Ipovitaminosi d: un problema tipico invernale

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By Michela Cattabriga

Un problema tipico invernale è la carenza di vitamina d, tipica dell’inverno, ecco le cause, gli effetti dell ipovitaminosi d.

Fino ai giorni nostri, la carenza di vitamina D è stata molto sottovalutata; tuttavia si tratta di un problema tipico invernale, solitamente la vitamina D è stata associata alla salute delle ossa e all’assorbimento del calcio, ma oggigiorno invece i ricercatori hanno compreso che questa importante vitamina è fondamentale per il funzionamento del sistema immunitario, per proteggersi dal diabete, dall’ipertensione, e dalla sclerosi multipla. Se non si sta al sole in maniera sufficiente, è buona cosa integrare questa importantissima vitamina.

  • Cause della carenza di vitamina D
  • Effetti negativi della ipovitaminosi D
  • Quanto e come assumere vitamina D

Cause della carenza di vitamina D

A differenza del diciannovesimo secolo in cui la gente trascorreva tantissimo tempo all’aperto a dispetto del clima ostile, oggi si sta sempre di più chiusi in casa, quindi la carenza di vitamina D è comune, è un problema tipico invernale. La carenza di questa importante vitamina è data da 6 fattori primari:

  • carenza di esposizione al sole, la pelle produce vitamina D dall’esposizione diretta ai raggi solari
  • dieta restrittiva, la vitamina D è naturalmente presente in cibi come latticini, manzo, pesce selvatico
  • problemi renali, i reni convertono il 25-OHD nella forma attiva di vitamina D, quindi utile avere reni sani
  • tenue assorbimento dei nutrienti, patologie come il morbo celiaco, il morbo di Crohn, la fibrosi cistica rallentano l’assorbimento dei nutrienti
  • utilizzo di certi medicinali, barbiturici e altri farmaci inabilitano la conversione del 25-OHD in vitamina D
  • eccesso di melanina nella pelle, come succede nei bambini africani

Effetti negativi della ipovitaminosi D

Gli effetti nocivi della carenza di vitamina D porta a varie patologie importanti, e in letteratura scientifica è risaputo che la vitamina D carente nel sangue e nelle cellule porta a stress ossidativo, metabolismo dei lipidi sballato e un sistema renina-angiotensina-aldosterone non consono, quindi questi 3 problemi portano a patologie cardiovascolari importanti; sulla rivista Circulation è uscito un articolo in cui si evidenzia la proprietà rigenerativa vascolare della vitamina D. Inoltre sulla rivista scientifica Rheumatology International si è evidenziato che alti livelli di vitamina D proteggono dal dolore cronico articolare. Un team di ricercatori italiani ha scoperto che i bambini con l’artrite reumatoide hanno bassi livelli di 25-OHD nel sangue, quindi si evince che i bambini che stanno al sole per tante ore si ammalano meno di artrite reumatoide. Infine, bassi livelli plasmatici di vitamina D è correlato all’incidenza di cancro prostatico, mentre alti livelli di vitamina D assicurano una bassa incidenza di cancro alla prostata, secondo recenti studi.

Quanto e come assumere vitamina D

E’ risaputo che la supplementazione di vitamina D assicura la prevenzione dell’osteomalacia, del rachitismo, di miopatie. I giovani dovrebbero assumere 800-1000 IU di vitamina D, mentre le dosi raccomandate per gli adulti over 50 è 400-800 IU di vitamina D alla settimana. Esporsi al sole per 30 minuti verso le 11 del mattino con le gambe e le braccia scoperte è buona cosa raccomandata. Occorre assumere integratori di vitamina D3 miscelata con vitamina K2 sottoforma di MK-7, che è la forma di vitamina D più bioattiva ed efficace. Il calcio entrerà così nelle ossa in modo effettivo.

Bibliografia

  • Stagi et al. “Determinants of vitamin D levels in children, adolescents, and young adults with juvenile idiopathic arthritis” – 2014
  • Schenk et al. “Serum 25-hydroxyvitamin D concentrations and risk of prostate cancer: results from the prostate cancer prevention trial”- 2014