Perché FNOVI contesta l’Accordo sui tecnologi alimentari

Foto dell'autore

By Roberto Romeo

Revisionato dal Medical Board

Perché FNOVI contesta l’Accordo sui tecnologi alimentari? La Federazione esprime perplessità sull’intesa Stato-Regioni.

Questo approfondimento esamina le ragioni della posizione della Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani rispetto all’intesa del 1° ottobre 2026. Spiega i punti critici legati alle competenze professionali e all’approccio One Health. Risulta utile a operatori del settore agroalimentare, professionisti sanitari, tecnologi alimentari, veterinari e cittadini interessati alla sicurezza degli alimenti e all’organizzazione della sanità pubblica. Inoltre fornisce elementi per comprendere i vantaggi di un inserimento equilibrato di queste figure nelle ASL.

Introduzione su perché FNOVI contesta l’Accordo sui tecnologi alimentari

Perché FNOVI contesta l’Accordo sui tecnologi alimentari rappresenta una questione centrale per la governance della sicurezza alimentare in Italia. L’intesa approvata in Conferenza Stato-Regioni definisce indirizzi per l’impiego dei tecnologi alimentari nei controlli ufficiali previsti dal Regolamento (UE) 2017/625. Di conseguenza la Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani ha espresso forte perplessità e disappunto. Infatti riconosce il valore della multidisciplinarietà; tuttavia ritiene indispensabile una chiara individuazione di competenze e responsabilità. Inoltre il richiamo all’approccio One Health non deve generare sovrapposizioni di ruoli. Pertanto diventa essenziale analizzare i contenuti dell’Accordo e le richieste di chiarimento avanzate.

Il contesto dell’Accordo Stato-Regioni

L’Accordo fornisce indirizzi condivisi per l’impiego delle professionalità tecnico-scientifiche del tecnologo alimentare. In particolare le Autorità competenti possono avvalersi di questa figura non solo per attività tecnico-specialistiche. Ma anche per ispezioni, audit, campionamento ufficiale, verifiche documentali, analisi del rischio e attività connesse ai controlli ufficiali. Inoltre Regioni e Province autonome possono tenerne conto nell’organizzazione dei Dipartimenti di prevenzione, dei SIAN, dei Servizi veterinari e di altre strutture competenti. Di conseguenza perché FNOVI contesta l’Accordo sui tecnologi alimentari deriva dalla portata di queste previsioni. Infatti avrebbero richiesto un confronto approfondito con le professioni sanitarie che da decenni garantiscono le funzioni di prevenzione e controllo ufficiale all’interno del Servizio sanitario nazionale.

Le principali criticità sollevate dalla Federazione

FNOVI sottolinea che One Health significa integrazione di competenze diverse e complementari. Non indeterminatezza delle funzioni professionali. Pertanto è necessario evitare che il richiamo alla multidisciplinarietà si traduca in una progressiva sovrapposizione di ruoli e responsabilità. La sicurezza alimentare, soprattutto per gli alimenti di origine animale e l’intera filiera che collega salute animale, benessere animale, zoonosi e produzione primaria, rappresenta un ambito fondamentale della sanità pubblica veterinaria. Il medico veterinario del Servizio sanitario nazionale opera con competenze sanitarie, epidemiologiche e di valutazione del rischio che devono trovare pieno riconoscimento. Inoltre la clausola di salvaguardia dell’Accordo stabilisce che restano ferme le competenze attribuite alle professioni sanitarie. Tuttavia è essenziale che tale principio trovi applicazione concreta e uniforme sul territorio nazionale.

Perché FNOVI contesta l’Accordo sui tecnologi alimentari: le richieste di FNOVI per la fase applicativa

La Federazione chiede che nella fase applicativa dell’Accordo siano definiti con precisione i confini delle attività attribuibili alle diverse professionalità. Inoltre le relative responsabilità e le modalità del loro inserimento nelle Autorità competenti. Garantendo così coerenza con l’ordinamento professionale e con l’attuale organizzazione della sanità pubblica. Di conseguenza la qualità dei controlli ufficiali non può dipendere dalla semplice estensione del numero delle figure coinvolte. Dipende invece dalla competenza, dalla formazione, dalla chiara attribuzione delle responsabilità e dalla capacità di mantenere un sistema di prevenzione autorevole, omogeneo e realmente integrato. Su questi principi FNOVI ritiene necessario aprire un confronto con il Ministero della Salute e con le Regioni. Pertanto perché FNOVI contesta l’Accordo sui tecnologi alimentari si collega direttamente a queste esigenze di chiarezza operativa.

Il ruolo del tecnologo alimentare e i vantaggi nelle ASL

Il tecnologo alimentare possiede competenze multidisciplinari in scienza e tecnologia degli alimenti, processi di trasformazione, igiene, HACCP, qualità e sostenibilità. Di conseguenza può apportare un contributo significativo nei controlli ufficiali. In particolare l’inserimento di questa figura nelle ASL offre vantaggi concreti. Infatti consente un approccio basato sull’audit di processo e sulla valutazione del rischio tecnologico. Inoltre rafforza il controllo critico dei sistemi HACCP oltre il semplice controllo visivo o documentale. Esperienze territoriali, come il modello campano, dimostrano che la presenza del tecnologo eleva la qualità dei controlli. Portando competenze specifiche su processi produttivi, rintracciabilità e prevenzione di contaminazioni microbiologiche e chimiche. Tuttavia questi vantaggi si realizzano pienamente solo se i confini professionali restano chiari e complementari rispetto alle professioni sanitarie già operative.

Multidisciplinarietà e approccio One Health

L’approccio One Health promuove l’integrazione tra salute umana, animale e ambientale. Di conseguenza l’inserimento di figure tecniche come il tecnologo alimentare può arricchire il sistema di prevenzione. Tuttavia FNOVI evidenzia che l’integrazione non deve generare indeterminatezza. Infatti la sicurezza degli alimenti di origine animale richiede competenze epidemiologiche e sanitarie tipiche della medicina veterinaria. Allo stesso tempo le competenze di processo del tecnologo alimentare risultano complementari per gli aspetti di trasformazione e gestione dei sistemi produttivi. Pertanto un dialogo strutturato tra le professioni permette di valorizzare entrambe le expertise senza sovrapposizioni. Inoltre favorisce un sistema di controlli più robusto e orientato alla prevenzione dei rischi lungo l’intera filiera.

Aspetti organizzativi e responsabilità professionali

L’Accordo prevede che le modalità di inquadramento, reclutamento e progressione restino disciplinate dalla contrattazione collettiva e dai regolamenti concorsuali. Inoltre restano ferme le competenze delle professioni sanitarie. Di conseguenza diventa prioritario definire in modo operativo i confini delle attività ispettive, degli audit e delle analisi del rischio. Affinché ogni professionalità operi nell’ambito delle proprie competenze riconosciute. In questo quadro perché FNOVI contesta l’Accordo sui tecnologi alimentari assume rilievo per la tutela della coerenza del sistema. Infatti un’applicazione non uniforme potrebbe generare incertezze operative sul territorio. Inoltre rischierebbe di indebolire l’autorevolezza complessiva dei controlli ufficiali.

Elementi di confronto e prospettive future

FNOVI riconosce pienamente il contributo delle diverse professionalità che operano nel sistema della sicurezza alimentare. Tuttavia ritiene indispensabile che ogni intervento sull’organizzazione dei controlli ufficiali si fondi su una chiara individuazione delle competenze. Di conseguenza la fase applicativa dell’Accordo rappresenta un momento decisivo. In questo contesto il confronto con il Ministero della Salute e con le Regioni può chiarire le modalità di inserimento e le relative responsabilità. Inoltre può valorizzare i vantaggi concreti derivanti dalla presenza del tecnologo alimentare nelle strutture di prevenzione. Senza compromettere il ruolo consolidato delle professioni sanitarie. Pertanto un dialogo costruttivo favorisce un sistema realmente integrato e orientato alla tutela della salute pubblica.

Conclusioni su perché FNOVI contesta l’Accordo sui tecnologi alimentari

Perché FNOVI contesta l’Accordo sui tecnologi alimentari emerge come una posizione di tutela della chiarezza professionale e della qualità dei controlli ufficiali. L’intesa del 1° ottobre 2026 apre spazi di collaborazione multidisciplinare; tuttavia richiede definizioni precise dei confini operativi. Inoltre l’approccio One Health deve tradursi in integrazione complementare e non in indeterminatezza. Di conseguenza la fase applicativa rappresenta l’occasione per garantire coerenza con l’ordinamento professionale e con l’organizzazione della sanità pubblica. Allo stesso tempo l’inserimento equilibrato del tecnologo alimentare nelle ASL può apportare vantaggi concreti in termini di audit di processo e valutazione del rischio tecnologico. Rafforzando così il sistema complessivo di prevenzione a beneficio della sicurezza alimentare e della tutela dei cittadini.

Domande Frequenti su perché FNOVI contesta l’Accordo sui tecnologi alimentari

Chi rappresenta FNOVI e perché interviene su questo tema?
FNOVI è la Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani, che tutela le competenze della professione veterinaria nella sanità pubblica e nella sicurezza alimentare.
Consiglio: consultare sempre i comunicati ufficiali della Federazione per comprendere le posizioni istituzionali.

Cosa prevede concretamente l’Accordo Stato-Regioni?
L’Accordo fornisce indirizzi per l’impiego del tecnologo alimentare nei controlli ufficiali, comprese attività ispettive, audit e analisi del rischio, nel rispetto delle competenze esistenti.
Consiglio: leggere il testo integrale dell’Accordo per verificare le clausole di salvaguardia.

Quando è stato sancito l’Accordo e quando iniziano le fasi applicative?
L’Accordo è stato sancito il 1° ottobre 2026 in Conferenza Stato-Regioni; le fasi applicative dipendono dalle disposizioni di Ministero e Regioni.
Consiglio: monitorare i provvedimenti regionali per conoscere le tempistiche territoriali.

Come può essere valorizzato il contributo del tecnologo alimentare senza sovrapposizioni?
Attraverso la definizione precisa dei confini di attività e delle responsabilità, garantendo complementarietà con le professioni sanitarie.
Consiglio: favorire tavoli di confronto interprofessionali per definire protocolli operativi chiari.

Dove possono essere inseriti i tecnologi alimentari secondo l’Accordo?
Nei Dipartimenti di prevenzione, nei SIAN, nei Servizi veterinari e in altre strutture competenti delle ASL e delle Regioni.
Consiglio: verificare le scelte organizzative della propria Regione o ASL di riferimento.

Perché è importante definire i confini professionali?
Perché la qualità dei controlli dipende dalla chiara attribuzione di responsabilità e dalla competenza specifica, non solo dall’ampliamento delle figure coinvolte.
Consiglio: promuovere sempre un approccio integrato che rispetti le specificità di ogni professione.

Fonti

Crediti fotografici

Immagine in evidenza generata con AI – Link

Segui Microbiologia Italia

Se ti è piaciuto questo contenuto e vuoi supportare Microbiologia Italia seguici su MSN e su Google News. Inserisci Microbiologia Italia tra le tue fonti preferite per ricevere aggiornamenti di qualità su argomenti scientifici simili.