata;
  • Sottoporsi a controlli periodici per monitorare la salute delle protesi.

Conclusione

La mastoplastica è un intervento sicuro quando eseguito da mani esperte, ma non privo di rischi.
La chiave è la consapevolezza: informarsi bene, scegliere un professionista qualificato e rispettare le indicazioni mediche riduce significativamente la possibilità di complicanze.
La decisione di modificare il proprio corpo va sempre presa in un’ottica di salute e benessere globale, non solo estetico.


Fonti

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