Zika: da nemico ad amico

Il virus Zika, trasmesso da zanzare del genere Aedes,  incubo principalmente delle donne in dolce attesa, per le sue capacità di indurre anomalie cerebrali congenite inclusa la microcefalia al feto, potrebbe cambiare il suo destino. Le capacità distruttive sullo sviluppo cerebrale fetale, del Flavivirus, ha illuminato gli studiosi Diamond and Milan G. Chheda, MD della Washington University School of Medicine e Jeremy N. Rich, MD della UC San Diego , intenti nella ricerca per una cura contro il glioblastoma.

Tra i più maligni dei tumori cerebrali, il glioblastoma (fig. A) è causato dalla proliferazione di cellule staminali che producono a catena cellule tumorali; difficile da eliminare poichè riesce con faciltà a nascondersi dal sistema immunitario e a creare resistenza alle chemio e radioterapie. Molti pazienti, nonostante subiscono operazione chirurgiche, dopo sei mesi non sopravvivono al tumore, data la rapidità di riprodursi delle cellule staminali del maligno.

Fig.A Glioblastoma

L’attività del virus, altamente invasiva sullo sviluppo cerebrale fetale, è alla base di tale studio poichè incidendo principalmente sulle cellule progenitrici e staminali neuronali, apre un’alternativa per raggiungere il “cuore” del maligno. Infatti dopo le prime conferme in vitro, le speranze sono continuate in vivo su 18 topi affetti da tumore cerebrale, che dopo aver subito l’iniezione del virus, hanno avuto una notevole diminuzione del tumore a differenza di quello di 15 topi trattati con un placebo.

Negli adulti le cellule progenitrici sono presenti in minor numero rispetto un soggetto giovane, il ciò potrebbe ridurre gli effetti dannosi del virus; si apre una nuova prospettiva di terapia, mirata ad iniettare direttamente il virus durante l’operazione chirurgica, senza crear alcun danno al sistema immunitario.

Le scoperte del team non finiscono qui!

Dopo aver modificato geneticamente Zika, rendendolo meno aggressivo, hanno confrontato l’attività con quella del virus originario su tessuti cerebrali di pazienti epilettici: entrambi colpivano solo le cellule malate, oltretutto il mutante essendo meno “cattivo” poteva essere eliminato dall’azione antivirale delle cellule sane con più facilità.

Diamond, Professore di microbiologia molecolare e di biochimica e patologia, dopo tali evidenze ha dichiarato:“Intendiamo introdurre ulteriori mutazioni per sensibilizzare ulteriormente il virus alla risposta immunitaria innata e impedire la diffusione dell’infezione. Una volta aggiunti altri cambiamenti, penso che sia impossibile per il virus causare malattie.”

Veronica Nerino

Fonti:

  • Zika virus kills brain cancer stem cellsWashington University School of Medicine
  • Studio: lo Zika virus uccide le cellule del glioblastoma – Salute 24
 

 

 

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