A me gli occhi! Il parassita Leucochloridium paradoxum

Anche le chiocciole hanno i loro problemi. Oggi vi parlerò di Leucochloridium paradoxum, un platelminta parassita della famiglia Succineidae, uno di quelli che non vorremmo mai fosse tra i parassiti umani.

Leucochloridium paradoxum è un platelminta appartenente alla classe Trematoda che parassita le chiocciole della famiglia Succineidae (Fig.1) e uccelli passeriformi (passeri, cardellini, fringuelli, cince, ecc.), i quali vengono sfruttati per portare a termine il ciclo vitale del parassita.

Lo stadio più appariscente di L. paradoxum è quello di sporociste (la struttura contenente le larve), che si presenta come un “tubulo” dai colori vivaci; si riconosce infatti per le righe verdi e bianche (da cui il nome leuco, bianco, e chloridium, verde), con la presenza di qualche macchia marrone posta nella parte anteriore del “tubulo”. Questo pattern cromatico non è casuale, gli permette infatti di simulare in modo abbastanza realistico un bruco, e farsi così mangiare da un uccello.

Fig.1: esemplare della famiglia Succineidae

Ok, ma che c’entrano le chiocciole? E perchè la colorazione “simil-bruco” si ritrova solo nella parte anteriore? A queste domande risponderò illustrandovi il ciclo vitale di questo platelminta.

Il ciclo inizia quando un uccello dell’ordine Passeriformes, l’ospite definitivo, ingerisce le metacercarie (lo stadio larvale presente nello sporociste) che, una volta giunte nell’intestino, si sviluppano in adulti ermafroditi e si accoppiano o con altri adulti o tramite autofecondazione, deponendo uova ovali e di colore marrone. Queste vengono quindi disperse nell’ambiente dall’uccello assieme alle feci. A questo punto la chiocciola mangia le uova assieme all’erba e agli escrementi e, dopo aver passato il digerente dell’invertebrato, esse si schiudono nel suo intestino. La fase successiva prevede la migrazione delle larve attraverso il corpo della chiocciola fino all’epatopancreas, la ghiandola più importante dell’apparato digerente della nostra Succineidae, che svolge sia una funzione di assorbimento, sia una funzione di secrezione di enzimi digestivi. Ed è proprio in questa ghiandola che le larve si sviluppano in sporocisti, lo stadio che sarà ingerito dall’uccello.

Ed è in questo passaggio che riscontriamo la particolarità di L. paradoxum: la sporociste, che ha una forma allungata, si colora all’estremità di tinte bianche e verdi a strisce e dall’epatopancreas si sposta nei tentacoli oculari della chiocciola, con una particolare predilezione per il lato sinistro (ancora non è noto il perché) e inizia quindi a “pulsare” (solo di giorno, di notte resta immobile, Fig.2)  facendo si che la chiocciola non riesca più a ritrarli. La presenza dello sporociste nei tentacolari oculari fa si che la chiocciola non riesca più (o comunque fatichi molto) a “vedere” la differenza tra giorno e notte, facendola così vagare per zone molto illuminate anche quando normalmente non lo farebbe. Ed è in questo modo, unito al movimento pulsante e ai colori brillanti, che il parassita si fa notare dagli uccelli e può quindi chiudere il ciclo.

Fig. 2: sporocisti di Leucochloridium paradoxum all’interno del tentacolo oculare sinistro. Si noti il movimento pulsante e la colorazione a bande verdi e bianche con macchie marroni.

La parte macabra per le nostre povere Succineidae è che non sempre il parassita si trova in entrambi i tentacoli oculari, e quindi non sempre l’uccello mangia tutta la malcapitata chiocciola. Il vero problema è che i tentacoli ricrescono, e così un’altra sporocisti si insedia nel nuovo tentacolo, facendo ricominciare l’incubo per la chiocciola.

Un’altra domanda sorge allora spontanea: la chiocciola sente dolore? Difficile a dirsi, sicuramente tutto il processo non è una passeggiata di salute, ma è possibile che il parassita blocchi lo stimolo doloroso, in quanto rischierebbe che la chiocciola rientri nel guscio, vanificandone così tutti gli sforzi per completare il ciclo riproduttivo.

Quindi, la prossima volta che avete un problema pensate alle chiocciole della famiglia Succineidae e a quanto possa essere poco piacevole avere a che fare con Leucochloridium paradoxum.

Andrea Borsa

Vi lascio un video in lingua inglese in cui si vede tutto il ciclo vitale di Leucochloridium paradoxum:

FONTI: L’orologiaio miope, Wikipedia

Macchioni, Fabio. “Osservazioni su leucochloridium paradoxum carus, 1835.” Annali della Facoltà di Medicina veterinaria 56 (2003): 83-88.

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