Come cambia il cuoio capelluto in estate

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By Alessandra Vitale

In estate, è importante curare il cuoio capelluto. Scopri come le temperature influenzano la salute della tua pelle.

Gli effetti del sole sul cuoio capelluto

Con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle temperature, l’esposizione al sole e i cambiamenti nelle abitudini quotidiane influenzano profondamente l’equilibrio della pelle.
Infatti in questo periodo, si tende a modificare la nostra routine skincare, ad esempio scegliendo prodotti più leggeri, applicando quotidianamente la protezione solare ed aumentando anche la frequenza della detersione. Tuttavia, una zona spesso trascurata è il cuoio capelluto. Nonostante sia a tutti gli effetti una superficie cutanea, raramente è considerato ed attenzionato nella routine quotidiana, nonostante sia esposto agli stessi fattori ambientali della pelle del viso e del corpo. 
Durante i mesi estivi, infatti, il cuoio capelluto entra continuamente in contatto con sole, sudore, umidità, salsedine, cloro e lavaggi frequenti, elementi che possono alterarne l’equilibrio fisiologico.

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di barriera cutanea, microbiota e skincare personalizzata. Questi concetti vengono però applicati soprattutto alla pelle del viso, mentre la cute della testa rimane spesso esclusa da questo tipo di attenzione. Eppure, il cuoio capelluto possiede caratteristiche biologiche molto specifiche: è ricco di ghiandole sebacee, ospita una comunità di microrganismi complessa e rappresenta l’ambiente in cui si sviluppa il follicolo pilifero.
Comprendere cosa accade al cuoio capelluto durante l’estate significa quindi considerarlo non solo come il “supporto” del capello, ma come una superficie cutanea dinamica che risponde ai cambiamenti ambientali e fisiologici.

Sebo, sudore e cambiamenti ambientali

Uno dei primi cambiamenti che possiamo notare nel cuoio capelluto durante l’estate riguarda l’aumento della produzione di sebo. Le ghiandole sebacee, infatti, tendono a diventare più attive con l’aumento della temperatura. Questo fenomeno porta molte persone a percepire la cute come più grassa e i capelli come più pesanti o sporchi in tempi più rapidi.
Il sebo, però, non deve essere considerato come un fattore negativo da dover eliminare. Si tratta infatti di una componente fondamentale del film idrolipidico cutaneo, una struttura che contribuisce a proteggere la pelle dalla disidratazione e dagli agenti esterni. Il problema nasce quando l’equilibrio tra produzione sebacea, sudorazione e detersione si altera.

Durante l’estate, come abbiamo detto, cambia ed aumenta anche la sudorazione. Il sudore crea un ambiente più umido sulla superficie cutanea, modificando le condizioni del cuoio capelluto. Questo può favorire sensazioni di disagio, prurito o irritazione, soprattutto nelle persone con cute già sensibile. Anche le nostre abitudini quotidiane cambiano. In estate infatti tendiamo a lavare i capelli più frequentemente, soprattutto dopo attività sportive, giornate al mare o semplicemente dopo una lunga giornata al caldo estivo ed a questo si aggiunge anche lo smog presente in città. Sebbene la detersione sia importante per rimuovere sudore, sebo e residui ambientali, lavaggi troppo frequenti o effettuati con prodotti particolarmente aggressivi possono alterare il film idrolipidico superficiale. Molte persone infatti riferiscono una maggiore sensibilità lungo la linea dei capelli o nelle aree più esposte della testa dopo giornate trascorse al sole.

Il ruolo dei raggi UV

Quando si parla di esposizione solare, l’attenzione si concentra solamente sulla pelle del viso e del corpo ma anche il cuoio capelluto  è soggetto all’azione dei raggi ultravioletti.
Le radiazioni UV sono note per i loro effetti sulla pelle, tra cui stress ossidativo, infiammazione e alterazioni cellulari. Negli ultimi anni, alcuni studi hanno iniziato a valutare anche l’impatto dei raggi UV sul follicolo pilifero.

Effetti dei raggi UV sul follicolo pilifero


Uno studio pubblicato nel 2019 ha dimostrato che l’esposizione ai raggi UVA e UVB può influenzare negativamente il follicolo pilifero umano. Gli autori hanno osservato diversi effetti biologici, tra cui danno ossidativo al DNA, riduzione della proliferazione cellulare e aumento dell’apoptosi, cioè della morte cellulare programmata.
Lo studio ha inoltre evidenziato alterazioni di alcuni fattori di crescita coinvolti nel ciclo del capello, come la diminuzione dell’IGF-1 e l’aumento del TGF-β2, molecole associate rispettivamente al mantenimento della crescita follicolare e alla regressione del follicolo.
Secondo i ricercatori, il danno indotto dai raggi UV risultava più evidente nelle aree superficiali del follicolo pilifero, cioè quelle più vicine alla superficie cutanea e quindi maggiormente esposte alla radiazione.

Questi dati sono particolarmente interessanti perché suggeriscono che il sole non agisce soltanto sulla superficie della pelle, ma può coinvolgere anche strutture più profonde e biologicamente attive, come il follicolo pilifero.
Lo stesso studio ha inoltre valutato l’effetto della caffeina applicata topicamente sul cuoio capelluto. I risultati hanno mostrato un possibile effetto protettivo nei confronti di alcuni danni indotti dai raggi UV, in particolare sullo stress cellulare follicolare. Sebbene siano necessari ulteriori studi, questi risultati aprono nuove prospettive sul ruolo di alcuni ingredienti cosmetici nella protezione del cuoio capelluto.

Barriera cutanea: perché è importante anche sulla cute

Negli ultimi anni il concetto di barriera cutanea è diventato sempre più centrale nella cosmetologia e nella dermatologia. Si tratta di una struttura fondamentale per il mantenimento dell’idratazione e della protezione della pelle.
La barriera cutanea è costituita principalmente dallo strato corneo e dai lipidi presenti tra le cellule superficiali della pelle. Il suo compito è limitare la perdita d’acqua e difendere l’organismo da agenti esterni come sostanze irritanti, microrganismi e inquinanti.
Anche il cuoio capelluto possiede una barriera cutanea, che però viene spesso ignorata. Fattori come sole, vento, salsedine, sudore e detergenti aggressivi possono comprometterne temporaneamente l’integrità.
Come sappiamo se la nostra barriera cutanea si altera, la cute può diventare più sensibile e reattiva. Alcune persone possono avvertire prurito, tensione o fastidio, mentre in altri casi possono comparire desquamazione o arrossamenti.

È importante ricordare che una cute sensibile non dipende necessariamente da una patologia dermatologica. Anche semplici cambiamenti ambientali, soprattutto durante l’estate, possono influenzare temporaneamente l’equilibrio cutaneo.
Per questo motivo, la scelta dei prodotti detergenti e cosmetici utilizzati sul cuoio capelluto assume un ruolo importante. 

Il microbiota del cuoio capelluto

Negli ultimi anni il microbiota cutaneo è diventato uno degli argomenti più studiati nell’ambito dermatologico. La pelle, infatti, ospita una comunità complessa di batteri, funghi e altri microrganismi che convivono normalmente sulla sua superficie.
Ma non ci dimentichiamo che anche il nostro cuoio capelluto possiede un proprio microbiota specifico. Tra i microrganismi più studiati vi sono batteri appartenenti ai generi Cutibacterium e Staphylococcus, oltre a lieviti del genere Malassezia.

Alcuni studi hanno evidenziato come alterazioni del microbiota del cuoio capelluto siano associate a condizioni come forfora, dermatite seborroica e maggiore sensibilità cutanea.
Il legame tra sebo e microbiota quindi è particolarmente interessante. Il sebo rappresenta infatti una fonte nutritiva per alcuni microrganismi presenti sul cuoio capelluto, motivo per cui non va demonizzato come spesso accade nei più famosi claims cosmetici. 
Un aumento della produzione sebacea che è tipica dei mesi estivi, può quindi influenzare indirettamente la composizione microbica.
Anche umidità e temperatura giocano un ruolo importante. Durante l’estate il cuoio capelluto diventa infatti più caldo e umido, condizioni che possono favorire variazioni nella popolazione microbica citata.
Questo non significa necessariamente che sia collegato allo sviluppo di una patologia, ma aiuta a comprendere perché in estate alcune persone percepiscano la cute come più irritabile, pruriginosa o soggetta a desquamazione.

Cuoio capelluto e skincare: una nuova attenzione

Negli ultimi anni il concetto di skincare si è evoluto profondamente. Non si parla più soltanto di estetica, ma anche di salute della pelle, microbiota, barriera cutanea ed equilibrio.
Ingredienti come ceramidi, niacinamide, acido ialuronico o prebiotici sono ormai entrati nel linguaggio comune della cosmetica. Tuttavia, questa attenzione riguarda prevalentemente il viso, mentre il cuoio capelluto continua a essere trattato soprattutto in funzione del capello.
Si scelgono shampoo o trattamenti principalmente per migliorare l’aspetto della fibra capillare, mentre la cute riceve spesso meno attenzione.
Eppure, il benessere e la bellezza del capello dipende anche dalle condizioni del cuoio capelluto e del follicolo pilifero.

Ultimamente si sta pensando e sviluppando il concetto di “scalp care”, cioè di cura specifica del cuoio capelluto. Questo approccio vuole  considerare la cute della testa come una vera e propria superficie cutanea con la stessa attenzione del viso e del corpo.
In estate questa attenzione può diventare ancora più importante. La combinazione di sole, sudore, salsedine, cloro e lavaggi frequenti rappresenta infatti una condizione di stress per la cute.
Non dobbiamo per forza utilizzare tanti prodotti, ma semplicemente  dovremmo adottare una routine più semplice e  consapevole. Anche piccoli gesti, come scegliere detergenti delicati, evitare lavaggi eccessivamente aggressivi o proteggere il cuoio capelluto durante esposizioni prolungate al sole, possono contribuire a mantenere l’equilibrio cutaneo.

Il ruolo della cosmesi nella protezione del cuoio capelluto

La cosmetica moderna si concentra sempre più sul concetto di protezione e mantenimento dell’equilibrio cutaneo. Questo vale anche per il cuoio capelluto.
Molti prodotti formulati per la cute contengono ingredienti lenitivi, idratanti o antiossidanti, con l’obiettivo di ridurre irritazione e stress ossidativo.
Ingredienti come caffeina, pantenolo, niacinamide, estratti vegetali e sostanze ad azione antiossidante vengono frequentemente utilizzati nelle formulazioni dedicate al cuoio capelluto.
È importante però ricordare che la cosmetica non ha assolutamente il compito di “curare” condizioni patologiche, ma può contribuire al mantenimento del benessere cutaneo e alla protezione dagli stress ambientali.
Anche il concetto di tollerabilità assume un ruolo importante. Durante l’estate, infatti, una cute già sensibilizzata da sole e sudore può reagire più facilmente a detergenti aggressivi o formulazioni poco delicate.
Per questo motivo, si parla sempre più spesso di formulazioni orientate al rispetto dell’equilibrio cutaneo, soprattutto nei soggetti con cute sensibile.

Scopri come detergere correttamente il cuoio capelluto.

Equilibrio cutaneo e benessere del cuoio capelluto

l cuoio capelluto è una superficie cutanea estremamente dinamica e biologicamente attiva, che risponde ai cambiamenti ambientali e fisiologici tipici dell’estate esattamente come il resto del corpo che siamo abituati ad attenzionare.
L’aumento della temperatura, la maggiore produzione di sebo, sudorazione, l’esposozione ai raggi UV e i  lavaggi frequenti possono alterarne temporaneamente l’equilibrio, influenzando barriera cutanea, microbiota e sensibilità della cute.
Alla luce di queste considerazioni, dovremmo considerare la cute della testa come parte integrante della pelle ed adottare un approccio più equilibrato e consapevole alla sua cura, soprattutto durante i mesi estivi.
Non si tratta soltanto di una questione puramente estetica, ma di capire come il cuoio capelluto rappresenti un ecosistema complesso, influenzato da fattori ambientali, biologici e cosmetici.

Fonti bibliografiche:

Crediti immagini:

• Immagine copertina – foto di Foto Alice Pazani Unsplash.com;