Il commensalismo: un interazione interspecifica, tutte le peculiarità

Condividi l'articolo di Microbiologia Italia:

Tipologie di relazione

Generalmente, quando pensiamo alla natura siamo portati a riferirci alle varie interazioni come un qualcosa di selvaggio. Difatti, nel corso dell’evoluzione, diverse specie di uno stesso habitat, si sono trovate a competere per determinate risorse.

Però, non è sempre così. Poichè, alcuni organismi si associano al fine di sopravvivere seguendo tre schemi principali:

schemi di associazione
Figura 1 – schemi di associazione [credits: sawakinome]

In particolare, nelle interazioni interspecifiche, indichiamo con “+” un effetto positivo, con “0” un’espressione neutra di interazione e con “–” una relazione svantaggiosa.

Se entrambe le specie traggono vantaggi dalla relazione in processi “pacifici” di condivisione (++), parliamo del mutualismo.  

Invece, quando una specie è favorevolmente influenzata da un’altra, la quale non è danneggiata né favorita, la relazione è (+ 0) e prende il nome di commensalismo.

Infine, se la relazione è favorevole per una specie ma dannosa per l’altra (+-) l’interazione si definisce parassitismo.

Il commensalismo:

 La parola commensalismo deriva dalla parola latina commensalis, che significa “condividere un tavolo”. 

Commensalism - relationships between organisms
Figura 2 – Commensalismo [credits antuanlemon]

Il commensalismo descrive un rapporto in cui un organismo beneficia dell’altro senza danneggiarlo. In particolare, una specie commensale beneficia di un’altra specie ottenendo locomozione, riparo, cibo o sostegno dalla specie ospite, che (per la maggior parte) non beneficia né è danneggiata. 

Il commensalismo varia da brevi interazioni tra specie a simbiosi per tutta la vita. In natura il rapporto commensale garantisce la sopravvivenza ed aumenta la possibilità di crescita e riproduzione di diverse specie.

Tipi di commensalismo

Foresi

Nella foresi ritroviamo specie ospiti che traggono vantaggio in termini di protezione o locomozione.

Un esempio è dato da Naucrates ductor, meglio conosciuto come pesce pilota, i cui esemplari giovani, convivono con meduse, riparandosi nell’ombrello, approfittando della protezione e scarti alimentari.

Mentre, le specie adulte tendono a seguire squali, tartarughe marine, razze, cibandosi dei loro scarti, fornendo un contributo sulla pulizia del commensale.

Altro esempio è dato dalla remora sullo squalo o gli acari sugli insetti, ancora i balani sui gusci delle tartarughe. Difatti in questi casi di solito, un organismo sfrutta l’altro per trasporto.

pesce pilota
Figura 3 – Pesce pilota e squalo [credits Mind42]

Inquilinismo

Parliamo di un organismo che ne usa un altro per alloggiarvi permanentemente. Spesso, sono specie che condividono spazi comuni. Parliamo di organismi simbionti, che sono andati incontro ad una coevoluzione. Difatti, alcune associazioni tra organismi sono fondamentali per la sopravvivenza in ambienti estremi.

Esempio peculiare, Amphiprion ocellaris conosciuto come: il pesce pagliaccio, famoso in tutto il mondo per il film d’animazione alla ricerca di Nemo, vive un rapporto di simbiosi mutualistica con le anemoni di mare.

Dascyllus trimaculatus, inoltre, si cosparge di muco per trovare protezione fra le attinie, è un esempio di inquilinismo.

Amphiprion ocellaris
Figura 4 – Amphiprion ocellaris, [credits: ciakgeneration]

Metabiosi

Parliamo di una relazione commensale in cui un organismo forma l’habitat di un altro. Parliamo di una forma di inquilinismo, dove due specie convivono in uno spazio comune, oppure ci ritroviamo in condizioni per cui una specie che può installarvisi in convivenza in uno spazio creato da un altro organismo e sostituirlo quando l’alterazione del mezzo, da quello stesso provocata, abbia determinato l’estinzione del primo. 

Un esempio è un paguro eremita, che usa un guscio di un gasteropode morto per proteggersi.

Un altro esempio di metabiosi è dato dall’aspergillo, che saccarifica tutta la componente zuccherina del riso, permettendo la sopravvivenza dei lieviti, che successivamente avviano la fermentazione alcolica alla quale però, l’aspergillo non sopravvive.

paguro eremita
Figura 5 – Paguro eremita [credits: Loretta Sebastiani]

Conclusioni

Possiamo assumere che il commensalismo costituisca un associazione di specie diverse in uno stesso habitat al fine di coesistere e sopravvivere.

Umberto Lazzaro

Fonti:

  • Elementi di ecologia, Smith, 8° edizione.
  • https://biologiawiki.it/wiki/commensalismo/
  • https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/B0123485304001557
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Parassitismo
  • https://www.verdiardesia.com/articoli/simbiosi.asp
Condividi l'articolo di Microbiologia Italia:

Lascia un commento