Quanti milioni di batteri vale un bacio?

Quanti batteri mi costò quel bacio…

Se lo avesse saputo prima probabilmente anche Adriano Celentano avrebbe rivisto a ribasso la sua nota canzone 24mila baci. Chi invece è alla vigilia di un primo appuntamento potrebbe non volerlo sapere, ma la scienza non ammette ignoranza e informa: un coinvolgente e appassionato bacio alla francese di almeno dieci secondi è sufficiente per trasmettersi circa 80 milioni di batteri. Cosa ce lo potrebbe svelare, a livello pratico? Un tampone salivare potrebbe infatti confermare se una coppia è davvero innamorata o magari se non si bacia solo una bocca… Durante un bacio passionale i partner si scambiano milioni di batteri appartenenti al microbioma salivare, ossia l’ecosistema dei microrganismi che vivono nella saliva.

Vi baciate spesso? Se la frequenza di questo tipo di effusioni arriva a nove o più baci al giorno, si può asserire che la composizione della flora batterica salivare dei due innamorati diventa identica. Lo studio è stato condotto dai ricercatori di Micropia, il primo museo al mondo di microbi, ad Amsterdam, e della Netherlands Organisation for Applied Scientific Research, e pubblicato in un articolo su “Microbiome”.

 

Quella dell’infermiera e il marinaio è una delle fotografie simbolo del ‘900, non solo per il romanticismo del gesto, ma anche e soprattutto per il momento storico in cui è stata scattata. Si tratta dell’appassionato bacio tra un’infermiera e un marinaio, immortalato in una fotografia scattata da Alfred Eisenstaedt in Times Square il 14 agosto 1945 alla fine della Seconda Guerra mondiale.

Ma quanti batteri abbiamo in bocca?

Attenzione! Non vi immaginate la cavità orale come uno squallido monolocale abitato da appena uno-due batteri. Il microbioma della bocca ospita in media oltre 700 tipi differenti di batteri! Le sue caratteristiche dipendono da molti fattori, come ad esempio la genetica, il tipo di dieta e l’età dell’individuo. Determinante è l’interazione con altre persone.

In particolare, al fine di approfondire quest’ultimo aspetto, il professore di genomica microbica Remco Kort e il suo gruppo di ricerca hanno chiesto a 21 coppie di compilare questionari in cui si chiedeva espressamente anche la frequenza media dei baci intimi, per poi prelevare campioni di saliva e studiare la composizione microbica.

Non soddisfatti, gli scienziati si sono voluti spingere nel dettaglio, chiedendosi quanti batteri effettivamente si trasmettono con un bel bacio. Un vero e proprio esperimento di ”bacio controllato” per quantificare il trasferimento dei batteri fra due individui che entrano in contatto. Nello specifico, è stata fatta bere una bevanda probiotica contenente determinate quantità di particolari varietà di batteri, tra cui Lactobacillus e Bifidobatteri, ad un membro di ciascuna coppia. In seguito è stato prelevato un campione di saliva dell’altro partner e confrontato con un campione prelevato prima del bacio. Cosa è accaduto? L’esperimento ha verificato che, proprio a causa del bacio, la quantità di batteri probiotici nella saliva del ricevente incrementava di tre volte rispetto a quella precedente!

In numeri? In media un bacio appassionato di dieci secondi permette la trasmissione di 80 milioni di batteri. Quindi rivalutate la famosa frase ” Non è il mio tipo! Non abbiamo niente in comune”, perchè, se l’avete già baciato, in comune potreste avere molto più di… qualche milione di cose!

Baciate anche… i cani!

Penserete che se il partner già vi trasmette milioni di batteri, baciare anche il cane non può che incrementare questa cifra. Probabilmente avete ragione, ma uno studio che arriva dall’Università dell’Arizona sostiene che il classico sbavoso “bacio” del cane sarebbe un vero e proprio toccasana per il nostro sistema immunitario. I batteri presenti nel suo intestino avrebbero l’effetto di probiotici sul nostro organismo.

Per verificare scientificamente l’ipotesi, i ricercatori americani hanno reclutato diversi volontari con più di 50 anni di età e cani salvati dalla Humane Society dell’Arizona, con la volontà di portare in casa l’animale domestico per un trimestre, convivendoci in simbiosi senza disdegnare l’idea di baciarlo in bocca di tanto in tanto. Ai partecipanti verranno effettuati tre controlli con metodi non invasivi in modo da valutare i cambiamenti nella flora intestinale e altri indicatori di benessere psico-fisico. Due requisiti fondamentali per poter partecipare, prevedono che i “pazienti” siano stati lontani dagli antibiotici nei sei mesi precedenti e di non aver vissuto con un altro cane.

Quindi cari lettori baciatevi,ma nel caso il partner non vi volesse più… beh, sapete già su chi puntare per stare bene!

Alessandro Scollato

 

fonti: Le Scienze

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