BENEFICI DEL COLOSTRO BOVINO

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By Michela Cattabriga

Cos’è il colostro bovino?

Il colostro bovino è un siero concentrato presente nel latte vaccino delle mucche che si forma subito dopo la nascita del vitellino, generalmente durante un parto la mucca produce 40 litri di colostro, di cui la maggiorparte verrà consumato dal vitello, e gli altri restanti litri saranno congelati poi ridotti in polvere a scopo di alimentazione umana. Questo prodotto delle mucche è studiato dal lato biologico poichè la sua formulazione è ricchissima e variegata, cosa non da poco per un integratore del tutto naturale.

Cosa contiene il colostro bovino?

Il colostro delle mucche contiene:

  • il fattore di sviluppo IGF-1
  • fattori immunitari
  • lattoferrina
  • vitamine essenziali, minerali, amminoacidi
  • immunoglobuline
  • citochine
  • inibitori della tripsina e delle proteasi
  • anticorpo polipeptide PRP
  • glicoproteine
  • anticorpi

Quali sono i benefici del colostro bovino?

Il colostro bovino rigenera e accellera la riparazione di muscoli, ossa, cartilagini, tessuto nervoso. Fa sì che l’organismo non sia attaccato da virus, funghi, batteri vari. Esso favorisce inoltre la guarigione di tagli e abrasioni: ottimo nelle giornate post-intervento chirurgico. Migliora inoltre i livelli di zucchero cerebrali, ottimizza il consumo dei grassi. Equilibria serotonina e dopamina. Cosa non da poco, il colostro aiuta nelle malattie autoimmuni diminuendo l’iperrisposta immunitaria, e ripristina la barriera intestinale in modo ottimale.

A quale dosaggio si assume?

Il dosaggio di assunzione del colostro varia dai 3 ai 6 grammi al dì, sempre a stomaco vuoto. I bambini devono assumere metà della dose per adulti. Gli atleti possono assumere 6 grammi prima dell’allenamento. Le donne in gravidanza devono chiedere parere al proprio medico prima dell’assunzione. Non ci sono problemi per gli intolleranti al lattosio poichè il colostro non è un latticino.

Bibliografia

  • Hamilton, Whitney and Sizer, 1985, Nutrition: “Concepts and Controversies”
  • Ushijima et al., Dept. of Enteroviruses, Japanese National Health Institute, Jan.1991
  • Jage, Kampmann, Kolk, et al., 1992, Clin. Investigation Jul.70(7)p588-94