Si può riprendere la varicella una seconda volta?

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By Francesco Centorrino

Scopri in questo articolo se si può riprendere la varicella una seconda volta e quali sono le implicazioni per la salute.

La varicella, nota anche come varicella-zoster o chickenpox, è una malattia infettiva altamente contagiosa causata dal virus varicella-zoster (VZV). Questo articolo esplora se è possibile contrarre nuovamente la varicella dopo averla già avuta, analizzando i meccanismi immunitari, i casi di reinfezione, le differenze con l’herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio) e le strategie di prevenzione. Tratteremo sintomi, fattori di rischio, complicanze e consigli pratici per chi è interessato alla microbiologia e alle infezioni virali.

L’articolo sarà utile per genitori, adulti che hanno avuto la malattia in infanzia, operatori sanitari e chiunque voglia approfondire l’immunità contro il VZV. Fornirà informazioni basate su evidenze scientifiche per distinguere miti da realtà e adottare comportamenti preventivi consapevoli.

Introduzione su se si può riprendere la varicella una seconda volta

La varicella è una delle classiche malattie esantematiche dell’infanzia, caratterizzata da febbre e un’eruzione cutanea pruriginosa con vescicole. Dopo la guarigione, il virus varicella-zoster non viene eliminato completamente dall’organismo, ma rimane latente nei gangli nervosi.

Molte persone credono che la varicella si contragga una sola volta nella vita grazie all’immunità permanente. Tuttavia, sebbene sia raro, in certi casi è possibile una reinfezione da varicella o una riattivazione del virus sotto forma di herpes zoster.

Comprendere questi aspetti è fondamentale in ambito microbiologico per valutare rischi, soprattutto in soggetti immunocompromessi o esposti professionalmente. Questo contenuto aiuta a chiarire dubbi comuni e a promuovere scelte informate su vaccinazione e igiene.

Cos’è la varicella e come agisce il virus

La varicella rappresenta l’infezione primaria da virus varicella-zoster (VZV), un herpesvirus che si trasmette per via aerea o per contatto diretto con lesioni cutanee.

Il periodo di incubazione varia da 10 a 21 giorni, con contagiosità massima nelle 48 ore precedenti l’eruzione e fino a quando le vescicole non formano croste. Nei bambini sani il decorso è generalmente benigno, ma negli adulti o nei soggetti fragili può complicarsi con polmonite, encefalite o infezioni batteriche secondarie.

Una volta superata l’infezione acuta, il VZV migra nei gangli delle radici nervose dorsali e craniche, dove entra in uno stato di latenza. Questo meccanismo di persistenza virale è tipico dei virus herpes e spiega perché il sistema immunitario non lo elimina del tutto.

La varicella stimola una risposta immunitaria umorale (anticorpi) e cellulare che conferisce protezione duratura contro nuove infezioni primarie nella maggior parte delle persone immunocompetenti.

L’immunità dopo la prima infezione da varicella

Dopo aver contratto la varicella, l’organismo sviluppa un’immunità considerata permanente in quasi tutti i soggetti sani. Gli anticorpi IgG specifici contro il VZV persistono nel tempo e la memoria immunitaria cellulare impedisce tipicamente una nuova infezione sistemica.

Studi epidemiologici indicano che la probabilità di reinfezione da varicella è molto bassa negli individui immunocompetenti. Tuttavia, l’immunità non è assoluta al 100%: esposizioni intense o difetti nella risposta immunitaria secondaria possono consentire casi rari di seconda varicella.

È importante distinguere la reinfezione (nuova infezione esogena) dalla riattivazione (endogena), che porta all’herpes zoster. Quest’ultima non è una nuova varicella, ma una manifestazione localizzata dovuta al risveglio del virus latente.

La varicella una volta guarita riduce drasticamente il rischio di contrarla nuovamente, ma non elimina del tutto la possibilità in condizioni particolari.

È possibile contrarre la varicella una seconda volta?

Sì, è possibile riprendere la varicella una seconda volta, anche se si tratta di un evento raro. La letteratura scientifica riporta casi di reinfezione clinica sia in bambini che in adulti, talvolta con forme più lievi.

Uno studio giapponese del 2002 ha rilevato che circa il 13% dei bambini con diagnosi di varicella aveva già avuto un episodio documentato in precedenza, suggerendo che le ricorrenze cliniche potrebbero essere più frequenti di quanto tradizionalmente pensato. Casi di reinfezione da varicella-zoster sono stati descritti anche in individui sieropositivi con anticorpi preesistenti.

La seconda varicella si manifesta di solito con sintomi attenuati: minor numero di lesioni, febbre più bassa e decorso più breve. Tuttavia, in presenza di immunodepressione (chemio, HIV, terapie immunosoppressive) il quadro può essere grave e disseminato.

Fattori che aumentano il rischio includono:

  • Sistema immunitario compromesso
  • Esposizione professionale intensa (operatori sanitari)
  • Storia familiare di ricorrenze
  • Infezione primaria avvenuta molto precocemente

Nonostante ciò, per la stragrande maggioranza delle persone sane la varicella resta un’infezione “una tantum”.

Differenza tra reinfezione da varicella e herpes zoster

È comune confondere la reinfezione da varicella con l’herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio). Si tratta di due entità distinte.

La reinfezione è una nuova infezione esogena da VZV che causa un quadro simile alla prima varicella, con eruzione generalizzata. L’herpes zoster, invece, è la riattivazione del virus latente e produce un’eruzione unilaterale, dolorosa, limitata a uno o pochi dermatomeri.

Circa il 10-20% di chi ha avuto la varicella svilupperà almeno un episodio di zoster nel corso della vita, con rischio crescente dopo i 50 anni o in condizioni di stress immunitario. A differenza della varicella, lo zoster non conferisce immunità contro una nuova infezione primaria, ma può trasmettere il VZV a soggetti non immuni, causando varicella in loro.

La varicella generalizzata e l’herpes zoster richiedono diagnosi differenziale accurata, spesso supportata da test sierologici (avidità degli anticorpi IgG) o PCR.

Fattori di rischio per una seconda infezione da varicella

I principali fattori che favoriscono la reinfezione da varicella sono legati a una ridotta efficacia della memoria immunitaria:

  • Immunodepressione: malati oncologici, trapiantati, pazienti con HIV o in terapia con corticosteroidi e biologici.
  • Età: adulti e anziani hanno maggiore probabilità di forme severe in caso di reinfezione.
  • Esposizione elevata: ambienti chiusi con alta carica virale (scuole, reparti ospedalieri).
  • Vaccinazione incompleta o assente: soggetti con una sola dose di vaccino possono avere breakthrough infections.
  • Fattori genetici o familiari: alcuni cluster familiari suggeriscono una predisposizione.

Negli operatori sanitari sono stati documentati casi occupazionali di ricorrente varicella, sottolineando l’importanza della sorveglianza e della vaccinazione.

La varicella in reinfezione tende a essere più lieve nei sani, ma richiede comunque attenzione per evitare complicanze.

Sintomi di una possibile seconda varicella

I sintomi di una seconda varicella sono spesso attenuati rispetto alla prima infezione. Tipicamente compaiono febbre, malessere generale e un’eruzione vescicolare pruriginosa, ma con minor estensione corporea.

Le lesioni evolvono più rapidamente da macule a papule, vescicole e croste. Il prurito può essere meno intenso, ma resta fastidioso. In alcuni casi la febbre è assente o lieve.

Rispetto all’herpes zoster, manca il dolore neuropatico prodromico e l’eruzione non è dermatomerica. Se sospetti una reinfezione da varicella, consulta subito un medico per conferma diagnostica e per escludere altre cause di esantema (enterovirus, allergie, ecc.).

Nei soggetti a rischio, una seconda varicella può evolvere in polmonite varicellosa o complicanze neurologiche, rendendo essenziale un intervento tempestivo.

Diagnosi e conferma di reinfezione

La diagnosi di reinfezione da varicella si basa su anamnesi (storia di precedente episodio), quadro clinico ed esami di laboratorio.

Test sierologici misurano IgM (indicativi di infezione recente) e IgG con avidità: bassa avidità suggerisce infezione primaria o recente, alta avidità indica reinfezione o riattivazione. La PCR su liquido vescicolare o sangue conferma la presenza di DNA virale.

Nei casi dubbi, soprattutto in ambito ospedaliero, la tipizzazione virale aiuta a distinguere ceppi vaccinali da wild-type.

Una diagnosi precoce di varicella (prima o seconda) permette di isolare il paziente e di iniziare terapia antivirale (aciclovir) quando indicata, riducendo il rischio di trasmissione e complicanze.

Trattamento e gestione della varicella ricorrente

Il trattamento della seconda varicella è simile a quello della prima: sintomatico con antipiretici (paracetamolo, mai aspirina nei bambini), antistaminici per il prurito e cure igieniche delle lesioni per prevenire sovrainfezioni batteriche.

Nei casi gravi o in pazienti immunocompromessi si ricorre ad antivirali per via endovenosa. L’isolamento domiciliare o ospedaliero è fondamentale fino a completa crostificazione delle lesioni.

La varicella in reinfezione richiede monitoraggio attento delle complicanze respiratorie e neurologiche. Il riposo e una buona idratazione supportano il recupero immunitario.

Prevenzione: il ruolo del vaccino contro la varicella

La vaccinazione rimane lo strumento più efficace per prevenire sia la varicella primaria che eventuali reinfezioni. Due dosi di vaccino conferiscono protezione superiore al 90% contro la malattia e oltre il 95% contro forme gravi.

Anche chi ha già avuto la varicella naturale può beneficiare di valutazioni sierologiche in contesti ad alto rischio (operatori sanitari, donne in età fertile). Il vaccino anti-herpes zoster (disponibile per over 50 o categorie a rischio) riduce il rischio di riattivazione.

In Italia il vaccino contro la varicella è raccomandato nel calendario vaccinale pediatrico e per suscettibili adulti.

Consiglio pratico: verifica il tuo stato immunitario con il medico di base o in un centro vaccinale se lavori in ambito sanitario o hai contatti frequenti con bambini.

Complicanze possibili in caso di reinfezione

Sebbene rara, una seconda varicella può portare alle stesse complicanze della prima, talvolta con maggiore severità negli adulti:

  • Infezioni batteriche cutanee (Staphylococcus, Streptococcus)
  • Polmonite varicellosa
  • Encefalite o atassia cerebellare
  • Complicanze emorragiche o epatiche in immunodepressi

Nelle donne in gravidanza la reinfezione comporta rischi per il feto (sindrome della varicella congenita). Nei neonati di madri non immuni può causare varicella neonatale grave.

La prevenzione attraverso isolamento e profilassi post-esposizione (immunoglobuline specifiche) è cruciale nei soggetti vulnerabili.

Conclusioni su si può riprendere la varicella una seconda volta

Si può riprendere la varicella una seconda volta? In sintesi, sì, è possibile, ma si tratta di un evento raro soprattutto nelle persone con sistema immunitario efficiente. L’immunità naturale dopo la prima varicella è generalmente duratura e protettiva, mentre il virus rimane latente e può riattivarsi come herpes zoster.

Casi di reinfezione da varicella sono documentati principalmente in contesti di immunodepressione o esposizione intensa. Distinguere tra reinfezione e zoster è essenziale per una corretta gestione.

La vaccinazione, l’igiene e il monitoraggio medico rappresentano gli alleati migliori per ridurre rischi. In ambito microbiologico, comprendere la persistenza del VZV aiuta a promuovere una cultura della prevenzione basata su evidenze.

Se hai dubbi sul tuo stato immunitario o hai avuto contatti con casi di varicella, consulta un infettivologo o il tuo medico curante.

Domande Frequenti su si può riprendere la varicella una seconda volta

Chi può contrarre nuovamente la varicella? Principalmente soggetti immunocompromessi, adulti con esposizione elevata o bambini con risposta immunitaria incompleta. Consiglio in grassetto: verifica sempre il tuo stato immunitario con test sierologici prima di esposizioni rischiose.

Cosa distingue una seconda varicella dall’herpes zoster? La reinfezione causa eruzione generalizzata simile alla prima, mentre lo zoster è localizzato e doloroso. Consiglio in grassetto: richiedi una diagnosi differenziale con PCR o test di avidità anticorpale.

Quando è più probabile una reinfezione da varicella? In caso di immunodepressione, stress o esposizione intensa, anche anni dopo la prima infezione. Consiglio in grassetto: mantieni aggiornate le vaccinazioni e evita contatti se non immune.

Come si previene una possibile seconda varicella? Con due dosi di vaccino, igiene delle mani e isolamento dei casi. Consiglio in grassetto: vaccina i tuoi figli e valuta la profilassi post-esposizione se sei a rischio.

Dove si manifesta tipicamente una reinfezione da varicella? Su tutto il corpo con vescicole pruriginose, a differenza dello zoster che segue i dermatomeri. Consiglio in grassetto: osserva attentamente la distribuzione delle lesioni e consulta il medico prontamente.

Perché è raro riprendere la varicella una seconda volta? Grazie all’immunità umorale e cellulare duratura che blocca nuove infezioni primarie. Consiglio in grassetto: rafforza le difese con stile di vita sano e vaccinazioni raccomandate.

Fonti

Crediti fotografici

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