Microbiota e invecchiamento

Il potenziale ruolo benefico del microbiota intestinale sembra essere un fattore determinante per la salute in età avanzata.

Con il termine “invecchiamento” si definisce il deterioramento delle funzioni fisiologiche accompagnate dall’avanzare dell’età. Ad oggi, se è vero che si assiste ad un allungamento della vita media dovuto ai notevoli progressi e alle conoscenze in ambito medico e scientifico, tuttavia, la maggiore sfida è rappresentata dal comprendere i meccanismi che sono alla base del decadimento associato all’età per cercare di intervenire tempestivamente e ridurne gli effetti. In particolare è apparso evidente che i soggetti anziani (età superiore ai 65 anni) sono più suscettibili a malattie-legate all’età tra le quali negli ultimi anni stanno emergendo quelle che interessano il microbiota intestinale. Una tipica manifestazione dell’invecchiamento è costituita dall’immuno senescenza, cioè il declino della funzionalità del sistema immunitario che può indurre uno stato di infiammazione cronica e che si traduce in una alterazione della composizione e della struttura dell’intestino. Proprio per cercare nuovi target farmacologici volti a ridurre o almeno limitare gli effetti dell’invecchiamento, le attuali ricerche stanno cercando di delucidare il ruolo del microbiota e i suoi cambiamenti nel corso della vita in condizioni di salute e non.

La composizione del microbiota intestinale è soggetta a una variabilità inter-individuale dovuta a diversi fattori: localizzazione geografica, nascita (parto naturale o cesareo), caratteristiche dell’ospite, esposizione a farmaci, dieta, assunzione di pre- o pro-biotici ed età. È noto infatti che al momento della nascita, l’intestino del bambino sia sterile per essere colonizzato nel corso dei primi anni di vita soprattutto da generi quali Proteobacteria e Firmicutes.  Dopo i 2-3 anni di età la popolazione batterica seppur molto variabile si stabilizza comprendendo in maggioranza membri del genere Firmicutes e Bacteroidetes che rimanendo dominanti nell’individuo adulto cambiano in proporzione: microrganismi Firmicutes sono predominanti negli adulti, Bacteroidetes negli anziani. Quali siano i maggiori responsabili dell’associazione tra i batteri e l’invecchiamento resta ancora da stabilire ma sembra ormai evidente un trend legato allo stile di vita. Diversi studi hanno infatti dimostrato che la dieta è il maggiore fattore ambientale controllabile che sia in grado di modificare la composizione del microbiota intestinale: vi è una dominanza di Bacteroidetes con una alimentazione ricca di grassi e zuccheri, i Firmicutes invece sono coinvolti nel metabolismo delle fibre. Esperimenti su modelli anziani del moscerino della frutta, Drosophila melanogaster hanno mostrato inoltre che l’età provoca variazioni nella popolazione batterica e che specifici antibiotici verso questi target sono in grado di aumentare la vita media dell’insetto.

Un recente studio ha evidenziato il ruolo dei Bifidobatteri nell’invecchiamento. Questo genere di microrganismi predomina alla nascita ma si riduce e cambia composizione con l’avanzare dell’età: B. longum, B. bifidum e B. breve sono presenti nel neonato, B. catenulatum, B. adolescentis e B. longum sono prevalenti nell’adulto. Dato il loro ruolo di difesa, di stimolazione del sistema immune associato alla produzione di importanti metaboliti inclusi acidi grassi a catena corta e batteriocine le ricerche indirizzano verso un loro uso terapeutico soprattutto nei soggetti anziani dove sono presenti in basso numero.

In conclusione, considerato il notevole contributo della popolazione batterica intestinale in varie patologie (per es. processi infiammatori) che spesso sono presenti nel soggetto anziano e i cambiamenti nella composizione provocati dall’età e da fattori ambientali quali la dieta (povera di fibre) e l’utilizzo di farmaci (antibiotici), conoscere come e quando il microbiota si modifica in relazione all’età può costituire un importante target terapeutico non solo di intervento ma anche di prevenzione dalle malattie tipiche dell’invecchiamento.

Roberta Ranieri

 

 

 

Bibliografia:

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Kumar M, Babaei P, Ji B, Nielsen J. Human gut microbiota and healthy aging: recent developments and future prospective. Nutr Healthy Aging. 2016 Oct 27; 4(1):3-16.

Immagine di copertina: (Nikoletopoulou V, et al. Trends Endocrinol Metab. 2014)

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