Il rischio di Infarto miocardico acuto (IMA) non รจ determinato solo da fattori classici come ipertensione, colesterolo alto, fumo o diabete.
Recenti evidenze scientifiche mostrano che anche alcune infezioni comuni, specialmente virali, possono aumentare in modo significativo il rischio cardiovascolare, agendo sia nel breve che nel lungo termine.
Conoscere quali infezioni rappresentano un fattore di rischio aggiuntivo e perchรฉ ciรฒ accade permette di adottare strategie preventive piรน efficaci, specie nelle persone giร vulnerabili.
Quali infezioni sono implicate
Diverse infezioni sia acute che croniche sono state associate a un aumento del rischio di infarto e altri eventi cardiovascolari importanti. Ecco le principali:
- Influenza (virus influenzali) โ uno studio ha trovato che nei primi 30 giorni dopo lโinfezione il rischio di IMA puรฒ aumentare fino a 4 volte rispetto al periodo di non infezione. healthcare-in-europe.com+3cidrap.umn.edu+3American Heart Association+3
- COVIDโ19 (causato da SARSโCoVโ2) โ lโinfezione da Covid รจ associata a un aumentato rischio di eventi cardiovascolari nel periodo subito dopo e fino a mesi dopo. American Heart Association+2Inside Precision Medicine+2
- Epatite C โ infezione cronica che รจ stata associata a un rischio aumentato di malattia cardiaca coronarica (โ +27%) rispetto a non infetti. cidrap.umn.edu
- Herpes zoster (fuoco di SantโAntonio) โ anche questa condizione virale ha mostrato un rischio leggermente aumentato di IMA e ictus nel lungo termine. Inside Precision Medicine+1
- HIV (infezione da virus dellโimmunodeficienza umana) โ nei soggetti con HIV si osserva un rischio superiore di malattia coronarica rispetto alla popolazione generale. Inside Precision Medicine
Perchรฉ le infezioni possono aumentare il rischio di infarto
Le infezioni possono influenzare il cuore e i vasi in vari modi:
- Infiammazione sistemica acuta โ Lโinfezione attiva il sistema immunitario, che rilascia citochine infiammatorie, favorendo instabilitร delle placche aterosclerotiche e rischio di rottura. American Heart Association+1
- Disfunzione endoteliale โ I vasi sanguigni perdono integritร e la parete si indurisce, aumentando la probabilitร di eventi coronarici. Ahajournals
- Incremento della coagulazione โ Lโinfezione puรฒ determinare uno stato ipercoagulabile che favorisce la formazione di trombi coronarici. News-Medical+1
- Effetti a lungo termine nelle infezioni croniche โ Anche dopo la risoluzione dellโinfezione, ci puรฒ essere un aumento persistente del rischio cardiovascolare in soggetti che hanno avuto infezioni virali croniche. cidrap.umn.edu
Chi รจ piรน a rischio
Le infezioni che aumentano il rischio di IMA diventano un fattore critico soprattutto quando sono associate ad altri fattori di rischio cardiovascolare. I soggetti maggiormente vulnerabili sono:
- persone con malattie cardiache preesistenti o placche aterosclerotiche note;
- soggetti con ipertensione, diabete, dislipidemia;
- persone anziane o con sistema immunitario compromesso;
- soggetti che non sono vaccinati contro influenza, Covid o varicella/Herpes zoster.
Strategie per ridurre il rischio associato alle infezioni
- Vaccinazioni: proteggere contro lโinfluenza stagionale, Covid-19 e varicella/Herpes zoster รจ una strategia importante per ridurre anche il rischio cardiovascolare secondario. American Heart Association
- Gestione attiva dei fattori di rischio cardiovascolare: controllo della pressione, colesterolo, glicemia e stile di vita sano (dieta, esercizio fisico, non fumo).
- Rapida gestione dellโinfezione: in caso di infezione virale, essere seguiti adeguatamente e ridurre il decorso e la gravitร dellโevento.
- Monitoraggio cardiologico: nei pazienti che hanno avuto infezioni gravi potrebbe essere utile uno screening cardiologico, specialmente se compaiono sintomi come dolore toracico, affanno o palpitazioni.
Conclusione
Le infezioni comuni, soprattutto virali, non vanno sottovalutate come fattore di rischio per il cuore.
Anche in soggetti apparentemente sani, unโinfezione influenzale o da Covid puรฒ temporaneamente aumentare notevolmente il rischio di infarto.
Integrare la prevenzione delle infezioni con la cura dei fattori cardiovascolari rappresenta una via strategica per ridurre la probabilitร di eventi cardiaci gravi.

