Il Biofilm, come proliferano indisturbati i batteri?

Ma di che cosa si tratta questo Biofilm di cui ogni tanto sentiamo parlare?

Leggendo una delle enciclopedie più famose del web impariamo che è una aggregazione complessa di microrganismi contraddistinta dalla secrezione di una matrice adesiva e protettiva. Cioè? Se lo volessimo paragonare a qualcosa visto in un film sicuramente potremmo pensare subito al mantello dell’invisibilità di Harry Potter, io ci sono, ma voi non mi vedete!

Il batterio la pensa proprio così, si nasconde dietro a questo mantello, che lo nutre e lo protegge, crescendo, moltiplicandosi, fino al momento in cui il mantello si rompe e tutti i batteri fuoriescono, e ormai è troppo tardi.

Uno dei punti principali in cui si può trovare una formazione di biofilm sono le tubature dell’acqua, ebbene si, anche quelle di casa nostra.

Nelle acque utilizzate a scopo potabile la flora microbica costituisce una presenza costante. Infatti, anche dopo trattamento, microrganismi che fanno parte della normale flora ambientale naturale, presenti indipendentemente da qualsiasi tipo di contaminazione, possono essere introdotti nelle reti di distribuzione e andare a far parte del biofilm. Il biofilm consente ai microrganismi presenti in rete di sopravvivere e, in condizioni favorevoli, di moltiplicarsi. Ricco di nutrienti e con effetto protettivo sui microrganismi nei confronti dei disinfettanti.

Uno degli esempi principali di pericolosità del biofilm è Legionella, patogeno ambientale, ma che in alcuni casi può portare alla morte. Nell’estate del 2018 si sono registrati cluster molto importanti, Bresso in provincia di Milano per la seconda volta dopo il 2014 si è trovata nuovamente a correre ai ripari, dopo che più di 50 persone si sono ammalate e hanno contratto legionellosi. La provincia di Brescia invece ha registrato 500 casi, molti dei quali riconducibili a legionella pneumophila sg1. Il biofilm, aderendo perfettamente alle pareti dei tubi idrici, all’interno dei quali possiamo trovare depositi calcarei, ruggine, quindi superfici porose crea il perfetto habitat di proliferazione per un patogeno come questo. L’unico modo per eliminare il problema, non solo nell’acqua, ma anche sulle superfici è quello di utilizzare un metodo idoneo non solo all’uccisione del patogeno, ma anche alla rimozione del biofilm, abbassando drasticamente la percentuale di incappare in problemi seri. A oggi, secondo studi presenti in letteratura uno dei migliori biocidi presenti per l’eliminazione del biofilm risulta essere il perossido di idrogeno, che in alcune formulazioni rese stabili permette l’eliminazione di questa parte adesiva.

E nei tuoi tubi sai se c’è il biofilm?

 

Andrea Miano

Fonte: ISS, Formazione di biofilm su materiali a contatto con acqua: aspetti sanitari e tecnologici

Legionella Risk Manager e formatore professionista laureato in Biotecnologie si occupa di Rischio Biologico e prevenzione nei luoghi lavorativi e non solo.

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