10 Giorni di Coma per un Morso di Zecca

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By Nazzareno Silvestri

Questo articolo racconta la drammatica storia di 10 giorni di coma per un morso di zecca vissuta da Alberto Chele, 45 anni di Borca di Cadore (Belluno), e ti fornisce tutte le informazioni aggiornate sull’encefalite da zecche (TBE), i rischi reali in Italia nel 2026, i sintomi da non sottovalutare e le strategie di prevenzione più efficaci. Scoprirai come una puntura apparentemente banale possa portare a una meningoencefalite grave, cosa fare in caso di morso e perché il vaccino è la migliore difesa. È utile per escursionisti, famiglie con bambini, residenti in zone endemiche (Veneto, Trentino, Friuli, Lombardia) e per chiunque frequenti boschi, prati o montagne e voglia proteggere sé stesso e i propri cari da conseguenze potenzialmente devastanti.

Introduzione

Nel maggio 2025 Alberto Chele, 45 anni, è stato morso da una zecca durante un’escursione in Cadore. Pochi giorni dopo è iniziata la febbre, seguita da un rapido peggioramento che lo ha portato in rianimazione e in coma farmacologico per 10 giorni. Oggi sta affrontando mesi di riabilitazione con tremori, astenia e difficoltà cognitive, ma il suo appello è chiaro: «Ho rischiato di morire, vaccinatevi». La sua storia, riportata dal Gazzettino, è un monito concreto sull’allarme zecche Italia e sull’encefalite da zecche (TBE), una malattia virale che può colpire il sistema nervoso centrale con conseguenze gravi o permanenti. Nel 2026 i casi di TBE sono in aumento nelle regioni del Nord-Est e non solo, a causa di clima più mite e umidità prolungata. Conoscere i rischi, i sintomi e le misure di prevenzione può salvare la vita o evitare calvari lunghi e dolorosi.

Consiglio in grassetto: Non sottovalutare mai un morso di zecca, soprattutto in zone endemiche come Belluno, Trento, Friuli e parti della Lombardia: la TBE può evolvere in encefalite grave anche in persone sane e vaccinate in tempo si previene quasi completamente.

La Storia di Alberto Chele: 10 Giorni di Coma per Morso di Zecca

Alberto Chele, residente a Borca di Cadore, è stato morso da una zecca durante un’uscita in montagna. Dopo pochi giorni ha sviluppato febbre alta, mal di testa e malessere generale. La situazione è precipitata rapidamente: trasferito in ospedale, è stato messo in coma farmacologico per una decina di giorni a causa di una meningoencefalite da TBE confermata dalle analisi. Oggi, a distanza di mesi, affronta un lungo percorso di riabilitazione con tremori, debolezza e problemi cognitivi. Il suo messaggio è forte: «Ho continuato a rimandare il vaccino, è stato un errore. Vaccinatevi». Casi simili si stanno moltiplicando in Veneto e Trentino, con pazienti che finiscono in rianimazione e devono affrontare riabilitazione prolungata.

Cos’è l’Encefalite da Zecche (TBE) e Come Si Manifesta

La TBE è causata da un flavivirus trasmesso dal morso di zecche infette (Ixodes ricinus). Il decorso tipico è bifasico:

  • Prima fase (dopo 3-28 giorni dal morso): sintomi simil-influenzali (febbre alta, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari) che durano pochi giorni.
  • Intervallo asintomatico di 1-3 settimane.
  • Seconda fase (nel 10-20% dei casi sintomatici): coinvolgimento del sistema nervoso centrale con meningite, encefalite o mielite. Sintomi: rigidità nucale, confusione, convulsioni, paralisi, tremori. Nei casi gravi si arriva al coma e, raramente, al decesso (circa 1%).

Conseguenze a lungo termine: astenia cronica, problemi di memoria, tremori, difficoltà di concentrazione. Nei bambini il decorso è spesso più lieve, ma negli adulti può lasciare esiti permanenti.

Consiglio in grassetto: Se dopo un morso di zecca compaiono febbre, mal di testa intenso o sintomi neurologici, vai immediatamente al pronto soccorso e segnala il morso: la diagnosi precoce può cambiare il decorso della malattia.

Zone a Rischio in Italia nel 2026

Le aree più colpite sono:

  • Provincia di Belluno e Cadore (Veneto)
  • Trentino-Alto Adige
  • Friuli Venezia Giulia
  • Parti della Lombardia (Valtellina, Bergamasca)
  • Appennino tosco-emiliano e Liguria

L’attività delle zecche è iniziata presto nel 2026 grazie alle temperature miti, con casi segnalati già a marzo-aprile.

Come Prevenire il Morso di Zecca e la TBE

  1. Abbigliamento protettivo Pantaloni lunghi infilati nei calzini, maglie a maniche lunghe, colori chiari, cappello.
  2. Repellenti Prodotti a base di icaridina o DEET su pelle e vestiti.
  3. Controlli Dopo ogni escursione controlla accuratamente tutto il corpo (testa, collo, ascelle, inguine, dietro le ginocchia).
  4. Vaccino contro la TBE Esiste un vaccino sicuro ed efficace (3 dosi + richiami). Gratuito o raccomandato in molte zone endemiche del Nord-Est. Alberto Chele lo raccomanda vivamente: «È stato un errore rimandare».
  5. Rimozione corretta Usa una pinzetta a punta fine, tira lentamente senza schiacciare il corpo della zecca. Disinfetta e monitora per 30 giorni.

Consiglio in grassetto: Il vaccino contro la TBE è la misura preventiva più efficace: se vivi o frequenti zone a rischio, parlane con il tuo medico o con l’ASL. Pochi minuti di vaccinazione possono evitare mesi di sofferenza.

Cosa Fare in Caso di Morso

  • Rimuovi la zecca il prima possibile con pinzetta (non olio, alcol o calore).
  • Disinfetta la zona.
  • Conserva la zecca per eventuali analisi.
  • Monitora febbre, eritema o sintomi neurologici per 30 giorni.
  • In caso di dubbi vai al pronto soccorso e segnala il morso.

Conclusioni su 10 Giorni di Coma per un Morso di Zecca

La storia di Alberto Chele, con i suoi 10 giorni di coma e il lungo percorso di riabilitazione, è un monito drammatico ma prezioso sull’allarme zecche Italia e sulla TBE. Una puntura apparentemente banale può portare a encefalite grave, coma e conseguenze a lungo termine. La prevenzione è semplice ed efficace: abbigliamento protettivo, repellenti, controlli accurati dopo ogni uscita e, soprattutto, il vaccino contro la TBE nelle zone a rischio. Non rinunciare alla bellezza della montagna e dei boschi: esci con consapevolezza, proteggi te stesso e i tuoi cari e, se vivi o frequenti aree endemiche, considera seriamente la vaccinazione. Ogni controllo dopo una passeggiata e ogni dose di vaccino sono gesti che possono salvare la vita o evitare calvari come quello di Alberto. Vivi la natura con rispetto e attenzione: le zecche si evitano, la gioia di stare all’aperto no.

Domande Frequenti su 10 Giorni di Coma per un Morso di Zecca

Chi è più a rischio di forme gravi di TBE? Adulti sopra i 50 anni, persone non vaccinate e chi frequenta zone endemiche. Nei bambini il decorso è spesso più lieve.

Cosa fare se si viene morsi da una zecca? Rimuovere subito con pinzetta, disinfettare e monitorare per 30 giorni. Segnalare al medico se compaiono sintomi. Non schiacciare la zecca.

Quando è consigliato il vaccino contro la TBE? Prima della stagione delle zecche, soprattutto per residenti o frequentatori di zone endemiche (Belluno, Trento, Friuli). È sicuro ed efficace.

Come riconoscere una zecca? Piccola, scura, con 8 zampe. Si attacca alla pelle e si gonfia succhiando sangue. Controlla sempre dopo essere stati in natura.

Dove trovare il vaccino contro la TBE? Presso i servizi di igiene pubblica delle ASL o centri vaccinali. In alcune province è gratuito o fortemente raccomandato.

Perché la storia di 10 giorni di coma per un morso di zecca deve far riflettere? Perché mostra quanto una puntura possa portare a conseguenze gravissime se non prevenuta. Il vaccino e le misure di protezione sono l’unico modo davvero efficace per evitare tragedie simili.

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