Trichuris trichiura, il parassita “a frusta”

Oggi parliamo di uno dei nematodi che, nostro malgrado, si annovera fra i parassiti dell’essere umano. Presente soprattutto nei paesi tropicali, è il terzo nematode per numero di casi al mondo. Vi presento Trichuris trichiura.

Trichuris trichiura è un nematode dell’ordine Trichocephalida, parassita dell’uomo e causa della patologia nota come tricocefalosi (o trichiuriasi). Questo nematode presenta un’anatomia caratteristica: la parte anteriore del corpo è filiforme e contiene l’esofago, mentre la parte terminale ha un diametro maggiore, caratteristica che gli vale il soprannome di “verme a frusta”. Possiede inoltre uno stiletto boccale che gli permette di bucare la mucosa dell’intestino crasso per nutrirsi del sangue dell’ospite. Si evidenzia dimorfismo sessuale, infatti la femmina è poco più grande del maschio (35-50mm di lunghezza contro 30-45) e presenta una coda arrotondata, mentre quella del maschio è elicoidale (Fig.1).

Fig.1: Differenze morfologiche tra un maschio ed una femmina di Trichuris trichiura

Il ciclo vitale di T. trichiura inizia con il rilascio, tramite le feci, delle uova che dopo un paio di settimane raggiungono lo stadio infestante. Quando vengono ingerite, queste superano la barriera gastrica e si schiudono nell’intestino tenue sfruttando come segnale la presenza di flora intestinale. Le larve penetrano quindi attraverso i villi intestinali e continuano lo sviluppo. A questo punto raggiungono il ceco e penetrano la mucosa, arrivando nell’intestino crasso e terminando lo sviluppo, diventando adulti. Il passo seguente è l’accoppiamento degli adulti e il rilascio di uova nell’intestino tenue (in numero variabile tra le 2.000 e le 10.000 al giorno, fino addirittura a 20.000! Fig.2). Normalmente, i vermi sopravvivono per circa un anno all’interno dell’ospite.

La patologia causata da T. trichiura è, come accennato, la tricocefalosi (o trichiuriasi), che può essere asintomatica nel caso in cui l’infestazione sia data da un numero limitato di vermi. Invece, nel caso in cui il numero di vermi sia consistente, si possono presentare sintomi gastrointestinali come dolori addominali, diarrea (che può contenere sangue) e anche prolasso rettale. Nei bambini si può manifestare anche un ritardo della crescita.

Fig.2: uovo di Trichuris trichiuria

La diagnosi viene tipicamente fatta tramite la ricerca delle uova nelle feci o ricercando gli adulti tramite proctoscopia, mentre la cura prevede l’utilizzo di un farmaco tra albendazone, ivermectina e mebendazolo.

I dati epidemiologici mostrano come T. trichiura sia il terzo nematode per numero d’infezioni al mondo (dopo Ascaris lumbricoides ed Enterobius vermicularis), presente soprattutto nei paesi tropicali con scarse condizioni igienico sanitarie, dove si utilizzano feci umane come concime, ma è presente anche nelle regioni rurali del Sud-Est degli Stati Uniti. Si stima che circa 800 milioni di persone in tutto il mondo ne siano affette.

Concludo con una nota storica: T. trichiura è stato descritto per la prima volta nel 1740 da Morgani, uno scienziato italiano, che scoprì il luogo d’insediamento dei parassiti adulti. Nel 1761 Roedere, un fisico tedesco ne descrisse e disegnò l’esatta anatomia. Il parassita fu infine classificato nel tardo XVII secolo.

Andrea Borsa

Vi lascio un video in cui è possibile vedere Trichuris trichuria nel colon di un paziente:

FONTI: Standford,  medscapemedical parasitology, CDC

Hayes, K. S., et al. “Exploitation of the intestinal microflora by the parasitic nematode Trichuris muris.” Science 328.5984 (2010): 1391-1394.

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